Cassazione Penale, Sentenza n. 33961/2022 del 15/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Trenitalia ha proposto ricorso ex art. 625-bis c.p.p. denunciando errore di fatto e omesso esame di motivi decisivi della propria censura relativi alla legittimazione e alla liquidazione del danno riconosciuto a CODACONS e a CITTADINANZA ATTIVA ONLUS; ha inoltre chiesto la sospensione degli effetti della sentenza per l'elevato esborso derivante dall'esecuzione delle statuizioni civili.
La decisione
La Corte ha accolto parzialmente il ricorso. Ha ritenuto sussistente l'omesso esame di profili decisivi circa la posizione di CODACONS e CITTADINANZA ATTIVA ONLUS e ha revocato la sentenza n. 32899/21 della Quarta Sezione limitatamente alle statuizioni relative a tali parti civili. Ha annullato la sentenza della Corte di appello di Firenze del 20 giugno 2019 relativamente a CODACONS e a CITTADINANZA ATTIVA ONLUS e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte di appello di Firenze per la rivalutazione della legittimazione, dell'esistenza del danno e della quantificazione. L'istanza di sospensione degli effetti è stata implicitamente respinta come palesemente inammissibile. Le statuizioni relative ad altri enti e profili restano confermate.
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
Consente al condannato, anche se civile responsabile condannato al solo risarcimento, di proporre ricorso per revocare la sentenza della Corte di cassazione per errore di fatto; il comma 2 prevede la possibilità di istanza di sospensione degli effetti della decisione impugnata, che richiede però motivazioni specifiche e non generiche
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiama il principio secondo cui il ricorrente deve dimostrare che l'omessa considerazione di un motivo è decisiva ai fini della decisione; onere di provare il rapporto causale necessario tra omissione ed esito diverso del giudizio
Massime di principio
- Il rimedio ex art. 625-bis c.p.p. è utilizzabile anche dal responsabile civile condannato al risarcimento, non solo dall'imputato penale
- L'errore di fatto ai sensi dell'art. 625-bis è un errore percettivo o una svista della Corte di cassazione nell'esame degli atti che abbia influenzato il processo decisionale e che, se corretta, avrebbe potuto determinare decisione diversa
- L'omesso esame di un motivo di ricorso costituisce errore di fatto quando riguarda un profilo decisivo e il ricorrente dimostra che l'omissione ha prodotto un errore percettivo determinante; se il motivo è implicitamente assorbito dalla motivazione o non decisivo, il rimedio non sussiste
- La richiesta di sospensione degli effetti della sentenza deve contenere elementi concreti e specifici tali da dimostrare l'impossibilità di recuperare le somme o un grave pregiudizio; deduzioni generiche risultano inammissibili
- Quando la Cassazione revoca per omesso esame, la valutazione sostanziale della legittimazione della parte civile, dell'esistenza del danno e della quantificazione resta demandata al giudice di rinvio che dovrà applicare i criteri indicati dalla motivazione cassazionista
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