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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33528/2025 del 10/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Mantova del 17/02/2025 che, in esito al rinvio della Corte di Cassazione, aveva ridotto l'ammontare del sequestro preventivo originariamente disposto a carico delle società LVT Industriale s.r.l. in liquidazione e MEG s.r.l. in liquidazione. Il Procuratore ha denunciato: 1) omissione nel calcolo del sequestro delle sanzioni e degli interessi esigibili in sede di esecuzione forzata fiscale; 2) errata deduzione dall'importo sequestrato di una somma già sequestrata, riconducibile a fatto diverso (art. 10 D.Lgs. n.74/2000) e quindi non pertinente alla garanzia per il reato di sottrazione fraudolenta contestato (art. 11 D.Lgs. n.74/2000); 3) illegittima ripartizione paritaria del sequestro tra le due società e confusione tra sequestro diretto e per equivalente.

La decisione

La Corte ha accolto i primi due motivi di ricorso del Procuratore e ha rigettato il terzo. Precisamente: 1) ha ritenuto fondata la censura relativa alla esclusione di sanzioni e interessi dal calcolo del valore da sottoporre a sequestro, richiamando il principio secondo cui il profitto confiscabile (anche per equivalente) va parametrato all'effettiva garanzia che i beni possono fornire all'Amministrazione finanziaria, comprensiva di sanzioni e accessori esigibili; 2) ha ritenuto illegittima la detrazione dall'ammontare sequestrato di una somma precedentemente sequestrata per una diversa fattispecie (art. 10 D.Lgs. n.74/2000), non potendo quella somma costituire garanzia per il reato oggetto del sequestro; 3) ha ritenuto infondata la doglianza sulla ripartizione paritaria del sequestro, confermando la correttezza dell'impostazione del giudice del rinvio in ordine alla natura del sequestro e alla sua applicazione. Per questi motivi la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente all'ammontare della somma oggetto di sequestro e ha disposto il rinvio al Tribunale di Mantova per un nuovo esame conforme ai principi indicati; ha rigettato il ricorso per il resto.

Norme richiamate

  • art. 11 D.Lgs. n. 74/2000

    Disciplina il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte; il "profitto" del reato, confiscabile anche per equivalente, va individuato nel valore dei beni idonei a garantire il recupero del credito erariale.

  • art. 10 D.Lgs. n. 74/2000

    Riferimento alla diversa fattispecie contestata in altra parte dell'imputazione: somme sequestrate per quella fattispecie non possono essere stornate a garanzia del reato diverso previsto dall'art. 11.

  • art. 77, comma 1, D.Lgs. n. 602/1973

    Il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca suoli immobili del debitore e dei coobbligati per un importo pari al doppio dell'importo complessivo del credito per cui si procede

    Per i beni immobili la garanzia reale ai fini della riscossione è parametrata all'ipoteca fino al doppio del credito, valore da considerare nel calcolo della capacità di garanzia dei beni.

  • art. 517, comma 1, cod. proc. civ.

    Il pignoramento deve essere eseguito sulle cose che l'ufficiale giudiziario ritiene di più facile e pronta liquidazione, nel limite di un presumibile valore di realizzo pari all'importo del credito precettato aumentato della metà

    Per i beni mobili non registrati la misura cautelare reale va parametrata al presumibile valore di realizzo conforme ai limiti indicati, evitando sequestri sproporzionati rispetto al credito.

  • art. 49, comma 2, D.P.R. n. 602/1973

    Richiama le norme generali sull'espropriazione forzata (quali art. 517 c.p.c.) nella riscossione erariale, quindi rilevante per determinare modalità e limiti delle misure reali.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma dispositivo del sequestro preventivo finalizzato alla confisca: la misura cautelare reale deve essere proporzionale e finalizzata alla conservazione della prova o del profitto del reato.

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Regole applicabili al sequestro preventivo e alla confisca (richiamata in punto di corretta applicazione del sequestro per equivalente).

Massime di principio

  • In reati tributari il "profitto" confiscabile anche per equivalente si determina non sul valore complessivo dei beni trasferiti, ma sul valore dei beni effettivamente idonei a garantire il recupero del debito erariale (comprensivo di sanzioni e interessi esigibili).
  • Il sequestro preventivo reale va parametrato ai criteri della riscossione coattiva: per i mobili non registrati si considera il presumibile valore di realizzo (art. 517 c.p.c.), per gli immobili la capacità ipotecaria (art. 77 D.Lgs. 602/1973).
  • Non è legittimo dedurre dall'ammontare della garanzia somme precedentemente sequestrate per una diversa fattispecie penale: la garanzia deve riferirsi al medesimo reato/credito oggetto del sequestro.
  • In fase di rinvio dal giudice di legittimità il giudice di merito è vincolato ai principi indicati dalla Cassazione e deve ricalcolare l'ammontare del sequestro conformemente a tali criteri, includendo sanzioni e interessi quando esigibili.
  • La ripartizione del sequestro fra più soggetti va valutata alla luce della natura della confisca (diretta o per equivalente) e della responsabilità concreta di ciascuno; tuttavia la legittimità della ripartizione richiesta dalla natura del profitto del reato si valuta caso per caso.

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