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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47307/2023 del 24/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano per cassazione la conferma delle rispettive condanne per invasione arbitraria di immobili. Giovanni Messina deduce: (i) nullità per mancanza della condizione di procedibilità, contestando la legittimazione della querela promossa dall'amministratore giudiziario senza autorizzazione del giudice delegato; (ii) vizio di motivazione e errata qualificazione della condotta (durata dell'occupazione, natura istantanea vs protratta, insufficienza dell'elemento soggettivo). Margherita Riina deduce: (i) travisamento della prova e omessa valutazione delle testimonianze che dimostrerebbero occupazioni di breve durata, con conseguente assoluzione o, almeno, riconduzione a tentativo; (ii) applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.); (iii) errori nella dosimetria della pena e mancata considerazione delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi come infondati. Ha ritenuto legittima la querela proposta dall'amministratore giudiziario, in quanto titolare di una "detenzione qualificata" e dei poteri di gestione/custodia dei beni ex D.Lg.vo 159/2011 (art. 34, comma 5), con analogia ai poteri del curatore fallimentare e dell'amministratore di condominio. Quanto alla responsabilità di fatto, la Corte ha richiamato i limiti del sindacato di legittimità: non è ammessa la rivalutazione del materiale probatorio quando la motivazione del giudice di merito non sia mancante, manifestamente illogica o contraddittoria. La motivazione della Corte d'appello è stata ritenuta coerente e non affetta da travisamento; la circostanza dell'occupazione protratta è stata adeguatamente motivata, perciò è stata esclusa la causa di non punibilità per tenuità. Pertanto le condanne in minima parte rideterminate in appello sono confermate e i motivi di cassazione vengono rigettati.

Norme richiamate

  • D.Lg.vo 159/2011 (codice delle misure di prevenzione), art. 34, comma 5

    Attribuisce all'amministratore giudiziario compiti di gestione, custodia e conservazione dei beni sequestrati; la Corte interpreta tali poteri come fondamento della "detenzione qualificata" che legittima l'amministratore a proporre querela autonomamente

  • D.Lg.vo 159/2011, art. 31

    Richiamato per sostenere la nozione di "detenzione qualificata" a carico dell'amministratore giudiziario; utile a giustificare la legittimazione ad agire in tutela del patrimonio sottoposto a misura

  • Codice penale, art. 131-bis

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte di merito ha valutato e ritenuto inapplicabile la causa alla luce della protrazione e delle modalità dell'occupazione, escludendo la tenuità

  • Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. e)

    Limita il sindacato della Corte di Cassazione sui motivi che attengono alla motivazione: ammessa la verifica della presenza, logica e coerenza della motivazione, non la riconsiderazione degli accertamenti di merito o del peso delle prove

  • Codice civile, art. 1130

    Citato a titolo comparativo per l'affermazione, in giurisprudenza, che l'amministratore di condominio ha poteri che lo legittimano a sporgere querela in relazione a reati contro il patrimonio comune; la Corte usa l'analogia per sostenere la legittimazione dell'amministratore giudiziario

Massime di principio

  • L'amministratore giudiziario nominato in procedure di prevenzione, avendo compiti di gestione, custodia e conservazione dei beni, possiede una "detenzione qualificata" che lo legittima a proporre querela autonomamente senza previa autorizzazione del giudice delegato
  • In sede di cassazione è molto difficile ottenere la riforma di valutazioni probatorie concordi in primo e secondo grado: la Corte verifica solo la presenza, la coerenza logica e l'assenza di manifesta illogicità o contraddittorietà nella motivazione, non la correttezza delle valutazioni di fatto
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) può essere esclusa quando le modalità esecutive e la durata del fatto dimostrino una offensività significativa o una natura protratta dell'illecito; non è automaticamente applicabile ai reati di occupazione permanente
  • Per dedurre un "travisamento" della prova in Cassazione è necessario indicare con precisione quale elemento probatorio sia stato ignorato o interpretato in modo radicalmente difforme rispetto al suo "significante"; mere critiche sulla persuasività o diversa lettura delle prove non sono ammissibili
  • Quando vi è una "doppia conforme" (stessi accertamenti e stessa valutazione in primo e secondo grado) la soglia per la censura in Cassazione è particolarmente elevata: il ricorrente deve dimostrare un vizio di legittimità formale o una motivazione mancante/manifestamente illogica

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