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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49355/2023 del 12/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo di competenza relativo alla decisione su istanza di riesame del sequestro preventivo di somme ritenute profitto di reati fiscali e, soprattutto, di riciclaggio transnazionale. Il Tribunale di Milano aveva declinato la competenza a favore del Tribunale di Brescia ritenendo che il reato più grave (riciclaggio transnazionale) si fosse consumato a Palazzolo sull'Oglio; il Tribunale di Brescia sollevava conflitto sostenendo che, per alcuni indagati, i fatti si erano consumati a Milano e che l'effetto dissimulatorio si era verificato all'estero o al valico di Trieste, ritenendo quindi competente il Tribunale di Milano (o, secondo difesa, Trieste).

La decisione

La Corte ha dichiarato sussistente il conflitto negativo e ha ritenuto competente il Tribunale di Brescia. Ha motivato che sussiste un vincolo di connessione tra il reato associativo e i reati-fine e che il reato di maggiore gravità è il riciclaggio transnazionale (art. 648-bis c.p. e art. 4 legge n. 146/2006), che si perfeziona con l'operazione caratterizzata da finalità dissimulatorie. Nel caso concreto le attività dissimulatorie sono state accertate nella sede societaria a Palazzolo sull'Oglio (rinvenimento di parte delle somme), pertanto il luogo di consumazione rilevante è Palazzolo e compete Brescia; la competenza territoriale per i reati connessi è attratta dal reato più grave. Gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Brescia e la decisione è immediatamente comunicata e notificata come previsto dall'art. 32, comma 2, cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Disciplina il conflitto di competenza negativo: si configura quando due giudici rifiutano contemporaneamente di prendere cognizione della stessa questione, richiedendo l'intervento della Corte per decidere.

  • art. 30 cod. proc. pen.

    Prevede la procedura per la risoluzione del conflitto di competenza tra giudici; richiamato come norma procedurale applicabile per l'intervento della Corte.

  • art. 416 cod. pen.

    Riferimento alla fattispecie di associazione per delinquere quale reato collegante rispetto ai reati-fine; la connessione fra il reato associativo e le condotte successive legittima l'attrazione di competenza.

  • art. 648-bis cod. pen.

    Definisce il reato di riciclaggio e la nozione di 'effetto dissimulatorio': il reato si consuma nel luogo e nel momento in cui si realizza la movimentazione o operazione diretta ad ostacolare l'identificazione della provenienza illecita, con connotazione di consumazione progressiva.

  • art. 4 legge n. 146/2006

    Norma integrativa in materia di riciclaggio transnazionale; utilizzata per qualificare la fattispecie come riciclaggio transnazionale e individuare la territorialità del reato.

  • art. 9 cod. proc. pen.

    Richiamato per escludere l'applicazione delle regole suppletive di competenza quando rileva un reato più grave che attira a sé la competenza sui reati connessi.

  • art. 32, comma 2, cod. proc. pen.

    Prevede la comunicazione immediata dell'estratto della sentenza ai giudici in conflitto e al pubblico ministero e la notifica alle parti private; applicata per l'esecuzione della pronuncia di questa Corte.

Massime di principio

  • Quando esiste un vincolo di connessione tra un reato associativo e reati-fine, la competenza territoriale deve essere determinata dal reato ritenuto il più grave (crime più grave) che attira a sé la competenza sui connessi.
  • Il reato di riciclaggio tramite movimentazione transfrontaliera si consuma nel luogo e nel momento in cui si realizza l'operazione con finalità dissimulatorie idonea a ostacolare la rilevazione o l'identificazione della provenienza illecita; non è automaticamente il valico di frontiera se le attività dissimulatorie si completano in un luogo successivo.
  • In ipotesi di consumazione progressiva o a forma libera (es. riciclaggio), il luogo in cui si accerta concretamente l'effetto dissimulatorio (es. frazionamenti, bonifici, occultamento, consegne) è determinante per la competenza territoriale.
  • La mera presenza di atti preliminari o di singoli trasporti oltreconfine non esclude che la consumazione si sia perfezionata nel luogo dove sono state poste in essere le attività che hanno realizzato l'effetto di dissimulazione; pertanto va valutata la complessiva concatenazione delle condotte.
  • Se due giudici rifiutano contestualmente di esercitare la cognizione, sussiste conflitto negativo di competenza che la Corte di legittimità deve dirimere in base alla ricostruzione della localizzazione del reato più grave e del vincolo di connessione.

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