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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43114/2024 del 26/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la parziale riforma operata in appello: si censura la contraddittorietà e carenza della motivazione quando la Corte ha ritenuto configurabile la ricettazione pur avendo escluso il reato presupposto previsto dalla legge sul diritto d'autore; si contesta il diniego generico e non motivato dell'esimente prevista dall'art. 131-bis cod. pen.; si lamenta, infine, la mancata conversione della pena detentiva in sanzione pecuniaria sulla base di valutazioni congetturali sulla capacità patrimoniale dell'imputato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato soltanto con riguardo al mancato riconoscimento della causa di esclusione della punibilità di cui all'art. 131-bis cod. pen.: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente a quella statuizione e ha disposto il rinvio per nuovo esame alla Corte di appello di Napoli (ufficio viciniore). Sul resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Cassazione ha, altresì, ritenuto infondate le censure relative al venir meno del reato presupposto (ossia l'esclusione del delitto previsto dalla legge sul diritto d'autore) e ha osservato che la motivazione dell'appello sulla ricettazione era congrua; ha invece censurato la motivazione sull'esclusione di cui all'art. 131-bis in quanto generica e non adeguatamente parametrata alla vicenda concreta e alla nozione di comportamento abituale.

Norme richiamate

  • art. 171-ter, comma 1, lett. c), L. 22 aprile 1941, n. 633

    Norma sul diritto d'autore rilevante come possibile reato presupposto. La Cassazione segnala che l'esclusione del reato presupposto non comporta automaticamente l'esclusione della ricettazione quando risulti comprovata la contraffazione dei beni.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Prevede la causa speciale di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto che il giudice di merito deve motivare in concreto la valutazione, considerando il danno, la minore offensività e l'eventuale comportamento abituale dell'autore; motivazioni generiche sul danno non sono sufficienti.

  • art. 623, lett. c), cod. proc. pen. e art. 175 disp. att. cod. proc. pen.

    Norme procedurali che regolano il rinvio per nuovo giudizio e la competenza territoriale dell'ufficio a cui rinviare il procedimento; applicate dalla Cassazione per disporre il rinvio alla Corte d'appello di Napoli.

Massime di principio

  • La sussistenza della ricettazione non è automaticamente esclusa dalla mancata configurazione del reato presupposto sul piano formale: se è provata la contraffazione e la destinazione all'immissione nel circuito commerciale risulta verosimile, la ricettazione può sussistere anche se viene escluso formalmente un reato tecnico (es. omissione del contrassegno SIAE).
  • La causa di esclusione di cui all'art. 131-bis cod. pen. richiede una motivazione puntuale e concreta: il giudice deve valutare il danno effettivo, la minore offensività del fatto e l'assenza di comportamento abituale. Valutazioni generiche sul "rilevante danno" o l'unico precedente non sono sufficienti.
  • Per ritenere sussistente il requisito del comportamento abituale (ostativo alla particolare tenuità) la giurisprudenza richiede che l'autore abbia commesso, oltre al fatto in esame, almeno altri due reati della stessa indole; un solo precedente non basta.
  • La conversione della pena detentiva in sanzione pecuniaria richiede accertamenti concreti sulla effettiva incapacità patrimoniale dell'imputato; non è ammissibile fondare il diniego su mere congetture circa la capacità economica.
  • La Cassazione può annullare solo la parte della decisione che presenta vizi ben individuati e disporre il rinvio per il solo nuovo esame del punto censurato, lasciando ferme le restanti statuizioni quando le censure risultino inammissibili o infondate.

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