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Cassazione Civile, Ordinanza n. 19360/2022 del 16/06/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (proprietari)

La controversia

Un soggetto ha convenuto in giudizio due controparti davanti al Tribunale chiedendo l'accertamento dell'avvenuto acquisto per usucapione della proprietà di un terreno. Le controparti si sono costituite resistendo e deducendo, tra l'altro, di aver promosso in altro giudizio un'azione possessoria di reintegrazione. Riuniti i giudizi, il Tribunale ha accolto la domanda di usucapione e respinto la tutela possessoria. In appello, però, la Corte territoriale ha riformato la decisione e rigettato la domanda di usucapione. Con il ricorso per cassazione il soccombente ha dedotto: 1) violazione delle norme sul possesso, sull'usucapione, sulla ripartizione dell'onere della prova e sulla valutazione delle prove, sostenendo che la Corte d'appello avesse erroneamente ravvisato la prova del possesso dei convenuti; 2) violazione delle stesse norme per avere la Corte escluso che fosse provato il possesso del ricorrente, assumendo che le testimonianze dimostrassero un possesso iniziato negli anni 1975-1976, prima esercitato dal padre e poi personalmente; 3) violazione delle norme sul possesso e sulla motivazione, per avere la Corte ritenuto non provati i presupposti del possesso senza adeguata motivazione, nonostante il ricorrente avesse sostenuto di avere sempre gestito, lavorato, coltivato e curato il fondo; 4) violazione delle norme sul possesso, sull'usucapione, sulla prova e sulla valutazione delle prove, per avere la Corte escluso la maturazione del termine ventennale di possesso pacifico e indisturbato. La Corte di cassazione ha ritenuto che i motivi mirassero in realtà a ottenere una rivalutazione del fatto e delle prove, attività non consentita in sede di legittimità, e ha inoltre richiamato il principio secondo cui la mera coltivazione di un fondo agricolo non basta a provare il possesso uti dominus, essendo invece decisivo un comportamento incompatibile con il godimento altrui, come la recinzione o altre manifestazioni di esclusività.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto insindacabile in sede di legittimità l'apprezzamento compiuto dalla Corte d'appello sulle deposizioni testimoniali e sui documenti, non essendo emersi vizi riconducibili ai limiti del giudizio di cassazione. Ha inoltre osservato che la motivazione di merito aveva escluso un possesso esclusivo, pacifico, continuato e ventennale del ricorrente, ravvisando piuttosto un compossesso del fondo e valorizzando anche l'orientamento per cui la mera coltivazione del terreno non è sufficiente a fondare l'usucapione. Conseguentemente, il ricorso è stato respinto in rito, con condanna del ricorrente alle spese e con atto della sussistenza dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 832 c.c.

    richiamato come norma sulla proprietà e sul contenuto del diritto dominicale, ma non decisivo per la censura in cassazione

  • art. 1140 c.c.

    richiamato in tema di possesso e sua prova ai fini dell'usucapione

  • art. 1158 c.c.

    richiamato quale norma sull'usucapione ventennale della proprietà immobiliare

  • art. 1167 c.c.

    richiamato dal ricorrente, senza specifica elaborazione della Corte nel merito della norma

  • art. 2697 c.c.

    richiamato in tema di riparto dell'onere della prova; la Corte ha rilevato che i motivi miravano a una rivalutazione del fatto

  • art. 116 c.p.c.

    richiamato in relazione alla valutazione delle prove, riservata al giudice di merito nei limiti dell'apprezzamento non illogico

  • art. 132 c.p.c.

    richiamato dal ricorrente con riferimento all'obbligo di motivazione

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    indicato come parametro dei motivi di ricorso per violazione di legge

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    richiamato per dare atto dell'obbligo dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito chiedere una nuova valutazione del materiale probatorio, poiché l'esame delle deposizioni, dei documenti e la scelta delle fonti di prova più attendibili spettano al giudice di merito.
  • La motivazione del giudice di merito è censurabile solo se mancante, apparente o affetta da vizi rilevanti nei limiti del controllo di legittimità; non è invece sufficiente contestare la diversa lettura delle prove.
  • Per l'usucapione di un fondo agricolo la mera coltivazione del terreno non è, di per sé sola, sufficiente a dimostrare il possesso uti dominus, essendo compatibile anche con tolleranza altrui o con un titolo diverso dal possesso esclusivo.
  • La prova del possesso utile ad usucapionem richiede condotte connotate da esclusività e signoria sul bene, idonee a manifestare lo ius excludendi alios; in concreto, elementi come la recinzione del fondo assumono particolare rilievo.
  • Se il giudice di merito, sulla base di prove orali e documentali, ritiene che la situazione materiale descriva al più un compossesso o un possesso non esclusivo e non continuativo, la censura in cassazione non può risolversi in una richiesta di rivalutazione del fatto.

Come è indicizzato

MateriePossessoImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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