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Cassazione Civile, Ordinanza n. 19879/2021 del 13/07/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha cassato la sentenza impugnata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, ha deciso nel merito rigettando il ricorso originario della contribuente contro la cartella di pagamento. Ha inoltre compensato integralmente le spese dei gradi di merito e ha condannato la contribuente alle spese del giudizio di legittimità in favore dell'Agenzia delle Entrate.

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia nasce da una cartella di pagamento emessa per sanzioni pecuniarie collegate all'imposta di registro per l'anno 2005. La Commissione tributaria provinciale aveva accolto il ricorso della contribuente e la Commissione tributaria regionale aveva poi respinto l'appello dell'Ufficio, ritenendo che l'emissione della cartella violasse il legittimo affidamento della contribuente, la quale avrebbe creduto di aver definito integralmente la propria posizione fiscale aderendo a un piano di rateizzazione riferito a una precedente cartella. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione dell'art. 10, commi 1 e 2, L. 212/2000 e dell'art. 1175 c.c., sostenendo che la CTR aveva erroneamente ravvisato un affidamento tutelabile, poiché la rateizzazione riguardava solo imposta e interessi della prima cartella, mentre la cartella impugnata concerneva esclusivamente le sanzioni, già specificamente indicate nell'avviso di liquidazione con avvertenza sulla possibilità di definizione ex art. 17 d.lgs. 472/1997 e sull'applicazione della sanzione del 30% in caso contrario.

Norme richiamate

  • art. 10, commi 1 e 2, L. 27 luglio 2000, n. 212

    La tutela dell'affidamento del contribuente opera solo quando vi siano apparente legittimità e coerenza dell'azione amministrativa, buona fede del contribuente e ulteriori circostanze specifiche; le ipotesi indicate dal comma 2 non sono tassative ma esemplificative.

  • art. 1175 c.c.

    Richiamato come parametro del dovere di correttezza del contribuente, la cui violazione esclude la buona fede necessaria per invocare il legittimo affidamento.

  • art. 384 c.p.c.

    La Corte, ritenendo la causa decisa su sola questione giuridica e senza ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso direttamente nel merito.

  • art. 17 d.lgs. n. 472/1997

    Richiamato come disciplina della definizione delle sanzioni indicata nell'avviso di liquidazione prodromico.

Massime di principio

  • La tutela del legittimo affidamento del contribuente richiede cumulativamente un comportamento dell'Amministrazione con apparenza di legittimità e coerenza, la buona fede del contribuente e circostanze concrete idonee a giustificare il convincimento maturato.
  • Non è configurabile buona fede quando il contribuente, sulla base degli atti ricevuti, avrebbe dovuto comprendere che la rateizzazione o definizione riguardava solo una parte del debito tributario e non anche le sanzioni oggetto della successiva cartella.
  • Le previsioni dell'art. 10 dello Statuto del contribuente sulla tutela dell'affidamento non sono chiuse a casi tipizzati, ma esprimono una regola generale applicabile a fattispecie ulteriori, purché ne ricorrano i presupposti sostanziali.
  • Quando la controversia è definibile sulla sola questione di diritto e non richiede ulteriori accertamenti di fatto, la Cassazione può cassare la decisione impugnata e decidere nel merito ex art. 384 c.p.c.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiBuona fede e correttezzaTutela del legittimo affidamento

Testo integrale

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