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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34060/2025 del 17/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Trani del 10/03/2025 che aveva disposto il dissequestro e la restituzione dell'autovettura Range Rover Sport (intestata formalmente al figlio del presunto indagato). Il Procuratore contestava che il Tribunale del riesame avesse ritenuto necessario che, nella richiesta di sequestro preventivo e nel decreto che lo dispone, fosse indicato espressamente il bene intestato a terzi e la sua riconducibilità alla disponibilità dell'indagato. Il ricorrente sosteneva invece che, nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, il decreto può limitarsi a determinare il valore (somma) corrispondente al profitto o al prezzo del reato, rimandando all'atto esecutivo la specifica individuazione dei beni da vincolare, e che il Tribunale del riesame aveva interpretato erroneamente i presupposti normativi (artt. 321, 324 cod. proc. pen.; artt. 104 e 104-bis disp. att.; art. 12-bis d.lgs. 74/2000).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha richiamato il consolidato principio secondo cui, nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, il giudice non è tenuto a indicare specificamente i beni da sottoporre a vincolo ma può determinare il valore corrispondente al profitto/prezzo del reato; l'individuazione specifica dei beni e la verifica della corrispondenza del loro valore al quantum del sequestro è rimessa alla fase esecutiva demandata al pubblico ministero e alla polizia giudiziaria. Ha precisato tuttavia che il terzo formalmente intestatario che rivendichi l'esclusiva titolarità o disponibilità può proporre riesame ex art. 322 cod. proc. pen. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame di Trani non si fosse uniformato a tale principio e ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente al dissequestro dell'autovettura di proprietà della Fashion Plus s.r.l., rinviando la causa al Tribunale di Trani per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Consente il sequestro preventivo; la Corte interpreta che il giudice che dispone il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente non è obbligato ad indicare i beni specifici ma può determinare il valore da sottoporre a vincolo, riservando all'esecuzione l'individuazione concreta dei beni.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma sul riesame del sequestro; richiamata in ordine alla valutazione del Tribunale del riesame sulla legittimità del vincolo ma interpretata alla luce del principio che il riesame può essere attivato dal terzo che contesti la titolarità o disponibilità del bene.

  • art. 104 disp. att. cod. proc. pen.

    Riferimento alla fase esecutiva del sequestro: la Corte osserva che la valutazione circa l'effettiva disponibilità e l'individuazione dei beni idonei alla confisca per equivalente è propria della fase esecutiva.

  • art. 104-bis disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alle regole operative del procedimento esecutivo del sequestro; interpretato nel senso che non impone l'obbligo di specificare i beni nel decreto cautelare iniziale quando si procede per equivalente.

  • art. 12-bis d.lgs. 74/2000

    Norma sulla confisca per equivalente: la Corte ribadisce che la natura della confisca di valore ammette l'individuazione successiva dei beni purché sia dimostrata la loro disponibilità in capo al responsabile.

  • art. 322-ter, comma 1, cod. pen.

    Richiamato per affermare che la disponibilità del bene da parte del reo legittima la sua immediata apprensione; la Corte sottolinea che tale disponibilità deve poi essere verificata nel controllo giudiziario.

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Riferimento alla legittimazione del sequestro: la Corte interpreta questa disposizione in connessione con la possibilità di operare il vincolo su beni ritenuti nella disponibilità dell'indagato anche se formalmente intestati a terzi, purché oggetto di accertamento successivo.

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la richiesta di riesame da parte del terzo interessato; la Corte conferma che il terzo può impugnare il sequestro quando rivendichi l'esclusiva titolarità o disponibilità del bene.

Massime di principio

  • Nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente il giudice può limitarsi a fissare il valore/equivalente (somma) senza individuare i beni specifici da vincolare; la specificazione dei beni è rimessa alla fase esecutiva.
  • La legittimità del sequestro non è automaticamente compromessa dal fatto che il bene venga individuato in fase esecutiva e sia formalmente intestato a terzi: rileva l'effettiva disponibilità economica del reo che deve essere verificata.
  • Il terzo formalmente intestatario che contesti la titolarità o la disponibilità esclusiva del bene ha titolo per proporre il riesame ex art. 322 c.p.p. e far discutere la legittimità del sequestro nei suoi confronti.
  • In fase esecutiva il pubblico ministero e la polizia giudiziaria devono individuare i beni e verificare la corrispondenza del loro valore al quantum indicato nel decreto di sequestro; l'accertamento di disponibilità e congruità è essenziale per la validità dell'apprensione.
  • Se sussiste una evidente sproporzione 'ictu oculi' fra il valore indicato e i beni individuati, tale circostanza può incidere sulla legittimità del provvedimento cautelare.

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