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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12000/2022 del 01/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo di 775 reperti archeologici rinvenuti presso l'abitazione del ricorrente in Belgio. Il ricorrente deduceva violazioni di legge e motivazione apparente, contestando la giurisdizione italiana sui fatti e la sussistenza del fumus commissi delicti, nonché la mancata indicazione di una condotta specifica a suo carico. Ha invocato violazioni degli artt. 6 e 110 cod. pen., 10 e 174 D.Lgs. n.42/2004, e norme di procedura penale (125, 321, 324 cod. proc. pen.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto legittima la motivazione del provvedimento impugnato, rilevando che il rinvenimento dei reperti nell'abitazione dell'indagato e le consulenze tecniche che ne attestavano la provenienza italiana costituivano elementi idonei a fondare sia la giurisdizione italiana (anche in ragione del concorso morale e della frazione di condotta realizzata in Italia) sia il fumus commissi delicti necessario per il sequestro preventivo. La Corte ha inoltre osservato che il fumus, diverso dai gravi indizi richiesti per misure personali, può consistere nella sola astratta rilevanza del fatto nella fattispecie di reato. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma richiamata quale base procedurale del provvedimento impugnato (sequestro preventivo statuibile ai sensi di tale articolo).

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limite alla sindacabilità in Cassazione dei provvedimenti cautelari reali: il ricorso è ammesso solo per violazione di legge, con esclusione del sindacato sul merito della motivazione salvo motivazione meramente apparente.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Principio dell'obbligo di motivazione: la Corte valuta se la motivazione sia meramente apparente (mancanza dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza).

  • art. 174 D.Lgs. n.42/2004

    Norma penale sui beni culturali (esportazione illecita); la Corte ha ritenuto applicabile l'articolo ai fatti, anche in concorso tra soggetti, con conseguente possibilità di sequestro e confisca obbligatoria.

  • art. 174, comma 3, D.Lgs. n.42/2004

    Richiamato specificamente per la previsione della confisca obbligatoria in caso di violazione delle norme sull'esportazione illecita di beni culturali.

  • art. 648 cod. pen.

    Richiamato come fattispecie di reato rilevante (ricettazione), considerata in correlazione con il reato di esportazione; la Corte non ha ritenuto necessaria l'approfondita qualificazione sotto questo profilo ai fini della legittimità del sequestro.

  • art. 110 cod. pen.

    Norma sul concorso di persone nel reato: utilizzata per fondare la responsabilità anche morale del ricorrente in relazione a condotte di altri che abbiano realizzato la frazione di condotta in Italia.

  • art. 61, primo comma, n.7 cod. pen.

    Richiamato come aggravante applicata alla contestazione penale (menzionata nell'ordinanza impugnata).

  • art. 6, comma secondo, cod. pen.

    Interpretazione che la Corte attribuisce alla norma quale criterio per valutare la giurisdizione italiana nel reato di esportazione, considerando sufficiente che la condotta si sia iniziata in Italia.

Massime di principio

  • La giurisdizione italiana può essere affermata quando una frazione della condotta rilevante per il reato si è realizzata in Italia, anche se altre parti dell'azione si sono svolte all'estero, soprattutto in ipotesi di concorso tra più persone.
  • La partecipazione morale o il concorso a fatti posti in essere da altri può essere sufficiente, se collegabile in modo chiaro alla condotta complessiva, per fondare misure cautelari reali sui beni implicati.
  • Il fumus commissi delicti richiesto per il sequestro preventivo è meno rigoroso dei 'gravi indizi di colpevolezza' necessari per misure cautelari personali: può consistere nella sola astratta sussumibilità del fatto nella fattispecie di reato.
  • Il sequestro preventivo di beni culturali è legittimo se sussiste concretamente il reato di esportazione illecita riferibile ai beni, indipendentemente dall'accertamento definitivo della responsabilità penale dell'agente.
  • In Cassazione contro provvedimenti cautelari reali la motivazione è sindacabile solo se meramente apparente (mancanza dei requisiti minimi); una motivazione che valorizza elementi di fatto rilevanti e richiama consulenze tecniche è generalmente ritenuta sufficiente.

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