Cassazione Civile, Sentenza n. 26306/2020 del 19/11/2020
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza della CTR Lazio che aveva accolto l'appello della contribuente relativo all'avviso di accertamento per l'anno 2003. L'Agenzia contestava tre profili: 1) trattamento contabile/fiscale delle perdite su cambi (l'Ufficio riteneva indeducibili le perdite e la CTR aveva invece ammesso l'applicazione del cambio dell'ultimo giorno ai sensi dell'art. 76 TUIR); 2) detrazione dell'IVA su canoni di locazione di immobile soggetto ad esenzione (l'Ufficio sosteneva che la detrazione non può essere esercitata per operazioni esenti anche se fatturate per errore); 3) qualificazione come liberalità (non imponibile IVA) di un contributo/elargizione alla società sportiva Fishing Club di Capua, che l'Ufficio riteneva invece finalizzata a sponsorizzazione/pubblicità e dunque imponibile e fatturabile. L'Agenzia chiedeva la cassazione della sentenza su questi punti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato l'eccezione di inammissibilità e ha dichiarato inammissibile il primo motivo e il terzo motivo del ricorso. Ha invece accolto il secondo motivo relativo alla detraibilità dell'IVA: ha affermato il principio consolidato secondo cui la detrazione dell'IVA pagata "a monte" è ammessa solo quando l'operazione sottostante sia effettivamente soggetta ad IVA e all'aliquota dovuta, e non è sufficiente la mera indicazione dell'imposta in fattura o il suo pagamento in rivalsa. Conseguentemente la Corte ha cassato la sentenza impugnata limitatamente al capo relativo alla detrazione IVA e ha rinviato la causa alla CTR del Lazio in diversa composizione anche per la regolazione delle spese di legittimità.
Norme richiamate
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 72
L'art. 72 disciplina il criterio del tasso di cambio medio per la valuta estera; la sentenza di merito era stata contestata dall'Ufficio invocando l'applicazione di tale criterio, ma la Corte ha ritenuto inammissibile il motivo in quanto il fatto (la certezza della perdita su un conto chiuso) legittimava l'applicazione dell'art. 76 anziché dell'art. 72.
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 76
L'art. 76 consente, in ipotesi specifiche (perdita certa e determinata), l'applicazione del cambio dell'ultimo giorno di esercizio; la CTR aveva ritenuto corretta tale applicazione per una perdita relativa a conto corrente in dollari la cui consistenza era certa al bilancio.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 10, comma 1, n. 8
Norma che individua operazioni esenti; la Corte ha affermato che la detrazione dell'IVA "a monte" non può essere esercitata quando l'operazione è esente: il diritto alla detrazione presuppone che l'operazione sia soggetta ad IVA e all'aliquota effettivamente dovuta, non basta l'indicazione dell'imposta in fattura.
Orientamenti giurisprudenziali della Corte di Cassazione citati
Cass., Sez. V, 15 maggio 2015, n. 9942; Cass., Sez. VI, 2 luglio 2014, n. 15178; Cass., Sez. VI, 17 giugno 2013, n. 15068
La Corte ha richiamato costante orientamento giurisprudenziale secondo cui la detrazione IVA è subordinata alla effettiva imponibilità dell'operazione e all'imposta dovuta, indipendentemente dall'indicazione in fattura o dal suo pagamento in rivalsa.
Riferimento procedurale (art. 327 c.p.c. e giurisprudenza sulla notifica)
Cass., S. U., 26 luglio 2004, n. 13970 (richiamata)
La Corte ha precisato che, ai fini della tempestività del ricorso, si considera la data in cui l'atto è stato affidato all'ufficiale giudiziario per la notifica; nella specie il ricorso è stato ritenuto tempestivo.
Massime di principio
- La detrazione dell'IVA da parte dell'acquirente/cessionario è ammessa solo se l'operazione sottostante è effettivamente soggetta ad IVA: la mera esposizione dell'imposta in fattura o il suo pagamento non costituiscono, di per sé, titolo al diritto di detrazione.
- Nelle operazioni in valuta estera, se alla data di chiusura del bilancio la perdita è certa e l'ammontare determinato (es. rapporto/quasi-contocorrente chiuso), è applicabile il criterio del cambio dell'ultimo giorno di esercizio (art. 76 TUIR) e non necessariamente il tasso medio (art. 72); l'applicabilità dipende dai fatti di causa e deve risultare dagli atti contabili.
- La qualificazione di una prestazione come sponsorizzazione (imponibile) o come liberalità (non soggetta a IVA) si fonda sulla valutazione dei fatti e delle prove: elementi episodici o limitati (es. la consegna di una sola maglietta con marchio) possono essere insufficienti a provare finalità pubblicitarie, mentre contratti, ripetute attività promozionali o evidenze probatorie possono giustificare la qualificazione come sponsorizzazione.
- In sede di impugnazione tributaria, l'onere di provare la natura imponibile o esente dell'operazione pesa sul soggetto che sostiene la pretesa; il giudice del merito ha ampia discrezionalità nella valutazione probatoria e le sue valutazioni di fatto sono difficilmente sindacabili in Cassazione salvo vizi di motivazione.
- Sui profili processuali di tempestività delle impugnazioni è rilevante il principio della scissione del momento di perfezionamento della notifica: per il calcolo dei termini si considera la data di affidamento per la notifica, non la data di ricezione da parte del destinatario.
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