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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15915/2024 del 16/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per invasione arbitraria di un appartamento di proprietà del Comune di Milano sostenendo vizi di motivazione e la erronea applicazione della legge penale. I motivi principali: (1) contestazione del concorso di persone tra i coimputati (particolarmente per Heddri Javier e Ventura), (2) diniego dell'applicazione della clausola di non punibilità per particolare tenuità ex art. 131‑bis c.p., e (3) errore nella qualificazione del delitto come reato permanente (art. 633 c.p.) anziché reato istantaneo, con conseguente errata determinazione della disciplina sanzionatoria più favorevole.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse fornito adeguata e congrua motivazione sul concorso e sulla durata dell'occupazione (decennale), respingendo la tesi dell'acquiescenza del Comune. Quanto all'art. 131‑bis, la Cassazione ha ricordato che la valutazione sulla tenuità e sulla determinazione della pena appartiene al merito e non è sindacabile in assenza di vizi motivazionali 'radicali', vizi che qui non sussistono; la negazione del beneficio è motivata dall'entità del danno (mancati canoni e utenze e decenni di spossessamento). Sulla natura del reato, la Corte ha condiviso la qualificazione come reato permanente quando l'occupazione si protragga per lungo tempo; il reato cessa al momento del rilascio e la normativa sanzionatoria applicabile è quella vigente al momento della cessazione. Per l'inammissibilità, i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende per profili di colpa nella impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 131‑bis c.p.

    Clausola di esclusione della punibilità per particolare tenuità: la sua valutazione e l'incidenza sulla determinazione della pena rientrano nel sindacato di merito; Cassazione non interviene se la motivazione del giudice di merito è congrua e non manifestamente illogica. Nel caso la negazione è stata motivata dall'entità del danno e dalla durata dell'occupazione.

  • art. 633 c.p.

    Reato di invasione/violazione di domicilio: può assumere natura di reato permanente se l'occupazione si protrae nel tempo; la permanenza cessa con il rilascio dell'immobile e da quel momento decorre il termine di prescrizione; la disciplina sanzionatoria si applica in base alla legge vigente al momento della cessazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese e il ristoro a favore della cassa delle ammende per ricorsi inammissibili quando ricorrano profili di colpa nell'impugnazione; applicata per quantificare l'ammenda di euro 3.000.

  • art. 23 comma 8 D.L. 137/2020 e art. 8 D.L. 198/2022

    Richiamate in relazione al procedimento: regolano il ricorso trattato con contraddittorio scritto in sede di Cassazione (procedura telematica e modalità di contraddittorio scritto).

Massime di principio

  • La Cassazione non riesamina questioni di merito (es. sussistenza della tenuità ex art. 131‑bis o quantificazione del danno) se il giudice di merito ha dato motivazione congrua e non manifestamente illogica; i ricorsi vaghi o generici su questi punti saranno dichiarati inammissibili.
  • Quando l'occupazione di un immobile si prolunga nel tempo, il delitto di invasione può essere qualificato come reato permanente: la violazione cessa solo al rilascio e la legge applicabile per la determinazione della pena è quella vigente al momento della cessazione.
  • La presunta 'acquiescenza' di un ente pubblico (Comune) non è facilmente desumibile per facta concludentia a causa della natura pubblicistica dell'ente; la difesa deve fornire elementi concreti per dimostrare una manifestazione di volontà o consenso.
  • Per ottenere la non punibilità per particolare tenuità occorre una valutazione dettagliata sull'entità del danno e sulle circostanze personali dell'imputato; argomentazioni generiche sulla 'ignoranza' dell'illegittimità della condotta sono inefficaci se non supportate da prove e da rilievi motivazionali specifici.
  • Nel presentare ricorso per cassazione è necessario formulare motivi specifici, non meramente ripetitivi o atipici: la mancanza di specificità e di contestazione puntuale della motivazione del giudice di merito espone al rischio di inammissibilità e a sanzioni per cause infondate.

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