Cassazione Penale, Sentenza n. 34061/2025 del 17/10/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Latina del 20/02/2025 che aveva dichiarato inammissibili le istanze di riesame proposte da Melzi Andrea (in proprio) e dalla M.D.S. S.p.a. (terzo interessato), motivando l'inammissibilità con la preclusione processuale derivante dalla pendenza di un diverso giudizio di impugnazione. Il ricorrente deduce nullità dell'ordinanza per omessa motivazione, rilevando che il Tribunale aveva motivato l'inammissibilità con riferimento al riesame proposto da Melzi (sequestro per equivalente) ma non aveva affatto motivato in relazione al riesame proposto per la M.D.S. S.p.a. (sequestro diretto). Chiede annullamento dell'ordinanza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per carenza motivazionale: ha constatato la totale omissione di motivazione riguardo al riesame proposto per la M.D.S. S.p.a. relativo al sequestro preventivo diretto, ha qualificato tale omissione come vizio configurante violazione di legge ai sensi dell'art. 325 c.p.p. e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. Ha ordinato la trasmissione degli atti al Tribunale di Latina competente ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p.
Norme richiamate
art. 325 cod. proc. pen.
Consente il ricorso per cassazione contro le ordinanze in materia di riesame di misure cautelari reali per sola violazione di legge; la Corte interpreta la nozione in senso ampio includendo anche i vizi motivazionali così gravi da rendere il provvedimento incomprensibile.
art. 324, comma 5, cod. proc. pen.
Norma richiamata per la determinazione della competenza e per la trasmissione degli atti al Tribunale competente dopo l'annullamento dell'ordinanza.
art. 606, lett. B e C, c.p.p.
Richiamato per spiegare che nella nozione di "violazione di legge" rientrano anche errori nella decisione o nel procedimento ("errores in iudicando" e "in procedendo").
Giurisprudenza: Cass. Sez. U. n. 25932/2008 (Ivanov) e Cass. Sez. 5 n. 43068/2009 (Bosi)
Precedenti che affermano che vizi motivazionali radicali fanno rientrare il provvedimento nella nozione di illegittimità per violazione di legge, giustificando il ricorso per cassazione.
Massime di principio
- L'omessa o gravemente carente motivazione di singoli profili decisionali in un'ordinanza di riesame integra un vizio idoneo ad essere qualificato come violazione di legge e legittima il ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 325 c.p.p.
- La preclusione processuale per pendenza di un diverso giudizio di impugnazione non può essere applicata in modo indifferenziato: il giudice deve motivare separatamente con riferimento a ciascun ricorrente e a ciascuna misura (es. sequestro diretto vs sequestro per equivalente).
- In caso di annullamento per carenza motivazionale la Cassazione può disporre l'annullamento senza rinvio quando il vizio riguarda un aspetto specifico e radicale della motivazione; gli atti vanno quindi rimessi al Tribunale competente ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p.
- Per difensori e parti: sollecitare sempre una motivazione espressa e distinta su tutti i profili e per tutti i soggetti coinvolti (anche terzi interessati), e contestare tempestivamente eventuali omissioni motivazionali per preservare la possibilità del reclamo in Cassazione.
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