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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10313/2023 del 18/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (assicurazione)

La controversia

Un automobilista aveva promosso azione risarcitoria per i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti in un sinistro stradale, deducendo che un altro conducente avesse impegnato l'incrocio con semaforo rosso e costringendolo a una manovra di emergenza con urto contro guard rail e muro. In primo grado il giudice aveva accolto la domanda e condannato in solido il conducente e la compagnia assicuratrice. In appello, su impugnazione della compagnia, la decisione era stata riformata sulla base di una nuova consulenza tecnica d'ufficio e della valutazione delle prove, ritenendo che il semaforo fosse in luce gialla in tutte le direzioni e che la segnaletica fissa imponesse la precedenza al veicolo che l'appellato non aveva rispettato. Il soccombente ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: 1) violazione dell'art. 115 c.p.c. per asserito errore di percezione sul contenuto del CID e delle prove testimoniali, sostenendo che la Corte d'appello avesse erroneamente negato la presenza di un testimone a bordo dell'auto e, quindi, travisato un dato processuale; 2) omesso esame di un fatto decisivo ex art. 360, n. 5, c.p.c., sempre fondato sul dedotto travisamento della prova documentale e sull'erronea valutazione del funzionamento del semaforo, che secondo il ricorrente avrebbe potuto portare a una diversa decisione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che i motivi, esaminati congiuntamente, non denunciassero un vero errore di percezione su un dato probatorio, ma mirassero in realtà a ottenere una diversa valutazione del materiale istruttorio. La Corte ha osservato che la presenza o meno del testimone non era circostanza decisiva e che la sua deposizione era stata giudicata inattendibile per genericità e compiacenza; inoltre, le modalità di funzionamento del semaforo risultavano già dimostrate da CTU, comunicazioni della polizia municipale e dichiarazioni rese nel CID. Conseguentemente il ricorso è stato respinto in rito per inammissibilità, con condanna del ricorrente alle spese del giudizio di legittimità e con ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 702-bis c.p.c.

    Richiamato quale rito introduttivo del giudizio di primo grado promosso per il risarcimento del danno.

  • art. 115 c.p.c.

    La dedotta violazione è configurabile solo se il giudice attribuisce valore a un dato probatorio diverso da quello risultante dagli atti; non se compie una diversa valutazione della prova.

  • art. 360, n. 4, c.p.c.

    Invocato dal ricorrente per sostenere la nullità della sentenza per asserito errore di percezione, ma la censura è stata ritenuta non ammissibile perché diretta in realtà contro la valutazione delle prove.

  • art. 360, n. 5, c.p.c.

    Il motivo è stato reputato inammissibile perché non individuava un fatto decisivo realmente omesso, ma contestava il travisamento valutativo del materiale istruttorio.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Richiamato per la trattazione del ricorso in camera di consiglio.

  • art. 365 c.p.c.

    Interpretato alla luce della giurisprudenza delle Sezioni Unite sul requisito di specialità della procura per il giudizio di cassazione.

  • art. 83 c.p.c.

    Richiamato in relazione ai requisiti della procura speciale nel giudizio di cassazione.

  • art. 1367 c.c.

    Evocato come criterio di conservazione dell'atto di procura, nei casi dubbi, per attribuire efficacia alla volontà della parte.

  • art. 159 c.p.c.

    Richiamato insieme all'art. 1367 c.c. quale criterio di conservazione degli atti processuali.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    Applicato per dare atto della sussistenza dei presupposti per l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto/inammissibilità.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 115/2002

    Richiamato quale parametro dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • La censura ex art. 115 c.p.c. è ammissibile solo quando il giudice attribuisca a un documento o a un dato probatorio un contenuto oggettivamente diverso da quello emergente dagli atti; non quando la doglianza si risolva nella critica alla valutazione o attendibilità della prova compiuta dal giudice di merito.
  • Il vizio di omesso esame ex art. 360, n. 5, c.p.c. non può essere utilizzato per sollecitare una nuova lettura del materiale istruttorio o per denunciare un mero travisamento valutativo della prova.
  • Una deposizione testimoniale può essere ritenuta non decisiva e comunque inattendibile se giudicata generica, compiacente o in contrasto con altri dati oggettivi acquisiti al processo.
  • In tema di ricostruzione di un sinistro stradale, la valutazione delle prove tecniche e documentali resta riservata al giudice di merito, se sorretta da argomentazione non meramente apparente e non contraddetta da un reale errore percettivo.
  • La procura per il giudizio di cassazione è valida se conferita in modo specializzato anche su foglio separato materialmente congiunto all'atto, salvo che risulti in modo evidente la sua non riferibilità al giudizio di legittimità; nei casi dubbi opera il principio di conservazione dell'atto.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRC auto
RamiProcesso civileAssicurazioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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