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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37358/2022 del 04/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente, terza interessata, impugnava l'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni a lei formalmente intestati (autovettura, deposito a risparmio, conto corrente), sostenendo che i beni erano di sua esclusiva proprietà, che ella era incensurata e che vi era un distacco temporale ragionevole tra i reati contestati al padre (reati "spia" presumibilmente del 2009) e l'acquisizione dei beni (aperture rapporti e acquisto auto nel 2008-2017). Denunciava violazione degli artt. 240-bis cod. pen., 3 e 27 Cost. e vizi di motivazione (mancanza, contraddittorietà e illogicità), sostenendo l'illegittimità dell'uso della confisca allargata e la liceità delle provviste.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il rimedio per le ordinanze ex artt. 322-bis e 324 cod. proc. pen. sia limitato a censure per omessa motivazione e che il motivo proposto fosse generico e aspecifico, non confrontandosi puntualmente con le argomentazioni del giudice del riesame. In ogni caso la Corte ha ritenuto che il Tribunale di Roma avesse adeguatamente motivato la riconducibilità dei beni al padre (Virgutto Giovanni) indicando date di acquisto, versamenti, importi significativi provenienti dal padre e incongruenze tra redditi dichiarati dalla ricorrente e giacenze/valore dei beni. Perciò la misura ablativa risultava motivata e compatibile con il criterio di "ragionevolezza temporale". Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente condannata alle spese processuali e al versamento, a favore della Cassa delle ammende, della somma equitativamente fissata in € 3.000,00.

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. pen. (confisca c.d. allargata)

    La norma è stata applicata come fondamento della confisca estesa; la Corte richiama il criterio della "ragionevolezza temporale" nella sua applicazione, cioè la necessità di valutare in concreto il rapporto temporale fra reato-spia e acquisizione del bene

  • art. 85-bis d.P.R. n. 309/1990

    Richiamato in connessione con la disciplina dei beni connessi al traffico di stupefacenti; utilizzato come riferimento normativo per le misure ablative in materia di stupefacenti

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Stabilisce i limiti del ricorso per cassazione avverso le ordinanze ex artt. 322-bis e 324 c.p.p.: ammissibile per violazione di legge solo in caso di omessa motivazione, non per meri vizi della motivazione; la Corte lo invoca per dichiarare l'inammissibilità

  • artt. 322-bis e 324 cod. proc. pen.

    Norme che disciplinano specifiche ordinanze e provvedimenti cautelari; il rimedio avverso tali ordinanze è soggetto ai limiti indicati dall'art. 325 c.p.p.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per l'effetto della declaratoria di inammissibilità: condanna alle spese del procedimento e applicazione del contributo alla Cassa delle ammende

  • art. 3 Cost.

    Richiamato dalla ricorrente per profili di illegittimità costituzionale (pari dignità/uguaglianza); la Corte non ha ritenuto fondata la censura e non ha rilevato violazioni applicabili alla fattispecie

  • art. 27 Cost.

    Invocato dalla ricorrente (principio di responsabilità personale e proporzionalità della sanzione); la Corte non ha accolto la censura nei limiti del ricorso proposto

  • Sentenza Corte costituzionale 21/02/2018, n. 33

    Richiamata come principio: la confisca allargata richiede un criterio di "ragionevolezza temporale" fra il reato-spia e l'incremento patrimoniale; il limite non è rigido ma va parametrato alla gravità e modalità del reato-spia

  • Sentenza Corte costituzionale 13/06/2000, n. 186

    Richiamata in relazione alla valutazione della colpa nella proposizione del ricorso; ha portato la Corte a non ritenere la ricorrente meritevole di esenzione dalla condanna alle spese

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso ordinanze ex artt. 322-bis e 324 c.p.p. è ammesso solo per violazione di legge nei casi, tra cui l'omessa motivazione: non può essere usato per contestare in termini generici valutazioni di fatto o alternative ricostruzioni non adeguatamente specificate
  • La censura deve essere puntuale e confrontarsi criticamente con i passaggi motivazionali del provvedimento impugnato; motivazioni generiche e ripetitive già respinte in sede di merito sono inammissibili
  • Nel giudizio sulla confisca "allargata" rileva il principio della "ragionevolezza temporale": il rapporto temporale tra reato-spia e acquisizione del bene va valutato caso per caso, tenendo conto di gravità e modalità del reato
  • Per contrastare un sequestro/conferma di confisca è fondamentale fornire elementi specifici a sostegno della provenienza lecita dei beni (documentazione dei movimenti, fonti di reddito coerenti con i prelievi/acquisti), non solo censure generiche
  • La mera intestazione formale non è determinante: la motivata prova indiziaria di disponibilità di terzi può legittimare il sequestro su beni formalmente intestati ad altri
  • Se il ricorso è dichiarato inammissibile la parte può essere condannata alle spese e ad un versamento alla Cassa delle ammende; va quindi valutata la fondatezza e la specificità delle censure prima di proporre impugnazioni in Cassazione

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