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Cassazione Penale, Ordinanza n. 16989/2026 del 12/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, condannato in primo grado con rito abbreviato per il concorso nell'acquisto di un chilo di eroina e per l'intermediazione nell'acquisto di cinque chili di marijuana, aveva ottenuto in appello solo una parziale riforma della decisione: la Corte territoriale aveva infatti riconosciuto la continuazione con un diverso episodio di detenzione di 519 grammi di cocaina, già giudicato con sentenza irrevocabile, confermando per il resto la condanna. Nel ricorso per cassazione la difesa ha dedotto violazione di legge sostenendo che, ai fini dell'individuazione del reato più grave nella continuazione, non potesse essere valorizzato il capo relativo all'eroina, perché il maggiore quantitativo rispetto alla cocaina era emerso soltanto da intercettazioni e il contributo dell'imputato era consistito in mera intermediazione, non in materiale detenzione.

La decisione

La Corte ha ritenuto la censura manifestamente infondata e comunque priva di confronto con la motivazione della sentenza impugnata. La Corte d'Appello aveva valorizzato, oltre al dato ponderale, anche la quantità di principio attivo idonea a ricavare sei chili di droga dopo il taglio; inoltre, ai fini dell'individuazione del reato più grave, è stato ritenuto irrilevante che il contributo concorsuale dell'imputato fosse consistito in intermediazione anziché in detenzione materiale. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, oltre a quanto previsto per legge.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    la fattispecie di cessione/acquisto e intermediazione di sostanze stupefacenti è considerata ai fini della continuazione e della comparazione della gravità dei reati, valorizzando quantità e principio attivo della sostanza.

  • art. 81 c.p.

    ai fini della continuazione, il reato più grave può essere individuato tenendo conto non solo del dato ponderale ma anche della concreta capacità drogante della sostanza e del complessivo disvalore del fatto.

  • art. 616 c.p.p.

    la declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio sulla continuazione, l'individuazione del reato più grave può fondarsi anche su elementi qualitativi della sostanza stupefacente, come il principio attivo e la quantità ricavabile dopo il taglio, non soltanto sul peso lordo o sul mezzo di prova da cui il dato emerge.
  • Ai fini della comparazione tra reati in continuazione, il tipo di contributo concorsuale dell'imputato (intermediazione, cessione, detenzione materiale) non è di per sé decisivo se il fatto concreto presenta un diverso e maggiore disvalore oggettivo e quantitativo.
  • È manifestamente infondata la doglianza che si limiti a contrapporre una diversa lettura del dato fattuale senza confrontarsi con la specifica motivazione della sentenza impugnata.
  • Quando il ricorso per cassazione è dichiarato inammissibile, seguono la condanna alle spese processuali e il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniContinuazione
RamiStupefacentiProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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