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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 30531/2024 del 27/11/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del licenziamento disciplinare intimato dal Commissario liquidatore: il ricorrente ha contestato la legittimità del potere del Commissario di irrogare licenziamenti senza ratifica regionale, la violazione delle procedure previste (richiamando il d.lgs. 165/2001 e le garanzie ivi previste come l'UPD), la violazione del principio di immutabilità della contestazione disciplinare e la carenza di giusta causa/giusta motivazione per il recesso. Ha altresì dedotto vizi relativi alla qualifica e alla validità del rapporto di lavoro (durata/incarico dirigenziale).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale di Scognamillo e dichiarato inammissibile il ricorso incidentale del Consorzio. La Corte ha ritenuto sussistente un rapporto di lavoro dirigenziale regolato da CCNL di diritto privato (consorzio qualificato ente pubblico economico) e ha ritenuto legittimo l'esercizio del potere disciplinare da parte del Commissario liquidatore nell'ambito dell'attività liquidatoria, valutando provati comportamenti di insubordinazione e condotte idonee a pregiudicare la procedura di liquidazione. Ha inoltre rilevato che il d.lgs. n.165/2001 non è applicabile al rapporto in esame e ha corretto parti della sentenza impugnata che lo avevano richiamato. Spese compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 7 legge regionale Sardegna n. 3/2008

    Prevede la nomina del Commissario liquidatore e direttive della Giunta; la Corte ha ritenuto che tali disposizioni non escludono l'esercizio del potere disciplinare da parte del Commissario quando necessario a conservare l'integrità del patrimonio consortile e a non ritardare la procedura di liquidazione.

  • d.lgs. n. 165/2001

    art. 55, art. 55‑bis, art. 55‑quater, artt. 19 e 35 (richiamati nel testo)

    La Corte ha stabilito che il d.lgs. 165/2001 non si applica al rapporto di lavoro del dirigente del Consorzio di sviluppo industriale (ente pubblico economico) e quindi le garanzie procedurali specifiche di tale decreto non erano direttamente invocabili nel caso concreto.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato in relazione al principio di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione; la Corte ha escluso la violazione rilevante in quanto il regime applicabile era privatistico e il Commissario ha agito nell'ambito dei poteri liquidatori.

  • art. 36 legge n. 317/1991

    Richiama la qualificazione dei consorzi di sviluppo industriale come enti pubblici economici; la Corte ha ritenuto che ciò comporta che i rapporti di lavoro siano, di regola, soggetti al diritto privato e non al d.lgs. 165/2001.

  • artt. 2093 e 2129 cod. civ.

    Indicano la sfera del diritto privato per i rapporti di lavoro in ambito imprenditoriale; la Corte li ha invocati per sostenere l'applicabilità del CCNL e del regime privatistico al rapporto del dirigente.

  • art. 112 cod. proc. civ.

    Richiamato nei profili di corrispondenza tra chiesto e pronunciato; la Corte ha ritenuto inammissibili alcune doglianze perché non configuravano nullità della sentenza né omissione decisiva ai fini dell'art. 360 c.p.c.

  • art. 360 cod. proc. civ.

    Norma quadro per le censure in cassazione; la Corte ha valutato la correttezza delle censure proposte e dichiarato inammissibili o infondate quelle che non rientravano nei parametri o non denunciavano nullità decisiva.

  • art. 92 cod. proc. civ.

    Norma sulle spese di lite; la Corte ha confermato la decisione di merito di parziale compensazione delle spese come esercizio del potere discrezionale del giudice.

  • artt. 2104, 2105, 2106, 2119 cod. civ.

    Richiamati in relazione agli obblighi di diligenza e responsabilità del lavoratore e ai rimedi per l'inadempimento; la Corte ha ritenuto che le condotte contestate integrassero elementi idonei a giustificare il licenziamento per giusta causa.

Massime di principio

  • Nei consorzi di sviluppo industriale (enti pubblici economici) i rapporti di lavoro possono essere regolati dal diritto privato e da CCNL: il d.lgs. 165/2001 non si applica automaticamente.
  • Il Commissario liquidatore conserva i poteri necessari alla gestione e conservazione del patrimonio e, se richiesto dalla procedura di liquidazione, può esercitare il potere disciplinare nei confronti del personale quando condotte ostacolano l'attività liquidatoria.
  • L'assenza di una ratifica regionale non invalida automaticamente gli atti disciplinari del Commissario, salvo che la normativa regionale indichi espressamente il contrario.
  • Le doglianze procedurali fondate sull'applicazione del d.lgs. 165/2001 sono inammissibili se il rapporto è qualificato come disciplinato dal diritto privato; occorre verificare prima la qualificazione giuridica del rapporto di lavoro.
  • Il giudice di merito ha ampia discrezionalità nella valutazione della prova e nell'applicazione della compensazione delle spese: le censure che chiedono rivalutazione del merito sono in generale inammissibili in cassazione.
  • La modifica o la ricostruzione dei fatti operata dal giudice in sede di merito è valutabile in cassazione solo nei limiti delle specifiche ipotesi d'incidenza previste dall'art. 360 c.p.c.; non ogni diversa ricostruzione giustifica la cassazione.

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