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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38921/2023 del 25/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso articolato in tre motivi: 1) vizio di motivazione e manifesta illogicita per il mancato riconoscimento della lieve entita ex art.73 comma 5 DPR 309/1990; si censura che la condotta era circoscritta al 12.6.2021 e mancavano strumenti di confezionamento, bilancino, contabilita e somme ingenti. 2) censura della ritenuta recidiva, sostenendo che i fatti attuali non esprimono maggiore pericolosita sociale. 3) impugnazione della confisca di Euro 400,00 per mancata motivazione e erronea applicazione di art.73 comma 7-bis DPR 309/1990 e art.240-bis cod.pen., sostenendo che la somma non era provento della cessione contestata.

La decisione

Il ricorso in cassazione e stato rigettato. La Corte ha confermato che l'esclusione della lieve entita era adeguatamente motivata: nonostante il quantitativo modesto, gli elementi indicavano un'attivita di spaccio sistematica e professionale (numerosi contatti tra imputato e coimputato, messaggistica che indicava clientela, somma di denaro rilevante trovata in possesso: Euro 1600,00). La recidiva e stata ritenuta correttamente accertata sulla base di precedenti specifici e arresti in flagranza del 2019. La confisca di denaro e stata considerata legittima in quanto il denaro e risultato connesso e pertinente all'attivita di cessione contestata, con corretta applicazione dell'art.73 comma 7-bis DPR 309/1990. Conseguentemente il rigetto del ricorso e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 73 DPR 9 ottobre 1990 n. 309

    Comma 5 disciplina la lieve entita come ipotesi attenuata; il giudice puo escluderla se la singola cessione e manifestazione di una capacita piu ampia e non episodica di diffondere droga. Comma 7-bis legittima la confisca del denaro provento dell'attivita di spaccio quando sussista nesso di pertinenzialita con la cessione.

  • art. 606 lett. e) cod. proc. pen.

    Consente il ricorso per cassazione per vizio di motivazione o manifesta illogicita. Nel caso la Corte ha ritenuto la motivazione del giudice di merito adeguata e non illogica.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla confisca; la Corte ha ritenuto comunque applicabile la normativa sulla confisca dei proventi del reato di stupefacenti ex art.73 DPR 309/1990, con verificato nesso di pertinenzialita.

Massime di principio

  • La lieve entita prevista dall'art.73 comma 5 puo essere esclusa anche se il quantitativo sequestrato e modesto quando emergano elementi concreti di attivita di spaccio non episodica: numerosi contatti, messaggi, incassi, ripetizione delle cessioni e ruoli organizzativi.
  • La mera scarsita di strumenti di confezionamento o l'assenza di bilancini non e di per se decisiva: il giudice valuta il quadro complessivo dei fatti e le circostanze che indicano capacita di distribuzione.
  • La recidiva viene accertata sulla base di precedenti specifici e fatti antecendenti; la presenza di arresti in flagranza per spaccio aumenta la stima della pericolosita sociale.
  • La confisca di denaro e legittima quando esiste un nesso di pertinenzialita tra le somme e l'attivita di spaccio contestata; per contrastarla e necessario dimostrare l'assenza di collegamento probabile tra denaro e reato.
  • In sede di cassazione la censura sulla motivazione richiede di dimostrare che il giudice non ha considerato o ha travisato elementi rilevanti: il dissenso puro rispetto alla valutazione probatoria del merito e generalmente insufficiente.

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