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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22599/2022 del 09/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma delle rispettive condanne per bancarotta fraudolenta documentale in relazione al fallimento della Dolomitipack s.r.l. L'Argentino (amministratore di diritto) denuncia vizi di motivazione, sostenendo che la responsabilità è stata dedotta solo dalla carica formale senza prova del suo coinvolgimento materiale e del dolo, potendo al più configurarsi una colpa. De Marinis e Leone (amministratori di fatto) contestano la mancata individuazione e prova del dolo e della condotta addebitata, la presunta invalidità e inutilizzabilità dei dati contenuti in un CD predisposto dalla polizia giudiziaria per mancata copia forense (chiedendo applicazione delle garanzie dell'art. 392 c.p.p. o perizia), nonché l'erronea commisurazione delle pene accessorie dopo la declaratoria di illegittimità costituzionale dell'ultimo comma dell'art. 216 legge fallimentare; Leone contesta inoltre la valutazione della recidiva e l'entità dell'aumento di pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Argentino (confermata la responsabilità penale) e ha dichiarato inammissibili i ricorsi di De Marinis e Leone. Motivazione: per l'Argentino la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione dei principi secondo cui l'amministratore formale non è automaticamente esente da responsabilità quando delega la gestione, essendo comunque destinatario dell'obbligo di tenuta e conservazione delle scritture e tenuto alla vigilanza; il dolo è stato ritenuto desumibile dalla condotta e dall'omissione di impedire l'occultamento della contabilità. Per De Marinis e Leone la Cassazione ha ritenuto le censure generiche e prive di concreto confronto con la motivazione impugnata; ha inoltre escluso l'inutilizzabilità del CD acquisito, ritenendo corretta l'acquisizione di copia ai sensi dell'art. 234 c.p.p. salvo che non si allegino elementi concreti di falsità o alterazione; la Corte ha altresì ritenuto corretta la commisurazione delle pene accessorie alla luce della sentenza costituzionale e ha considerato non decisivi gli errori formali prospettati su recidiva e aumento di pena. Conseguenze pratiche: rigetto del ricorso Argentino con condanna al pagamento delle spese; inammissibilità dei ricorsi di De Marinis e Leone con condanna alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • Legge fallimentare

    art. 216 comma 1 n. 2; art. 217 comma 2; art. 220

    Norme che tipizzano la bancarotta fraudolenta documentale: la Corte ha ritenuto che la responsabilità per la sottrazione, distruzione o omessa tenuta delle scritture possa gravare anche sull'amministratore formale ove sussista consapevolezza o omissione di vigilanza sulle condotte fraudolente degli amministratori di fatto.

  • Codice civile

    L'articolo individua l'obbligo dell'amministratore in materia di tenuta dei libri contabili: la Corte lo richiama per affermare che l'amministratore formale è destinatario diretto del dovere di conservazione e vigilanza.

  • Codice penale

    Richiamato per spiegare che la responsabilità per omissione di atti dovuti può integrare il profilo soggettivo necessario quando l'amministratore omette di impedire la realizzazione del fatto doloso altrui.

  • Codice di procedura penale

    Consente l'acquisizione di copie da dispositivi sequestrati; la Corte ha ritenuto legittima l'acquisizione del CD contenente copia dei dati, fino a prova contraria fornita dalla difesa.

  • Codice di procedura penale

    Richiamato dalla difesa come modalità auspicata di acquisizione (incidente probatorio/perizia), ma la Corte ha ritenuto non necessaria tale formalità per la copia meccanica dei dati e ha escluso la nullità o inutilizzabilità del CD senza specifiche allegazioni probatorie.

  • Corte Costituzionale

    Dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'ultimo comma dell'art. 216 legge fall.: la Corte di Cassazione ha considerato l'effetto della declaratoria nella graduazione delle pene accessorie, ritenendo comunque giustificato il ricorso al massimo edittale nel caso concreto.

  • Codice di procedura penale

    Norma applicata per la condanna alle spese e alla somma da versare alla cassa delle ammende a carico dei ricorrenti i cui ricorsi sono dichiarati inammissibili.

Massime di principio

  • L'amministratore formale non è automaticamente esonerato dalla responsabilità penale per reati fallimentari: la delega della gestione non elimina l'obbligo di vigilanza e la responsabilità può derivare dall'omissione di impedire condotte illecite.
  • La responsabilità per bancarotta documentale può essere desunta anche da elementi indiziari e dalla condotta omissiva dell'amministratore che abbia consapevolezza, anche generica, delle finalità fraudolente perseguite dagli amministratori di fatto.
  • Le impugnazioni generiche che non confrontano puntualmente le censure con la motivazione del giudice del merito sono a rischio di inammissibilità dalla Corte di Cassazione.
  • Le copie di dati estratti da dispositivi sequestrati e acquisite ai sensi dell'art. 234 c.p.p. sono ammissibili; la difesa che ne contesta la genuinità deve allegare elementi concreti e non limitarsi a deduzioni astratte.
  • Dopo una pronuncia di illegittimità costituzionale su disposizioni sanzionatorie è necessario che il giudice motivi la commisurazione delle pene accessorie alla luce del quadro normativo aggiornato; l'uso del massimo edittale è possibile se adeguatamente giustificato.
  • Errori meramente formali o marginali nel calcolo degli aumenti per recidiva, se non determinanti ai fini del risultato, non incidono sull'inammissibilità o sull'esito del ricorso se la Corte ha fornito motivazioni adeguate sull'espressività del reato.

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