Cassazione Penale, Sentenza n. 22099/2026 del 16/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Gargano ha impugnato l'ordinanza che confermava gli arresti domiciliari adottati nei suoi confronti, deducendo quattro motivi principali: (1) violazione dell'art. 309 c.p.p. (comma 5 e 10) per mancata trasmissione nei termini dei verbali di interrogatorio preventivo di alcuni coindagati e mancata dichiarazione di inefficacia della misura; (2) errata qualificazione come "incaricato di pubblico servizio" e mancata sussistenza del reato di corruzione per l'esercizio della funzione (art. 318 c.p.) in quanto le somme sarebbero state meri compensi/regalie di modico valore per prestazioni non rientranti nella funzione; (3) mancata prova della sussistenza di un'associazione per delinquere (art. 416 c.p.) e vizio di motivazione circa la struttura organizzativa e il dolo specifico; (4) carenza di motivazione sull'attualità del pericolo di reiterazione (artt. 274 e 275 c.p.p.) e mancata valutazione di misure meno afflittive e della proporzionalità della misura, posto che i fatti risalgono ai primi mesi del 2024 e il ricorrente è sospeso dal servizio, incensurato e prossimo alla pensione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso solo nei limiti indicati: ha ritenuto infondati il primo, il secondo e il terzo motivo (ossia: trasmissione e valore degli interrogatori dei coindagati; qualificazione come incaricato di pubblico servizio e sussistenza degli elementi del reato di corruzione; concentrazione indiziaria circa l'associazione per delinquere), confermando la correttezza delle valutazioni del Tribunale del riesame su questi profili. Tuttavia ha ritenuto fondato il quarto motivo: il provvedimento impugnato è carente nella motivazione sull'attualità delle esigenze cautelari e sulla valutazione della proporzionalità/adeguatezza della misura (mancata considerazione del tempo trascorso, della sospensione dal servizio, dell'età, dello stato di incensuratezza e di misure alternative meno afflittive). Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente all'accertamento delle esigenze cautelari e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Palermo, ai sensi dell'art. 309, comma 7, c.p.p., ordinando che quel giudice si uniformi ai principi indicati.
Norme richiamate
"il presidente cura che sia dato immediato avviso all'autorità giudiziaria procedente la quale, entro il giorno successivo, e comunque non oltre il quinto giorno, trasmette al tribunale gli atti..." (richiami ai commi 5, 7 e 10)
L'obbligo di trasmissione degli atti al tribunale del riesame è imposto ma i verbali degli interrogatori dei coindagati devono essere trasmessi d'ufficio solo se contengono elementi oggettivamente favorevoli per l'indagato; la violazione dell'obbligo comporta la perdita di efficacia della misura solo quando ricorra tale rilevanza oggettiva
art. 291 c.p.p. / art. 291, comma 1‑quater c.p.p.
Riferimento alle informazioni/attività istruttorie da trasmettere al riesame; l'interrogatorio preventivo rientra negli atti la cui trasmissione è obbligatoria ove contenga elementi favorevoli
legge 9 agosto 2024, n. 114, art. 2, comma 1, lett. i)
"in ogni caso" (estensione dell'obbligo di trasmissione alle dichiarazioni rese nell'interrogatorio preventivo)
Ha ampliato l'obbligo di trasmissione delle dichiarazioni dell'interrogatorio preventivo, ma resta fermo che ai fini della perdita di efficacia occorre che gli atti siano oggettivamente favorevoli per l'indagato
Richiama la disciplina dell'interrogatorio di garanzia e il principio che esso è elemento favorevole sopravvenuto solo se contiene affermazioni oggettivamente favorevoli e non mere contestazioni
"a qualunque titolo"; "svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale"
La qualifica di incaricato di pubblico servizio è funzionale/oggettiva: conta l'attività concretamente esercitata. Sono esclusi dall'ambito le semplici mansioni d'ordine e le prestazioni meramente materiali; se l'attività è regolata da norme pubblicistiche e comporta compiti amministrativi la qualifica può sussistere
Richiama la nozione di pubblico ufficiale come attività che concorre alla formazione o manifestazione della volontà della P.A.; utile per distinguere pubblica funzione da pubblico servizio
Riferimento alla fattispecie di corruzione per l'esercizio della funzione: la Corte ha ritenuto che le somme percepite fossero corrispettivo per atti rientranti nelle mansioni (gestione/rilascio/accelerazione delle salme), configurando gli estremi della dazione corruttiva
Associazione per delinquere: la Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia fornito motivazione congrua circa la stabile intesa e gli elementi indiziari (sistematicità, tariffario, cassa comune, interscambiabilità dei ruoli)
Regolano le esigenze cautelari e l'attualità del pericolo di reiterazione: il giudice deve svolgere una valutazione prognostica specifica e motivata sull'attualità delle esigenze cautelari e sulla proporzionalità della misura; la carenza motivazionale su tali profili legittima l'annullamento
D.P.R. 16/04/2013, n. 62, art. 4, comma 2
La norma disciplinare sulle regalie di modico valore non scrimina automaticamente la condotta penalmente rilevante: donativi di modico valore restano illeciti se collegati all'esercizio della funzione
legge 26 aprile 1990, n. 86 (richiamo giurisprudenziale)
Storicamente ha affermato il criterio oggettivo‑funzionale per la qualificazione di pubblico ufficiale/incaricato di pubblico servizio, superando il solo riferimento al rapporto di impiego
Massime di principio
- Gli interrogatori dei coindagati devono essere trasmessi al tribunale del riesame d'ufficio solo se contengono elementi oggettivamente favorevoli per l'indagato; la parte deve specificare nel ricorso la valenza favorevole che si deduce da quei verbali
- La qualificazione come incaricato di pubblico servizio è funzionale: si valuta l'attività concretamente svolta e la presenza di compiti amministrativi o di disciplina pubblicistica; non rilevano forme formali di rapporto di impiego
- La ricezione di somme anche di modico importo può integrare corruzione se è collegata sinallagmaticamente all'esercizio della funzione o al compimento di atti d'ufficio, e non è automaticamente esclusa dalla normativa sui donativi di modico valore
- Per confermare una misura cautelare è indispensabile una motivazione specifica sull'attualità del pericolo di reiterazione: il giudice deve valutare modalità delle condotte, personalità, tempo trascorso, sospensione dal servizio e l'adeguatezza di misure alternative meno afflittive
- In presenza di carenze nella motivazione sulle esigenze cautelari il rimedio è l'annullamento parziale con rinvio al giudice competente per un nuovo esame limitato ai profili cautelari
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