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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 22075/2023 del 24/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Cessione dell'azienda-farmacia (19/12/2005) con indicazione di un avviamento inferiore al valore effettivo. La ricorrente aveva chiesto risarcimento del danno e la restituzione della differenza di prezzo per l'avviamento sottostimato. Questione giuridica principale: se le domande siano regolamentate dalla disciplina speciale della compravendita (artt. 1490 ss., in particolare art. 1497 e 1495 c.c.), con conseguente applicazione dei termini di decadenza e prescrizione previsti dall'art. 1495, oppure dalla disciplina generale dell'inadempimento (art. 1218 c.c.) con la prescrizione ordinaria decennale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della FARMACIA TORLONIA. Ha confermato la decisione della Corte d'appello che aveva qualificato l'avviamento come qualita della azienda che, se espressamente promessa, rientra nell'ambito dell'art. 1497 c.c.; di conseguenza tutte le azioni dell'acquirente per la mancanza di qualità promesse, incluso il risarcimento del danno, sono soggette ai termini di decadenza e prescrizione di cui all'art. 1495 c.c. La Corte ha escluso l'applicabilità dell'azione di riduzione del prezzo ex art. 1492 per il difetto di avviamento quando questo è qualificato come qualita promessa, riservando il rimedio della risoluzione ex art. 1453 e segg. o l'azione risarcitoria regolata da art. 1497. Il ricorso incidentale è stato assorbito. La ricorrente è stata condannata alle spese di giudizio e la Corte ha rilevato la sussistenza dei presupposti per l'eventuale ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1495 c.c.

    I termini di decadenza e prescrizione previsti dall'art. 1495 si applicano a tutte le azioni spettanti all'acquirente per vizi o per mancanza di qualita promesse, inclusa l'azione di risarcimento.

  • art. 1497 c.c.

    Disciplina la mancanza di qualita promesse. L'avviamento, se espressamente promesso nel contratto di cessione dell'azienda, deve essere considerato qualita promessa ai sensi di questo articolo.

  • art. 1492 c.c.

    L'azione di riduzione del prezzo ex art. 1492 non è idonea per il difetto di avviamento qualificato come qualita promessa; in tali casi rilevano gli articoli richiamati da art. 1497 (es. risoluzione ex art.1453).

  • art. 1453 c.c.

    La risoluzione per inadempimento è il rimedio previsto per le mancanze di qualita promesse quando ricorrono i presupposti; art.1497 rinvia alla disciplina degli artt. 1453 e ss.

  • art. 1218 c.c.

    Disciplina generale dell'inadempimento; la Corte ha ritenuto non applicabile la disciplina generale quando la fattispecie rientra nella disciplina speciale della compravendita.

  • art. 2555 c.c.

    Norma sulla cessione d'azienda citata nel ricorso; la Corte ha comunque ritenuto che la cessione d'azienda, in relazione alle qualita promesse (avviamento), può essere ricondotta alla disciplina sulla compravendita per quanto qui rilevante.

  • art. 2935 c.c.

    Termine ordinario di prescrizione (10 anni). La ricorrente sosteneva l'applicazione di tale termine, ma la Corte ha confermato l'applicazione dei termini speciali di cui ad art.1495 quando la vicenda rientra nella compravendita.

  • art. 2946 c.c.

    Riferimento a termini di prescrizione breve richiamati nel ricorso; la decisione ha confermato l'operatività dei termini previsti dalla disciplina speciale se applicabile.

  • art. 89 c.p.c.

    Norma sulla cancellazione di parole offensive dagli atti; la Corte ha ritenuto non accoglibile la richiesta di cancellazione perché le espressioni denunciate non eccedevano l'esercizio del diritto di difesa e non erano lesive della dignità umana o professionale.

  • D.P.R. 115/2002 art. 13

    Norma sul contributo unificato; la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento di un ulteriore importo da parte del ricorrente, spettando all'amministrazione giudiziaria verificarne la debenza.

  • disp. prel. c.c. arts. 12 e 14

    Richiamate nel ricorso: norme preliminari del codice civile citate a supporto delle argomentazioni; non risultano decisive ai fini del principio espresso dalla Corte.

Massime di principio

  • Se l'avviamento e' stato espressamente pattuito nella cessione dell'azienda, esso e' una qualita' promessa ai sensi dell'art.1497 c.c.; le azioni dell'acquirente relative al suo difetto (incluso il risarcimento) sono soggette ai termini di decadenza/prescrizione di art.1495 c.c.
  • Il difetto di avviamento qualificato come qualita promessa non e' rimediabile con l'azione di riduzione del prezzo ex art.1492, ma puo' giustificare la risoluzione del contratto (art.1453 e ss.) o l'azione risarcitoria disciplinata da art.1497.
  • La disciplina speciale della compravendita prevale sulla disciplina generale dell'inadempimento quando la controversia attiene a vizi o mancanza di qualita della cosa venduta; spetta valutare se la fattispecie rientra realmente in tale ambito per determinare termini e rimedi applicabili.
  • I termini di decadenza per denunciare i vizi decorrono dalla scoperta del vizio; la prescrizione ordinaria decorre dalla consegna, salvo che non trovi applicazione un termine speciale previsto per la materia della compravendita.
  • L'eccezione dell'aliud pro alio resta una fattispecie distinta e, se configurabile, puo' escludere l'applicazione della disciplina dei vizi; in assenza di aliud pro alio, si applicano gli artt.1495-1497.
  • Per ottenere la cancellazione di espressioni ritenute offensive negli atti processuali occorre dimostrare che eccedono l'esercizio del diritto di difesa e ledono la dignita'; altrimenti la richiesta viene respinta.
  • In caso di soccombenza in Cassazione e' possibile la condanna alle spese e l'accertamento dell'eventuale ulteriore contributo unificato a carico del ricorrente.

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