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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33531/2025 del 10/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna l'ordinanza della Corte d'Appello che, in sede di rinvio dalla Cassazione, ha rigettato l'istanza di revoca dell'ordine di demolizione emesso con sentenza irrevocabile del 2000. La Corte territoriale ha ritenuto non condonabili le opere perché, dalla informativa della polizia municipale del 12.06.2013, risultava che l'immobile era nelle stesse condizioni dell'informativa del 12.09.1996 e quindi non ultimato entro il termine per l'accesso alla sanatoria (31.03.2003). La ricorrente deduce violazione e falsa applicazione dell'art. 31 d.P.R. 380/2001 e dell'art. 32 d.l. 30.09.2003 (convertito), sostenendo che l'informativa fosse priva di documentazione fotografica e altri elementi oggettivi e che i titoli in sanatoria avrebbero efficacia erga omnes non sindacabile in sede penale senza previa impugnazione amministrativa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha confermato che il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare la legittimità e l'efficacia dei titoli abilitativi rilasciati in sanatoria; che le informative della polizia municipale, in quanto atti pubblici, sono pienamente valutabili anche se prive di fotografie; che dalla mancata modifica dell'opera tra il 1996 e il 2013 emerge l'assenza di ultimazione utile per la sanatoria e l'illegittimità dei permessi rilasciati nel 2018. Ha inoltre richiamato principi giurisprudenziali secondo cui la prosecuzione dei lavori su un manufatto abusivo integra nuova condotta illecita. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente condannata al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

Norme richiamate

  • d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico edilizia), art. 31

    La ricorrente invoca l'art. 31; la Corte chiarisce che le norme sull'edilizia e sulla sanatoria devono essere verificate dal giudice dell'esecuzione per accertare se sussistano i presupposti di fatto e di diritto della estinzione del reato. L'articolo è interpretato alla luce del potere/dovere del giudice penale di sindacare la legittimità sostanziale dei titoli abilitativi.

  • d.L. 30 settembre 2003, convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, art. 32 (co. 25 richiamato)

    La disciplina della sanatoria straordinaria è rilevante per stabilire il termine di ultimazione (31.03.2003). La Corte ritiene che, se le opere non risultano ultimate alla data prescritta, non può operare l'effetto estintivo previsto dalla sanatoria.

  • d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 44

    Richiamato il principio che la prosecuzione dell'attività edilizia vietata integra illecito contravvenzionale, anche indipendentemente dall'entità degli interventi.

  • codice di procedura penale, art. 627, co. 3

    Il giudice del rinvio deve uniformarsi alle questioni di diritto già decise dalla Corte di Cassazione nella sentenza rescindente e quindi svolgere la verifica indicata dalla Cassazione sugli elementi di fatto rilevanti per la condonabilità.

  • codice di procedura penale, art. 591, co. 1, lett. c)

    La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile anche per aspecificità: la doglianza non ha indicato specifici legami con le ragioni della decisione impugnata, violando il requisito di motivazione e di specificità richiesto dall'articolo.

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare la legittimità sostanziale dei titoli abilitativi rilasciati in sanatoria prima di revocare un ordine di demolizione; il rilascio amministrativo non provoca automaticamente l'estinzione dell'ordine giudiziario.
  • Le informative di polizia municipale, essendo atti pubblici, possono essere valutate dal giudice anche se non corredate da fotografie; l'assenza di documentazione fotografica non invalida automaticamente l'accertamento se l'atto è chiaro e coerente con precedenti indagini.
  • Per accedere alla sanatoria straordinaria occorre che l'opera sia ultimata entro i termini previsti; la constatazione che non vi siano state modifiche rispetto a un precedente sequestro supporta la conclusione di mancata ultimazione.
  • La prosecuzione di lavori su un manufatto abusivo integra una nuova condotta illecita e può ostare al riconoscimento degli effetti sananti, indipendentemente dall'entità degli interventi eseguiti.
  • Nelle impugnazioni penali è necessario formulare censure specifiche e direttamente correlate alle ragioni della decisione impugnata; argomentazioni generiche o prive di collegamento possono portare all'inammissibilità del ricorso.

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