Cassazione Penale, Sentenza n. 33978/2022 del 15/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza di rinvio della Corte d'appello di Roma che, dopo annullamento della Cassazione, aveva confermato la condanna per detenzione di ingente quantitativo di cocaina (art. 73, c.1 DPR 309/90, aggravato ex art. 80, c.2). La difesa contestava la riconducibilita' dello stupefacente rinvenuto in due manufatti siti vicino all'abitazione, deducendo carenze motivazionali: assenza di prova che il ricorrente avesse accesso ai manufatti (chiave/uso), difformita' nel confezionamento dei panetti rispetto al materiale rinvenuto in cantina, insufficienza dei residui trovati e incongruita' tra la valutazione sulla detenzione di armi (assoluzione) e quella sullo stupefacente (condanna). Chiedeva inoltre riconsiderazione della quantificazione e concessione delle attenuanti generiche e della determinazione della pena pecuniaria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse colmato le lacune indicate con una motivazione logica e coerente, basata su elementi indiziari convergenti: rinvenimento in casa di materiale attinente al traffico (bilancino con residui di cocaina, borsa con tracce, agenda con conteggi), esiti delle consulenze tecniche che hanno indicato compatibilita' di origine della sostanza, particolarita' delle borse di iuta, vicinanza e tracce di passaggio tra abitazione e manufatti. La Corte ha ritenuto irrilevante che i panetti fossero confezionati con materiale differente, precisando che la detenzione non richiede che il detentore abbia materialmente confezionato i panetti. La questione della chiave e della botola non ha disarticolato il quadro indiziario complessivo. Sui profili sanzionatori la Corte ha confermato la valutazione dei giudici di merito circa la mancata concessione delle attenuanti generiche e la determinazione della pena. Conseguentemente il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
D.P.R. 309/1990 art. 73, comma 1
Norma che punisce le condotte di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti; applicata per affermare la responsabilita' per la detenzione dell'ingente quantitativo di cocaina.
D.P.R. 309/1990 art. 80, comma 2
Aggravante per il delitto di cui all'art. 73 in presenza di ingente quantita' di stupefacente; utilizzata per giustificare l'aggravamento della pena in relazione alla massa di cocaina sequestrata.
Codice di procedura penale art. 125, comma 3
Richiamato dalla difesa in motivo di nullita' della sentenza; la Corte ha ritenuto che le censure siano state adeguatamente esaminate e risolte in sede di merito.
Codice di procedura penale art. 192, comma 2
Norma relativa alla valutazione delle prove e perizia tecnico-scientifica; la Corte ha valorizzato gli esiti peritali che indicano identita' di origine della sostanza.
Codice di procedura penale art. 530, comma 2
Richiamato nella critica alla motivazione; la Corte di legittimita' ha ritenuto pero' che la motivazione di merito fosse sufficiente e non viziata.
Codice penale artt. 133 e 133-bis
Regole sulla determinazione della pena e sulle circostanze attenuanti; la Corte ha confermato la discrezionalita' valutativa dei giudici di merito nel non concedere le attenuanti con prevalenza sulle aggravanti.
Codice di procedura penale art. 616
Norma che dispone il versamento alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilita' del ricorso; applicata per la condanna al pagamento di euro 3.000.
Massime di principio
- La riconducibilita' dello stupefacente trovato in locali diversi dall'abitazione puo' fondarsi su un giudizio indiziario complessivo: tracce di droga nell'abitazione, strumenti e materiale compatibile con attivita' di confezionamento, documentazione contabile e peculiarita' del packaging concorrono a formare un quadro probatorio valido.
- La differenza nel materiale di confezionamento tra panetti non esclude automaticamente la riferibilita' al medesimo detentore: la detenzione illecito non richiede che il soggetto abbia personalmente confezionato i panetti, se gli indizi indicano una comune provenienza o disponibilita'.
- La mera assenza di prova che l'imputato avesse la chiave di un locale non e' necessariamente decisiva se esistono plurimi elementi convergenti che dimostrano la disponibilita' e il controllo effettivo sui luoghi in cui e' stato occultato lo stupefacente.
- Dati tecnici come l'alta percentuale di principio attivo e l'assenza di sostanze da taglio nelle tracce possono essere significativi nel sostenere l'origine unitaria della sostanza e rafforzare il giudizio indiziario.
- Le valutazioni sulla concessione delle attenuanti generiche e sul confronto con aggravanti sono di ampia discrezionalita' del giudice di merito e difficilmente sindacabili in Cassazione, salvo ragionamenti manifestamente illogici o arbitrari.
- Perche' la Cassazione annulli per carenza motivazionale dopo un rinvio, e' necessario che sussistano lacune specifiche e non colmate: il giudizio di merito deve affrontare e risolvere puntualmente le obiezioni sollevate dalla decisione rescindente.
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