Cassazione Penale, Sentenza n. 41814/2022 del 07/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza su tre motivi: 1) violazione dell'art. 521 c.p.p. per mancata correlazione tra imputazione e sentenza, sostenendo che il Tribunale avrebbe giudicato un fatto diverso da quello contestato; 2) vizio di motivazione perché, secondo il ricorrente, dalla consulenza tecnica e dagli elaborati risulterebbe che le opere oggetto della SCIA rientravano nell'art. 22 d.P.R. 380/2001 e potevano essere autorizzate con SCIA anziché con permesso di costruire; 3) violazione di norme sostanziali (art. 481 c.p. e art. 29, comma 3, d.P.R. 380/2001) perché non vi sarebbe stato aumento di superfici edificabili/volumetrie essendo le modifiche interne e i soppalchi riferibili a superfici interne già esistenti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile: la Corte ha ritenuto che non vi sia mutamento radicale del fatto e che l'imputato abbia potuto difendersi sull'oggetto dell'imputazione; la valutazione della prova fatta in primo e secondo grado (depositi tecnici, deposizione del dirigente comunale e avvio del procedimento di annullamento della SCIA) è stata ritenuta congrua e idonea a dimostrare la falsa asseverazione circa la conformità delle opere agli strumenti urbanistici e al regolamento edilizio (art. 481 c.p.). La Corte ha inoltre osservato che la natura istantanea della SCIA rende irrilevante che le opere non siano state effettivamente realizzate. È stato infine calcolato che il reato non era prescritto alla data della decisione (prescrizione prevista al 26/12/2022).
Norme richiamate
art. 481 cod. pen.
Il reato contestato è la falsità in asseverazione relativa a certificati/attestazioni tecniche (la SCIA ha natura di atto certificatorio); la Corte conferma che una falsa dichiarazione di conformità delle opere integra la fattispecie.
art. 29, comma 3, d.P.R. n. 380/2001
Richiamato come norma che disciplina la sanatoria e le attestazioni tecniche; la Corte interpreta che l'asseverazione falsa in relazione alla sanatoria integra responsabilità penale.
art. 22, commi 2 e 3, d.P.R. n. 380/2001
Norma richiamata nella controversia circa la possibilità di procedere con SCIA anziché permesso di costruire; la Corte ritiene che, alla luce dei documenti tecnici e delle difformità rilevate (aumento di superfici/volumetrie), le opere non rientravano nella disciplina che avrebbe consentito la SCIA.
art. 37 d.P.R. n. 380/2001
Norma che disciplina la SCIA; la Corte sottolinea la natura istantanea del provvedimento e che la presentazione della relazione tecnica ha valore indipendentemente dall'effettiva realizzazione delle opere.
art. 60 del regolamento edilizio (comunale)
Richiamato in relazione alla necessità del permesso di costruire per le opere che comportano aumento di volumetrie o nuove aperture; la Corte prende atto che il regolamento prevedeva permesso di costruire per le difformità riscontrate.
art. 606, comma 1, cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata in relazione ai motivi di ricorso alla Cassazione; la Corte valuta i motivi secondo le categorie previste da tale articolo e li dichiara infondati o inammissibili.
art. 521 e art. 522 cod. proc. pen.
Articoli richiamati in tema di correlazione tra imputazione e sentenza e mutamento del fatto; la Corte applica la giurisprudenza richiamata per affermare che non si è verificato un mutamento radicale della fattispecie tale da pregiudicare la difesa.
Massime di principio
- La presentazione di una SCIA ha natura istantanea e l'asseverazione allegata vale anche se le opere non sono poi realizzate: una falsa asseverazione integra il reato di cui all'art. 481 c.p.
- Per configurare una violazione dell'art. 521 c.p.p. (mutamento del fatto) è necessaria una trasformazione radicale degli elementi essenziali della fattispecie tale da aver impedito concretamente la difesa; differenze formali o dettagli non sono sufficenti.
- La prova della falsa asseverazione può fondarsi su elementi tecnici (elaborati progettuali, consulenze, deposizioni di tecnici comunali) e sull'avvio di atti amministrativi (es. procedimento di annullamento della SCIA).
- Il giudice di merito non è tenuto a confutare puntualmente ogni singola deduzione della difesa: è sufficiente una motivazione logica e adeguata che mostri di aver considerato i fatti decisivi e valutato globalmente le prove.
- In controversie edilizie penali, la distinzione tra opere interne e modifiche che incidono su superfici edificabili/volumetrie è cruciale: interventi che aumentano volumetria o superfici utili possono richiedere permesso di costruire e, se attestati illecitamente come conformi, possono integrare responsabilità penale.
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