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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6763/2022 del 25/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza ex art. 444 c.p.p. con cui il G.i.p. di Avezzano aveva applicato a Toubi la pena concordata per il reato di detenzione e cessione di cocaina, deducendo la violazione dell'art. 235 c.p. per omessa valutazione dei presupposti per l'applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero (ex art. 86 d.P.R. 309/90), in particolare per non aver verificato la concreta pericolosità sociale del prevenuto.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività. Ha ritenuto che il termine di 15 giorni per impugnare la sentenza camerale decorra dall'ultima notificazione o comunicazione dell'avviso di deposito; la sentenza era stata depositata il 21/06/2021, la comunicazione di deposito era stata notificata il 23/06/2021 e il ricorso è stato depositato il 21/07/2021, oltre il termine utile. Perciò la questione relativa all'espulsione non è stata esaminata nel merito.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Norma sulla sentenza in caso di rito alternativo (patteggiamento). Nel caso di specie è la base procedurale della sentenza impugnata, ma la Corte non è entrata nel merito della decisione di merito perché ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività.

  • artt. 81, cpv, 110 cod. pen.

    Norme sul concorso di persone nel reato e sulla responsabilità: richiamate in relazione al reato per il quale è stata applicata la pena concordata. La Corte non ha valutato questioni sostanziali connesse a queste norme, essendo intervenuta solo per motivi procedurali.

  • art. 73, comma 1 d.P.R. 309/90

    Prevede il reato di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. È la norma sostanziale che ha costituito il capo d'imputazione oggetto della sentenza di patteggiamento.

  • art. 235 cod. pen.

    Riguarda le misure di sicurezza applicabili; il Procuratore generale ha contestato l'omessa valutazione, sostenendo che andava considerata l'applicazione dell'espulsione come misura di sicurezza. La Corte non ha esaminato la doglianza sul punto per aver dichiarato il ricorso inammissibile per tardività.

  • art. 86 d.P.R. 309/90

    Prevede l'espulsione dello straniero in relazione ai reati di stupefacenti. Nel ricorso era evocata come misura che il G.i.p. avrebbe dovuto valutare; la Corte ha richiamato la questione ma non si è pronunciata sul merito a causa dell'inammissibilità dell'impugnazione.

  • artt. 585, comma primo, lett. a) e 585, comma secondo, lett. a) cod. proc. pen.

    Stabiliscono il termine di 15 giorni per proporre impugnazione delle sentenze pronunciate in camera di consiglio e l'inizio del periodo di impugnazione dalla notificazione o comunicazione dell'avviso di deposito. La Corte ha interpretato e applicato queste norme per escludere la tempestività del ricorso del Procuratore generale.

Massime di principio

  • Le impugnazioni delle sentenze pronunciate in camera di consiglio devono rispettare rigorosamente il termine di 15 giorni; il termine decorre dall'ultima notificazione o comunicazione dell'avviso di deposito.
  • Se la notificazione dell'avviso di deposito è effettuata successivamente al deposito della sentenza, è la data dell'ultima comunicazione a far partire il termine di impugnazione.
  • Un ricorso tempestivo è condizione di ammissibilità: l'inammissibilità per tardività impedisce alla Corte di esaminare il merito, anche se il ricorrente prospetta violazioni rilevanti.
  • Quando si censura l'omessa valutazione di misure di sicurezza o di espulsione (es. art. 86 d.P.R. 309/90), è necessario proporre l'impugnazione nei termini per consentire alla Corte di pronunciarsi sul merito; in alternativa valutare rimedi processuali che consentano la tempestiva sollevazione del vizio.
  • Il giudice di merito, al momento della applicazione di una pena concordata, deve comunque considerare e motivare l'eventuale applicabilità di misure di sicurezza o di carattere amministrativo (come l'espulsione) e le circostanze che ne giustificherebbero l'adozione.

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