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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30276/2023 del 31/10/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (datore di lavoro)

La controversia

La controversia riguardava differenze economiche rivendicate da una lavoratrice socialmente utile in relazione all'assegno integrativo previsto per i lavoratori socialmente utili. In primo grado il tribunale aveva condannato l'università al pagamento di euro 5.940,64, ritenendo che nel calcolo dell'importo integrativo dovuto ai sensi dell'art. 8 d.lgs. n. 468/1997 e dell'art. 44 l.r. Sicilia n. 23/2002 dovessero essere inclusi anche la tredicesima mensilità e l'indennità di ateneo, che invece l'università aveva escluso. La corte d'appello, accogliendo l'appello dell'università, aveva riformato la decisione di primo grado. La lavoratrice ha quindi proposto ricorso per cassazione con tre motivi, ma prima della decisione ha depositato atto di rinuncia al ricorso, accettato dalla controparte, con richiesta di compensazione delle spese.

La decisione

La Corte di cassazione ha preso atto della rinuncia rituale al ricorso, effettuata nelle forme dell'art. 390 c.p.c. come riformulato, e ha dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione ai sensi dell'art. 391 c.p.c. Ha inoltre rilevato che, essendo la rinuncia accettata anche in relazione alle spese, non era necessario provvedere sul loro regolamento; ha escluso altresì l'applicazione del contributo unificato aggiuntivo di cui all'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002 perché la pronuncia è di estinzione e non di rigetto o inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 8 d.lgs. n. 468/1997

    Norma indicata come base del diritto all'assegno integrativo dei lavoratori socialmente utili; la sentenza non entra nel merito della sua portata applicativa.

  • art. 44 l.r. Sicilia n. 23/2002

    Norma regionale richiamata quale fondamento dell'assegno integrativo rivendicato; la Corte non ne esamina il contenuto sostanziale, essendo il giudizio estinto.

  • art. 390 c.p.c.

    La rinuncia al ricorso è rituale se redatta nelle forme previste dalla norma, nel testo risultante dalla riforma del 2022.

  • art. 391 c.p.c.

    La rinuncia rituale al ricorso comporta l'estinzione del giudizio di cassazione.

  • art. 391, comma 4, c.p.c.

    Se la rinuncia è accettata dalla parte e vi è accordo sulle spese, non occorre una statuizione della Corte sul loro regolamento, che resta affidato all'intesa tra le parti.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Non si applica quando la pronuncia è di estinzione del giudizio e non di rigetto, inammissibilità o improcedibilità; trattandosi di norma sanzionatoria ed eccezionale, va interpretata restrittivamente.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso per cassazione, se effettuata nelle forme prescritte, è idonea a determinare l'estinzione del giudizio anche quando il controricorrente l'abbia accettata.
  • Quando la rinuncia è accompagnata dall'accordo delle parti sulla compensazione delle spese, la Corte non deve provvedere autonomamente sulle spese del giudizio di legittimità.
  • Il contributo unificato aggiuntivo previsto per rigetto, inammissibilità o improcedibilità non è dovuto in caso di estinzione del giudizio, poiché la norma ha natura eccezionale e sanzionatoria e non è suscettibile di interpretazione estensiva.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRetribuzione e TFR
RamiProcesso civileLavoro
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicato

Testo integrale

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