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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19651/2026 del 29/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di sequestro preventivo di tre corpi di fabbrica (A1, A2, A3), dell'area disboscata, di pertinenze e della pista sterrata di collegamento alla spiaggia di Cala Ambra, sostenendo l'assenza dell'elemento soggettivo del reato e la carenza motivazionale del provvedimento. La ricorrente deduceva che le opere erano state realizzate in conformità al PUC e a permessi (permesso di costruire n. 41/05 e atti successivi), per cui sarebbe sussistito un affidamento incolpevole sull'operato della pubblica amministrazione; inoltre denunciava un errore cartografico nei documenti del piano di lottizzazione che avrebbe indotto in errore gli aventi causa

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il riesame in sede cautelare sia limitato al controllo di legittimità e alla verifica sommaria del fumus commissi delicti e del periculum in mora, senza anticipare il giudizio di merito. Dai rilievi di fatto risultanti dagli atti (sopralluogo e consulenza tecnica) è emersa la realizzazione delle opere e della pista all'interno della fascia di inedificabilità assoluta dei 300 m. dalla battigia, con disboscamento e trasformazione dell'area, elementi idonei a comprovare il fumus del reato e la consapevolezza degli autori. La Corte ha escluso che la mera esistenza di permessi autorizzativi esenti da controllo possa precludere l'accertamento dell'illecito urbanistico: il giudice penale può sindacare la legittimità del titolo abilitativo nei limiti necessari a verificare la sussistenza del reato. L'eccezione di affidamento incolpevole è stata ritenuta infondata perché la società opera nel settore edilizio e aveva il dovere di informarsi; l'errore inevitabile non è dimostrato. Pertanto il ricorso è inammissibile; la ricorrente è condannata alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 44 lett. c)

    Norma richiamata quale fondamento dell'ipotesi di illecito urbanistico contestato: la Corte valuta il fumus del reato di cui all'art. 44 sulla base degli accertamenti di fatto relativi a opere edilizie non conformi al vincolo

  • d.lvo n. 42 del 2004, art. 181 comma 1

    Richiamata in relazione alla tutela del vincolo paesaggistico e alla tutela delle aree costiere; la violazione del vincolo paesaggistico contribuisce a fondare il fumus del reato

  • codice penale, art. 528 duodecies

    Norma penale citata tra le fattispecie rilevanti nel procedimento (riferimento a specifiche ipotesi sanzionatorie correlate agli illeciti urbanistici o paesaggistici)

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Stabilisce il limite del sindacato della Corte di cassazione sui provvedimenti cautelari reali: controllo di legittimità e vizi di motivazione ovvero error in iudicando/procedendo

  • art. 606, comma 1, lett. b), c) ed e) cod. proc. pen.

    Norme richiamate dalla ricorrente come base delle deduzioni di vizio di motivazione e di errore; la Corte richiama i limiti delle censure in cassazione

  • art. 12 e art. 13 d.P.R. 380/2001

    Principio che il permesso di costruire deve essere rilasciato in conformità agli strumenti urbanistici, alle leggi e ai regolamenti: il giudice penale può sindacare la conformità del titolo abilitativo per verificare la sussistenza del reato urbanistico

  • legge 29 giugno 1939 n. 1497; legge n. 431 del 1985; art. 10 bis Legge Regione Sardegna n. 45 del 1989

    Fonti del vincolo paesaggistico e dell'inedificabilità nella fascia dei 300 m. dalla battigia: la Corte ha ritenuto che le opere ricadessero in area di inedificabilità assoluta, fondamento dell'illegittimità dei titoli autorizzativi

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Base normativa per la condanna alle spese processuali e per l'applicazione delle sanzioni pecuniarie processuali

  • cost. sentenza n. 364/1988 (richiamata) e riferimenti all'art. 5 cod. pen.

    Richiama il principio che l'ignoranza inevitabile della legge penale è eccezionale e richiede che l'agente abbia fatto tutto il possibile per uniformarsi alla legge; tale requisito non è dimostrato nel caso di impresa edile che avrebbe dovuto informarsi

Massime di principio

  • In sede di riesame cautelare il giudice può effettuare una valutazione sommaria del fumus del reato e del periculum in mora, ma non può decidere anticipatamente il merito della responsabilità penale.
  • La mera esistenza di un permesso di costruire non esclude automaticamente la verifica penale: il giudice penale può sindacare la legittimità e la conformità del titolo abilitativo rispetto alla normativa prevalente per accertare l'illecito urbanistico.
  • L'affidamento nell'operato della pubblica amministrazione non esonera dall'accertamento della colpa quando l'agente opera in un settore in cui ha il dovere di informarsi (es. imprese di costruzione); per invocare l'errore inevitabile sulla legge penale è necessario provare di aver fatto tutto il possibile per conformarsi alla normativa.
  • Il controllo cautelare può rilevare anche l'assenza dell'elemento soggettivo, ma solo se tale carenza emerge 'ictu oculi' dagli elementi istruttori; altrimenti la questione va rimessa al giudizio di merito.
  • La presenza di vincoli prevalenti (es. fascia di inedificabilità dei 300 m. dalla battigia, vincolo paesaggistico) rende illegittimi i titoli edificatori contrari; lavori realizzati in violazione di tali vincoli possono giustificare misure cautelari reali quali il sequestro preventivo.

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