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Cassazione Civile, Ordinanza n. 04250/2024 del 16/02/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (importatore)

La controversia

La lite nasce dalla gestione di merci di proprietà della società importatrice all'interno di un deposito doganale privato gestito dalla società ricorrente. Quest'ultima sosteneva di aver custodito i filati su incarico dello spedizioniere e chiedeva il rimborso dei diritti doganali e delle sanzioni pagati all'Amministrazione doganale, oltre agli oneri di custodia e ad altre somme, anche a titolo di surroga o risarcimento. La controparte contestava l'ammanco di 34 partite di filato, sostenendo che la sottrazione era avvenuta per iniziativa dello spedizioniere, con l'ausilio dei dipendenti della depositaria, e proponeva anche domande riconvenzionali per danni e per la declaratoria di insussistenza di obbligazioni verso la depositaria. La Corte d'appello ha ritenuto che il deposito fosse stato stipulato dallo spedizioniere per conto della proprietaria, ha escluso il diritto della depositaria a pretendere il corrispettivo per il periodo antecedente al 17.5.1999, ha riconosciuto il rimborso dei diritti doganali e delle sanzioni versate dopo tale data, e ha negato il compenso per la custodia durante il sequestro. In cassazione la depositaria ha articolato 16 motivi, deducendo, tra l'altro, l'erronea configurazione della propria responsabilità verso la proprietaria, l'assenza di colpa, l'insussistenza di nesso causale, la violazione delle norme doganali e la mancata considerazione del fatto che parte della merce fosse già sdoganata o recuperata.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto tutte le censure. Ha ritenuto infondati i motivi relativi alla responsabilità della depositaria, affermando che il depositario doganale può concorrere, a titolo aquiliano, con la responsabilità contrattuale dello spedizioniere verso il mandante/proprietario, quando la sottrazione o l'indebita uscita delle merci sia stata agevolata dal suo comportamento e da quello dei suoi dipendenti. Ha poi escluso che vi fosse omesso esame di fatti decisivi o vizio di motivazione, rilevando che le dogane e la disciplina del deposito privato consentivano di attribuire alla depositaria la responsabilità per la sottrazione al controllo doganale e per l'obbligazione doganale sorta conseguentemente; ha inoltre ritenuto tardive o non decisive le difese relative all'assicurazione del rischio di furto e al preteso recupero parziale delle merci. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna della ricorrente alle spese e con attestazione dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1768 c.c.

    Richiamato per descrivere gli obblighi di custodia gravanti sul depositario e, nel contesto della spedizione, gli obblighi di temporanea custodia dello spedizioniere.

  • art. 1777 c.c.

    Richiamato in relazione alla restituzione della merce al depositante e alla legittimazione alla riconsegna.

  • art. 1780 c.c.

    Usato per affermare la responsabilità del depositario per perdita o sottrazione del carico nei confronti del mandante.

  • art. 1228 c.c.

    Applicato per qualificare la depositaria come ausiliaria dello spedizioniere nell'esecuzione del contratto di spedizione.

  • art. 1227 c.c.

    Richiamato in tema di concorso colposo del creditore/danneggiato e di aggravamento del danno, ma ritenuto non utilmente introdotto o comunque infondato nel caso concreto.

  • art. 2043 c.c.

    Fondamento della responsabilità aquiliana del depositario verso il proprietario delle merci per la cooperazione nell'illecita sottrazione.

  • art. 2049 c.c.

    Richiamato per imputare alla società la condotta dei dipendenti che avevano agevolato la sottrazione della merce.

  • art. 1411 c.c.

    Esclusa la configurabilità del deposito come contratto a favore del proprietario delle merci.

  • art. 1176, comma secondo, c.c.

    Richiamato per affermare la necessità di diligenza professionale nell'esecuzione del deposito doganale.

  • art. 1718 c.c.

    Richiamato tra le norme sugli obblighi dello spedizioniere e sulla custodia temporanea della merce.

  • art. 1737 c.c.

    Richiamato per descrivere il contratto di spedizione e l'uso dell'ausiliario per l'esecuzione della custodia.

  • art. 95 D.P.R. 43/1973

    Richiamato in combinazione con le norme doganali per definire gli obblighi del depositario e la disciplina del deposito doganale.

  • art. 96 D.P.R. 43/1973

    Richiamato in combinazione con le norme doganali per definire gli obblighi del depositario e la disciplina del deposito doganale.

  • art. 97 D.P.R. 43/1973

    Richiamato in combinazione con le norme doganali per definire gli obblighi del depositario e la disciplina del deposito doganale.

  • art. 98 D.P.R. 43/1973

    Richiamato in combinazione con le norme doganali per definire gli obblighi del depositario e la disciplina del deposito doganale.

  • art. 159 D.P.R. 43/1973

    Usato per affermare che nei magazzini privati il concessionario deve custodire le merci e ne è considerato proprietario fino all'uscita dal deposito.

  • art. 203 Regolamento CEE n. 2913/1992

    Fondamento dell'obbligazione doganale che nasce anche per sottrazione della merce al controllo doganale.

  • art. 4, n. 9 Regolamento CEE n. 2913/1992

    Richiamato per la definizione dell'obbligazione doganale come obbligo di corrispondere i dazi all'importazione o esportazione.

  • artt. 98-113 Regolamento CEE n. 2913/1992

    Richiamati per la disciplina del regime doganale e degli obblighi di custodia e sorveglianza sulle merci.

  • art. 525, comma secondo, lett. c), Regolamento CEE 2454/93

    Richiamato per affermare che nei magazzini privati di tipo C la responsabilità del controllo ricade sul depositario.

  • art. 308 D.P.R. 43/1973

    Richiamato con riferimento alle sanzioni applicabili nei confronti del concessionario del magazzino privato.

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    La Corte ribadisce che il vizio riguarda solo l'omesso esame di un fatto storico decisivo e non la mancata valutazione di domande, eccezioni o argomentazioni difensive.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato in rapporto al dovere di motivazione della sentenza.

  • art. 132, comma 1, n. 4 c.p.c.

    Richiamato per censurare o valutare l'asserita carenza di motivazione, ma le doglianze sono state respinte.

  • art. 345, comma 2, c.p.c.

    Richiamato per escludere l'esame in appello di eccezioni tardivamente riproposte senza impugnazione incidentale quando già respinte in primo grado.

  • art. 329, comma 2, c.p.c.

    Richiamato per il giudicato interno formatosi sulla questione non devoluta correttamente in appello.

  • art. 38 D.P.R. 43/1973

    Richiamato per indicare il soggetto gravato delle obbligazioni doganali.

  • art. 56 D.P.R. 43/1973

    Richiamato per individuare il proprietario della merce come debitore doganale, con la precisazione del regime anteriore alla modifica del 1998.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002

    Richiamato per l'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 13, comma 1-bis, D.P.R. 115/2002

    Richiamato quale base del contributo unificato da corrispondere in misura raddoppiata in presenza dei presupposti processuali.

Massime di principio

  • Nel contratto di spedizione, lo spedizioniere che conclude il deposito doganale per conto del proprietario può avvalersi del depositario come ausiliario; se l'ausiliario agevola l'indebita sottrazione della merce, può rispondere anche verso il proprietario a titolo aquiliano, concorrendo con la responsabilità contrattuale dello spedizioniere.
  • La responsabilità del depositario doganale non è esclusa dal fatto che la restituzione della merce spetti formalmente al depositante: se il depositario conosce la proprietà altrui delle merci e coopera, anche tramite i propri dipendenti, alla loro illecita uscita dal magazzino, risponde dei danni cagionati al proprietario.
  • La sottrazione della merce al controllo doganale può far sorgere l'obbligazione doganale anche indipendentemente dal comportamento del proprietario; nei depositi privati, il concessionario-depositario assume una responsabilità di custodia e controllo che può essere considerata oggettiva rispetto alla sottrazione.
  • Il vizio di cui all'art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c. riguarda solo l'omesso esame di un fatto storico, decisivo e realmente discusso o risultante dagli atti; non consente di censurare la mancata valutazione di eccezioni, deduzioni difensive o questioni giuridiche.
  • Le eccezioni di merito già respinte in primo grado devono essere devolute in appello con impugnazione incidentale quando la parte sia comunque risultata vittoriosa sul decisum finale; la mera riproposizione in conclusionale non è sufficiente e può rendere la questione preclusa.
  • Il danneggiato non è tenuto ad adottare misure di cooperazione che comportino oneri gravosi, spese rilevanti o attività non esigibili secondo l'ordinaria diligenza; la mancata stipula di un'assicurazione, se non tempestivamente allegata e provata, non integra di per sé un fatto decisivo idoneo a ridurre il risarcimento.

Come è indicizzato

MaterieMandatoInadempimentoOpposizioni esecutiveImpugnazioni
RamiContrattiObbligazioniEsecuzioniProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiBuona fede e correttezzaOnere della provaNesso di causalitàResponsabilità precontrattuale

Testo integrale

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