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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28657/2026 del 29/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, già condannato in primo grado e con sentenza confermata in appello, ha proposto ricorso per cassazione avverso la decisione della Corte di appello di Ancona che aveva confermato la condanna a un anno di reclusione per la fattispecie di omessa indicazione di elementi reddituali rilevanti ai fini del reddito di cittadinanza, legati a vincite da gioco online. Con il primo motivo ha denunciato violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che la Corte territoriale avesse trascurato la documentazione difensiva (dichiarazioni dell'imputato, estratti conto Postepay, bonifici con causale prestito/restituzione, manuale didattico sull'attività formativa) e avesse illogicamente valorizzato le sole vincite lorde senza confrontarsi con il contesto complessivo, con la provenienza delle somme da terzi e con la loro restituzione. Con il secondo motivo ha dedotto vizio di motivazione sull'elemento soggettivo, assumendo che il reato richiedesse dolo specifico e che mancasse un adeguato accertamento della consapevolezza dell'obbligo di comunicare le vincite lorde all'INPS, nonché della volontà di ottenere indebitamente il beneficio, anche in ragione della sua personale convinzione che rilevasse solo il saldo netto e non le somme giacenti sul conto gioco.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondati entrambi i motivi e ha rigettato il ricorso. Ha affermato che, ai fini del reddito di cittadinanza, rilevano le vincite al gioco online computate al lordo, indipendentemente dal loro reimpiego, dal mancato prelievo o dalla circostanza che le somme impiegate per le giocate provenissero da terzi e dovessero essere restituite. Ha inoltre escluso che l'eventuale errore dell'imputato sulla rilevanza reddituale delle vincite potesse escludere il dolo, trattandosi di errore sulla legge penale non rilevante ai sensi dell'art. 5 c.p. Ne è conseguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 7, comma 2, d.l. 28 gennaio 2019, n. 4 conv. in l. 28 marzo 2019, n. 26

    "omessa indicazione, nell'autodichiarazione funzionale al riconoscimento del sussidio statale del reddito di cittadinanza"

    Integra il reato l'omessa indicazione delle vincite online rilevanti ai fini della verifica dei presupposti del reddito di cittadinanza, computate al lordo e non al netto.

  • art. 7, comma 1, d.l. 28 gennaio 2019, n. 4 conv. in l. 28 marzo 2019, n. 26

    "omessa indicazione, nell'autodichiarazione funzionale al riconoscimento del sussidio statale del reddito di cittadinanza"

    La giurisprudenza richiamata dalla Corte chiarisce che la mancata indicazione di vincite al gioco online rileva come omissione penalmente sanzionata, anche se le somme sono state rigiocate o compensate con perdite pregresse.

  • art. 192 c.p.p.

    Il ricorrente ha invocato il requisito della gravità, precisione e concordanza degli indizi, ma la Corte ha ritenuto infondata la censura perché la motivazione di merito non era illogica o mancante.

  • art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.

    Norma processuale invocata per denunciare inosservanza o erronea applicazione della legge penale.

  • art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    Norma processuale invocata per denunciare il vizio di motivazione.

  • art. 5 c.p.

    L'ignoranza o l'errore sulla rilevanza giuridica delle vincite ai fini del beneficio integra errore sulla legge penale e non esclude il dolo.

  • art. 616 c.p.p.

    Fondamento della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 2, comma 6, d.l. n. 4/2019

    Il reddito familiare per il reddito di cittadinanza si determina anche secondo i criteri del D.P.C.M. n. 159 del 2013, con rilevanza delle vincite soggette a ritenuta o imposta sostitutiva.

  • art. 4, comma 2, D.P.C.M. n. 159 del 2013

    Tra i redditi rilevanti ai fini ISEE e del reddito di cittadinanza rientrano anche quelli soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d'imposta, come le vincite di gioco.

  • art. 67 TUIR

    Le vincite di gioco sono richiamate come redditi diversi, soggetti a tassazione a monte mediante ritenuta alla fonte.

Massime di principio

  • Ai fini della disciplina penale del reddito di cittadinanza, le vincite da gioco online devono essere considerate come redditi rilevanti al lordo, senza che assumano rilievo il loro successivo reimpiego, la mancata materiale disponibilità in contanti o l'eventuale compensazione con perdite pregresse.
  • L'accreditamento delle vincite sul conto di gioco o sul conto del beneficiario costituisce già acquisizione di un beneficio economico, idoneo a integrare l'obbligo di comunicazione all'ente erogatore del sussidio.
  • Nel reato di omessa indicazione di dati reddituali rilevanti per il reddito di cittadinanza, la tesi secondo cui le somme impiegate per le giocate provenivano da terzi e dovevano essere restituite non esclude la rilevanza delle vincite conseguite dal soggetto, poiché quelle somme entrano comunque nella sua disponibilità patrimoniale.
  • L'errore sulla necessità di comunicare determinate entrate ai fini dell'erogazione del beneficio integra, quando attiene alla disciplina penale della fattispecie, errore sulla legge penale che non esclude il dolo ai sensi dell'art. 5 c.p.
  • In sede di legittimità non è sufficiente la mera prospettazione di una diversa lettura del materiale probatorio se la motivazione di merito ha comunque affrontato, in modo non illogico, il nucleo essenziale della questione decisiva.

Come è indicizzato

MaterieOmesso versamentoImpugnazioniElemento soggettivo
RamiReati tributariProcesso penaleParte generale
IstitutiOnere della prova

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