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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33958/2022 del 15/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Barile impugna la sentenza della Corte d'Appello di Napoli del 06/07/2021 che lo aveva dichiarato responsabile del reato previsto dall'art. 73 d.p.r. 309/1990 e lo aveva condannato a 3 anni e 10 mesi di reclusione e a €18.000 di multa. Il ricorrente deduce violazione di legge e mancata motivazione in relazione alla determinazione della misura della pena dopo il riconoscimento, in sede di appello, delle circostanze attenuanti generiche e dell'applicazione della diminuzione prevista per il rito (art. 62-bis c.p.). Pur operando la diminuzione sulla pena base (6 anni), la Corte territoriale ha ridotto la pena di soli 3 mesi anziché motivare adeguatamente perché non abbia applicato un abbattimento significativamente maggiore (fino a due anni), omettendo qualunque spiegazione sulla dosimetria della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per vizio di motivazione relativo alla quantificazione della riduzione di pena. Ha annullato la sentenza impugnata per la parte concernente la determinazione della pena e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'Appello di Napoli. Ha dichiarato irrevocabile la sentenza quanto all'accertamento della responsabilità penale dell'imputato (ai sensi dell'art. 624 cod. proc. pen.), con conseguente rinnovata valutazione esclusivamente sulla misura della pena e sulla corretta motivazione della stessa.

Norme richiamate

  • art. 73 d.p.r. 309/1990

    Norma sostanziale che integra il reato di cui è stato ritenuto responsabile l'imputato (illecito connesso a sostanze stupefacenti). La Corte d'Appello aveva affermato la responsabilità ai sensi di questa disposizione.

  • art. 62-bis c.p.

    Disciplina la diminuzione di pena per il rito abbreviato. Nel caso la Corte territoriale ha applicato la diminuzione riconoscendo le attenuanti generiche ma ha omesso di motivare adeguatamente la misura della riduzione concretamente operata.

  • art. 624 cod. proc. pen.

    Articolo invocato per dichiarare l'irrevocabilità della sentenza quanto alla statuizione di colpevolezza: la cassazione annulla solo la parte relativa alla pena, non quella relativa all'accertamento della responsabilità.

Massime di principio

  • Il riconoscimento delle attenuanti generiche impone al giudice non solo di indicarne l'applicabilità, ma anche di motivare in modo esplicito e congruo la misura della riduzione della pena: la mera enunciazione non è sufficiente.
  • Quando la legge consente una riduzione massima della pena (es. la diminuzione per il rito abbreviato), il giudice che ne concede una misura inferiore deve spiegare le ragioni della scelta quantitativa, anche usando argomentazioni concrete sulle circostanze del caso (gravità del fatto, ruolo dell'imputato, modalità, sussistenza di circostanze aggravanti/attenuanti specifiche).
  • La mancanza o l'insufficienza della motivazione relativamente alla dosimetria della pena costituisce vizio idoneo a determinare l'annullamento con rinvio da parte della Cassazione, pur lasciando intatta la pronuncia di responsabilità quando la censura riguardi solo la misura della pena.
  • In situazioni simili, la parte che propone ricorso può ottenere l'annullamento limitatamente alla determinazione della pena se dimostra che il giudice ha omesso di motivare la scelta tra possibili stemperamenti della pena; il nuovo giudizio dovrà essere svolto da una sezione diversa della Corte territoriale.
  • Strategicamente, la scelta di riti o di rinunce processuali (es. rinuncia all'appello) può giustificare il riconoscimento di attenuanti o sconti, ma il vantaggio ottenuto dipende anche dalla capacità del giudice di motivare la relativa riduzione: assenza di motivazione apre la strada alla cassazione.

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