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Cassazione Civile, Ordinanza n. 18598/2023 del 30/06/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (banca)

La controversia

Una società correntista aveva convenuto in giudizio la banca chiedendo la restituzione di somme ritenute indebitamente addebitate su due rapporti di conto corrente. In primo grado il Tribunale aveva accolto la domanda solo con riferimento a uno dei conti e l’aveva rigettata per l’altro. In appello, la Corte territoriale, accogliendo l’impugnazione incidentale della banca, aveva riformato la decisione e respinto integralmente le domande della correntista. In cassazione la società ha dedotto violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., degli artt. 1283, 1284 e 2033 c.c. e dell’art. 115 c.p.c., sostenendo che il giudice di merito avrebbe errato nel ritenere non assolto l’onere probatorio in ordine all’indebito, benché il contratto di conto corrente contenente le clausole contestate dovesse essere prodotto dalla banca o comunque risultasse acquisito al processo. La banca, con ricorso incidentale condizionato, ha denunciato violazione degli artt. 2934, 2943 e 2946 c.c. e dell’art. 115 c.p.c., contestando il rigetto dell’eccezione di prescrizione e sostenendo che le diffide inviate dalla correntista non avrebbero integrato una valida costituzione in mora idonea a interrompere la prescrizione decennale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale della società correntista, ritenendo che le doglianze non denunciassero una vera violazione dell’art. 2697 c.c. o dell’art. 115 c.p.c., ma si risolvessero in una contestazione dell’apprezzamento delle prove e della ricostruzione della fattispecie concreta compiuta dal giudice di merito, attività non sindacabile in cassazione nei termini prospettati. Il ricorso incidentale della banca è stato dichiarato assorbito per effetto dell’inammissibilità del ricorso principale. Le spese del giudizio di legittimità sono state poste a carico della ricorrente principale; è stato inoltre dato atto dei presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 2697 c.c.

    La violazione dell’onere della prova è denunciabile solo se il giudice attribuisce l’onere probatorio a una parte diversa da quella onerata secondo le regole sui fatti costitutivi e sulle eccezioni; non quando si censura la valutazione delle prove.

  • art. 1283 c.c.

    Richiamato dalla ricorrente come norma applicabile alla contestazione degli addebiti bancari; la Corte non entra nel merito della sua applicazione perché reputa inammissibile la censura.

  • art. 1284 c.c.

    Richiamato dalla ricorrente insieme alle altre norme sostanziali; non è oggetto di autonoma applicazione nel merito per l’inammissibilità del motivo.

  • art. 2033 c.c.

    Richiamato quale fondamento dell’azione di ripetizione dell’indebito; la Corte non esamina nel merito la domanda perché il ricorso è inammissibile.

  • art. 115 c.p.c.

    La violazione è configurabile solo se il giudice fonda la decisione su prove non introdotte dalle parti o acquisite d’ufficio fuori dai poteri officiosi; non se valuta in modo diverso le prove dedotte dalle parti.

  • art. 116 c.p.c.

    Richiamato per precisare che la diversa valutazione della forza persuasiva delle prove rientra nel potere del giudice di merito.

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    Il vizio di violazione o falsa applicazione di legge non copre l’erronea ricognizione della fattispecie concreta compiuta attraverso le risultanze istruttorie.

  • art. 366, n. 4, c.p.c.

    Il ricorrente che deduce violazione di legge deve indicare le norme violate, esaminarne il contenuto precettivo e confrontarlo con la decisione impugnata, a pena di inammissibilità.

  • art. 2934 c.c.

    Richiamato nel ricorso incidentale in tema di prescrizione, senza esame nel merito per assorbimento.

  • art. 2943 c.c.

    Richiamato nel ricorso incidentale per l’effetto interruttivo degli atti di diffida; la questione resta assorbita.

  • art. 2946 c.c.

    Richiamato nel ricorso incidentale quale termine di prescrizione decennale; il motivo resta assorbito.

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Consente, nei casi previsti, l’obbligo di versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 1, comma 17, l. n. 228 del 2012

    Norma inserita a modifica del regime del contributo unificato, richiamata per l’ulteriore importo dovuto.

Massime di principio

  • La violazione dell’art. 2697 c.c. è configurabile solo quando il giudice abbia invertito l’onere della prova rispetto alla corretta distinzione tra fatti costitutivi ed eccezioni; non è ammissibile usarla per contestare la mera valutazione del materiale probatorio.
  • La violazione dell’art. 115 c.p.c. ricorre solo se il giudice utilizza prove non dedotte dalle parti o acquisite d’ufficio fuori dai poteri consentiti; non quando attribuisce diversa attendibilità alle prove ritualmente acquisite.
  • Il vizio di violazione o falsa applicazione di legge ex art. 360, n. 3, c.p.c. non comprende l’erronea ricostruzione della fattispecie concreta effettuata dal giudice di merito sulla base delle risultanze di causa.
  • Il ricorso per cassazione che denunci violazione di legge deve rispettare l’onere di specificità, indicando la norma asseritamente violata, il suo contenuto precettivo e il concreto contrasto con la motivazione della sentenza impugnata.
  • Quando il ricorso principale è dichiarato inammissibile, il ricorso incidentale condizionato resta assorbito.

Come è indicizzato

MaterieConto correnteInadempimentoProveImpugnazioni
RamiBancario e finanziarioObbligazioniProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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