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Cassazione Civile, Ordinanza n. 13351/2026 del 08/05/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (condominio)

La controversia

La controversia nasce da ripetuti allagamenti dei locali seminterrati di un condominio, verificatisi nell’arco di molti anni e attribuiti al malfunzionamento della rete fognaria di una strada cittadina, qualificata come sistema misto per acque nere e meteoriche. Il condominio aveva agito per il risarcimento dei danni contro il comune e contro la società gestore del servizio idrico integrato; nei gradi di merito era stata affermata la responsabilità esclusiva del gestore ai sensi dell’art. 2051 c.c., sul presupposto della sua custodia della rete, delle caditoie e delle griglie in forza della convenzione di gestione del 2002 e del verbale di consegna degli impianti. La società ha proposto ricorso per cassazione con un motivo complesso, deducendo violazione e falsa applicazione di legge (L. 36/1994, d.lgs. 152/2006, art. 2051 c.c., art. 42 TUEL) e sostenendo: che il servizio idrico integrato non comprendesse le acque meteoriche e le caditoie stradali; che la delibera della conferenza dei sindaci e l’atto aggiuntivo del 2007 avessero legittimamente escluso tali attività dal perimetro del servizio; che quelle modifiche fossero interpretabili come mera interpretazione autentica della convenzione originaria; che non vi fosse stata in concreto affidamento né remunerazione tariffaria di quel segmento di servizio; che mancassero i presupposti della custodia ex art. 2051 c.c. sulle infrastrutture da cui era derivato il rigurgito; e che il nesso causale fosse stato interrotto dal fatto del terzo o del danneggiato.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondate le censure sulla delimitazione del servizio idrico integrato e sull’obbligo di custodia, affermando che la definizione normativa di fognatura ricomprende anche l’allontanamento delle acque meteoriche convogliate in reti dedicate e che, nel caso concreto, la rete era di tipo misto e rimessa alla gestione e custodia del gestore senza riserve. Ha inoltre ritenuto inefficaci nei confronti del comune le modifiche convenzionali del 2006/2007 perché non approvate dal consiglio comunale, unico organo competente ai sensi dell’art. 42 TUEL per le modifiche sostanziali della convenzione. È stata dichiarata inammissibile la doglianza sul nesso causale e sulla configurabilità del danno, poiché mirava in sostanza a un nuovo esame del merito e della valutazione delle prove, precluso in sede di legittimità. In conclusione, è stata confermata la responsabilità del gestore ex art. 2051 c.c. per i danni da allagamento, con condanna alle spese e all’ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 2051 c.c.

    La responsabilità da cose in custodia si fonda sul potere di governo, controllo e manutenzione della cosa generatrice del danno; il custode può essere individuato anche nel soggetto che abbia assunto la gestione materiale dell’infrastruttura, a prescindere dalla proprietà.

  • L. 36/1994

    Richiamata per inquadrare il servizio idrico integrato e la gestione delle reti fognarie, comprensive anche delle acque meteoriche secondo il sistema di fognatura considerato.

  • d.lgs. 152/2006

    La definizione legale di fognatura ricomprende l’allontanamento delle acque reflue urbane e delle acque meteoriche di dilavamento convogliate in reti dedicate; ciò esclude che le acque meteoriche siano per definizione estranee al SII.

  • art. 42, comma 2, lett. c), d.lgs. 267/2000 (TUEL)

    Le convenzioni e le loro modifiche sostanziali rientrano nella competenza inderogabile del consiglio comunale; atti di organi diversi non possono validamente modificare la convenzione approvata dal consiglio.

  • art. 117, secondo comma, lett. e) e s), Cost.

    Richiamato per affermare che tutela della concorrenza e tutela dell’ambiente rientrano nella competenza legislativa esclusiva statale e possono incidere su materie regionali.

  • art. 117, quarto comma, Cost.

    Il servizio idrico integrato è ricondotto, sul piano materiale, ai servizi pubblici locali, area di competenza regionale residuale, ferma restando l’incidenza di titoli statali concorrenti.

  • art. 152, comma 4, d.lgs. 152/2006

    Richiamato nel contesto dell’organizzazione degli ambiti territoriali ottimali e della determinazione tariffaria da parte degli enti di governo dell’ambito.

  • art. 10, comma 14, d.l. 70/2011

    Richiamato per la disciplina della tariffa del servizio idrico integrato e il ruolo degli enti competenti nell’approvazione tariffaria.

  • d.P.R. 115/2002, art. 13, commi 1-bis e 1-quater

    Richiamato per il contributo unificato aggiuntivo dovuto in caso di rigetto o inammissibilità, se dovuto.

Massime di principio

  • La responsabilità ex art. 2051 c.c. per danni derivanti da infrastrutture pubbliche o di servizio grava sul soggetto che abbia in concreto il potere di governo, controllo e manutenzione del bene, anche se non ne è proprietario e anche se il titolo negoziale non nomina espressamente la custodia.
  • Nelle reti fognarie a sistema misto, la distinzione tra acque nere e acque meteoriche non esclude di per sé la custodia del gestore, quando l’infrastruttura sia unitaria e sotto il suo controllo operativo e materiale.
  • Le modifiche sostanziali di una convenzione di gestione di un servizio pubblico locale approvate da organi diversi da quello cui la legge attribuisce la competenza inderogabile sono inefficaci nei confronti dell’ente locale e non possono, da sole, elidere la responsabilità del gestore verso i terzi.
  • In sede di legittimità non è consentito trasformare la doglianza in una richiesta di nuovo scrutinio del merito o della valutazione delle prove; le censure devono denunciare specifici errori di diritto o l’omesso esame di fatti decisivi.
  • La mancanza di una specifica voce tariffaria o di una remunerazione espressa non esclude la responsabilità da custodia se il gestore ha comunque assunto senza riserve la gestione dell’infrastruttura da cui è derivato il danno.

Come è indicizzato

MaterieResponsabilità del custodeImpugnazioni
RamiResponsabilità civileProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNesso di causalità

Testo integrale

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