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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34148/2025 del 17/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna confermata in appello: 1) censura della ritenuta recidiva infraquinquennale per illegittima valorizzazione di una condanna anteriore (omesso versamento IVA, 2013) e per mancata prevalenza delle circostanze attenuanti generiche; 2) doglianza sulla mancata riattribuzione o applicazione della sospensione condizionale della pena nonostante la pena rideterminata in appello fosse compatibile con il beneficio; 3) contestazione della confisca della somma sequestrata (euro 430) dopo la riqualificazione del reato in art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso in parte infondato e in parte fondato: ha confermato la maggior parte della decisione di merito (riqualificazione del fatto in art. 73, comma 5; condanna a 1 anno di reclusione e 1.000 euro di multa; confisca della somma di euro 430) ritenendo legittima la valutazione della recidiva infraquinquennale e l'esclusione delle attenuanti generiche prevalenti. Tuttavia ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alle determinazioni relative alla sospensione condizionale della pena e ha rinviato per nuovo giudizio su tale punto, perché la Corte di appello non ha adeguatamente valutato la concedibilità del beneficio alla luce della pena effettivamente irrogata in appello e del potere/dovere del giudice di verificare ex novo la sospensione condizionale anche dopo la revoca formale intervenuta in primo grado.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 5

    Riqualifica del fatto come delitto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti (marijuana), comprovata dal sequestro di 62,95 g e dalla cessione contestata; norma applicata per definire il reato principale.

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 4

    Richiamata in relazione al diverso inquadramento in primo grado; utile a confrontare la ricostruzione fattuale e la misura della pena originaria.

  • art. 10-ter d.lgs. 10 marzo 2000 n. 74 (omesso versamento IVA)

    Condanna anteriore per omesso versamento IVA (2013) utilizzata dalla Corte di merito per valutare la pericolosità sociale e la recidiva infraquinquennale.

  • art. 85-bis d.P.R. 309/1990 (novellato)

    Modifica normativa che ha incluso il delitto di cui all'art.73, comma 5, tra quelli rilevanti ai fini della confisca per sproporzione; la Corte ha ritenuto applicabile la disciplina modificata entro i limiti di retroattività consentiti.

  • art. 240-bis c.p.

    Norma sulla confisca per sproporzione; la Corte ha ritenuto legittima la confisca dell'importo sequestrato perché giustificata dalla sproporzione rispetto ai redditi dell'imputato e dalla mancata giustificazione della provenienza.

  • art. 99 c.p.

    Richiamato come norma relativa alla recidiva e alla determinazione della pena; il ricorso contestava la violazione di tale norma nella valutazione della recidiva.

  • art. 62-bis c.p.

    Norma sulle circostanze attenuanti speciali; oggetto della censura per la mancata prevalenza delle attenuanti generiche rispetto alla recidiva.

  • art. 69 c.p.

    Regolamenta l'equivalenza tra circostanze; contestata la corretta applicazione del divieto del comma 4 e la motivazione sull'eventuale prevalenza delle attenuanti generiche.

  • art. 168 c.p.

    Disciplina la revoca della sospensione condizionale della pena; la Corte ha chiarito che la revoca non opera automaticamente senza che il giudice valuti la concedibilità della sospensione alla luce della nuova pena.

  • art. 164, comma 3 c.p.

    Stabilisce che il giudice, nell'emettere una nuova condanna, può disporre la sospensione condizionale se la pena complessiva rientra nei limiti di cui all'art. 163; la Corte ha richiamato questo potere quale criterio da applicare in appello.

  • art. 163 c.p.

    Limiti della sospensione condizionale della pena in relazione alla durata massima concedibile; parametro da considerare cumulativamente con precedenti condanne ai fini della sospensione.

  • art. 200, comma 1 c.p.

    Limiti di retroattività della legge penale più favorevole; utilizzata per definire l'applicabilità delle modifiche normative sulla confisca.

  • art. 611 cod. proc. pen. (procedura scritta)

    Procedura con cui è stato trattato il ricorso (modificata dalla normativa citata del 2024); rilevante per la modalità di discussione del ricorso in Cassazione.

Massime di principio

  • La recidiva infraquinquennale può essere riconosciuta anche valorizzando condanne precedenti ancorché remote se la ripetizione di condotte analoghe (es. nuovi episodi di spaccio) dimostra una perdurante "proclività a delinquere"; il giudice deve motivare adeguatamente il nesso di pericolosità sociale.
  • Le circostanze attenuanti generiche non prevalgono automaticamente sulla recidiva: occorre un giudizio motivato che confronti la gravità e le circostanze personali attuali dell'imputato.
  • La confisca per sproporzione può applicarsi al reato riqualificato se la normativa più favorevole o la modifica normativa sono compatibili con i limiti di retroattività; il giudice deve verificare la sproporzione rispetto ai redditi dichiarati e la mancata giustificazione della provenienza del denaro.
  • Quando in appello viene rideterminata la pena o riqualificato il reato, il giudice è tenuto a riesaminare ex novo la concedibilità della sospensione condizionale della pena (art.164 c.p.) e non può limitarsi ad un richiamo automatico alle valutazioni del primo grado; la revoca formale della sospensione anteriore richiede una motivazione che consideri la nuova misura della pena.
  • I principi applicabili in materia di esecuzione (es. automatismi sulla revoca) non si trasferiscono pedissequamente al giudice della cognizione: in sede di decisione sulla nuova condanna il magistrato deve esercitare il potere discrezionale di concedere o meno la sospensione condizionale verificando i requisiti di legge.

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