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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22990/2023 del 25/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente era stata condannata alla pena di 4 mesi di reclusione per concorso nella contraffazione di una patente di guida bulgara non conforme ai modelli legali, avendo fornito la propria fotografia e copia della carta di identità italiana per ottenere la conversione in patente italiana. In Cassazione il ricorso articolava due motivi: (1) vizio di qualificazione giuridica e violazione degli artt. 477, 482 e 489 c.p., sostenendo che l'uso della fotografia e dei dati anagrafici sarebbe neutro e che la condotta andava riqualificata in uso di atto falso (art. 489 c.p.); (2) violazione dell'art. 131-bis c.p., per non aver riconosciuto la particolare tenuità del fatto, con motivazione apparente e senza applicazione dei criteri di cui all'art. 131-bis.

La decisione

La Cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Primo motivo: dichiarato infondato e aspecifico; la Corte ha ritenuto legittima e non illogica la valutazione della Corte d'appello che, combinando tre elementi indiziari (fotografia, dati anagrafici e presentazione all'Ufficio della motorizzazione), ha desunto il concorso nella contraffazione, in linea con la giurisprudenza che attribuisce alla presenza della fotografia del possessore una forte efficacia indiziaria. Secondo motivo: accolto; la Corte d'appello non ha adeguatamente motivato il diniego della particolare tenuità, non avendo evidenziato un "quid pluris" rispetto al pericolo che la norma incriminatrice intende evitare. Tuttavia, pur procedendo all'annullamento con rinvio rispetto al secondo motivo, la Cassazione ha poi annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato risultava estinto per prescrizione a decorrere dal 22/12/2022, non essendovi sospensioni del termine. Esito finale: annullamento della condanna per estinzione del reato per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 477 cod. pen.

    Richiamato nel motivo di ricorso relativo alla qualificazione del fatto (norme sulla falsificazione di documenti), ma la Corte non lo ritiene leso in relazione alla decisione di merito

  • art. 482 cod. pen.

    Richiamato dal ricorrente nell'ambito della censura sulla qualificazione del fatto; non emerge una diversa interpretazione dalla sentenza di legittimità

  • art. 489 cod. pen.

    Norma relativa all'uso di atto falso invocata dal ricorrente per chiedere la riqualificazione della condotta; la Corte ha ritenuto la censura aspecifica e manifestamente infondata rispetto alla valutazione degli elementi indiziari che supportano la qualificazione per contraffazione

  • art. 497-bis, comma 2 cod. pen.

    Richiamato dalla giurisprudenza citata e dalla Corte quale principio: il possesso di un documento recante la fotografia del possessore con false generalità è indizio significativo di partecipazione alla contraffazione, distinguendo la fattispecie della contraffazione dal mero uso

  • art. 131-bis cod. pen.

    Disciplina la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ricorda che la sua applicazione richiede valutazione complessiva e motivata delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o del pericolo, e ha ritenuto che la Corte d'appello non abbia svolto quella valutazione in termini tali da escludere la tenuità

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato rispetto ai criteri (modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno o del pericolo) che devono essere considerati nella valutazione della tenuità ai sensi dell'art. 131-bis

  • art. 136-bis Cod. strada, commi 1 e 3

    Richiamato per spiegare il contesto normativo della conversione delle patenti rilasciate da Stati UE/SEE e il meccanismo che legittima la richiesta di conversione senza esame; utile a inquadrare l'interesse della ricorrente ad ottenere la conversione

  • art. 118-bis Cod. strada

    Richiamato insieme all'art. 136-bis per chiarire i presupposti di residenza e diritto alla conversione della patente straniera in italiana

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Citato in relazione ai limiti di enunciazione dei motivi di ricorso per cassazione; il ricorso è stato formulato entro i limiti strettamente necessari

  • art. 23 comma 8 d.l. 127/2020 (richiami normativi successivi)

    Richiamato in ordine alla trattazione del ricorso senza intervento delle parti per le disposizioni emergenziali e le successive proroghe che hanno consentito il trattamento del ricorso nelle modalità adottate

Massime di principio

  • La mera presenza della fotografia del possessore su un documento con generalità false, unita alla disponibilità dei dati anagrafici e alla effettiva presentazione del documento alle autorità, costituisce un indizio rilevante e spesso decisivo per ritenere il concorso nella contraffazione, differenziandolo dal mero uso di atto falso.
  • Le censure di riqualificazione del fatto (es. chiedere che la condotta sia qualificata come uso di atto falso invece che contraffazione) devono essere articolate e specifiche: se il decisum di merito motiva la valutazione su più elementi congiunti, il ricorso che si confronta solo con parte di quegli elementi può essere ritenuto aspecifico e quindi infondato.
  • Per riconoscere la causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) è necessaria una valutazione motivata e complessiva delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o del pericolo; il giudice deve esplicitare se vi sia o meno un "quid pluris" rispetto al rischio che la norma intende prevenire.
  • Se la Corte di legittimità annulla in relazione a profili di applicazione della tenuità ma il reato è nel frattempo estinto per prescrizione e non sussistono altre cause di proscioglimento, l'annullamento può essere pronunciato senza rinvio per estinzione del reato.
  • Nel giudizio d'impugnazione, l'accertamento di elementi indiziari richiede correlazione logica e motivata tra fatti emersi e inferenze probatorie: le conclusioni di merito sono inattaccabili in Cassazione se non presentano manifesta illogicità o contraddittorietà.

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