Cassazione Penale, Sentenza n. 19625/2024 del 17/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione avverso la conferma in appello della responsabilità per guida in stato di ebbrezza (fatto del 16.6.2019). Il ricorso lamenta violazione di legge e vizio di motivazione per il diniego della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis cod. pen. (particolare tenuità del fatto) e contesta l'eccessiva durata della sospensione della patente di guida.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte di cassazione ha ritenuto infondati i motivi: i giudici di merito hanno correttamente escluso la particolare tenuità del fatto, nonostante l'elevato tasso alcolemico, perché la condotta dell'imputato (guida su strada pubblica in condizioni psicofisiche profondamente alterate) ha creato un grave pericolo per gli utenti della strada, confermato anche dalle segnalazioni di altri automobilisti. Quanto alla durata della sospensione della patente, la Corte ha ritenuto che la Corte d'appello abbia valutato correttamente, secondo i criteri di cui all'art. 218, comma 2, cod. strada, le caratteristiche del fatto e il rischio di ulteriore circolazione, e la motivazione non presenta vizii logici tali da poter essere sindacata in sede di legittimità. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 186, comma 2, lett. c), codice della strada
Norma contestata come fattispecie di guida in stato di ebbrezza; la sentenza applica questa norma per dichiarare la responsabilità penale del ricorrente.
Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici di merito hanno escluso l'applicabilità perché la condotta concreta ha creato un grave pericolo per la pubblica incolumità; la Corte di cassazione conferma che l'alta pericolosità esclude la particolare tenuità.
art. 218, comma 2, codice della strada
Criteri per la determinazione della durata della sospensione della patente: valutazione globale delle caratteristiche del fatto e del pericolo correlato. La Corte ritiene legittima la valutazione del giudice di merito che ha preso in considerazione il rischio connesso alla recidiva o all'ulteriore circolazione.
art. 173, comma 1, disposizioni attuative cod. proc. pen.
Richiamato in relazione alle censure di violazione di legge e vizio di motivazione presentate in cassazione; indica le modalità di esposizione delle censure.
Massime di principio
- La causa di non punibilità per particolare tenuità prevista dall'art. 131-bis cod. pen. è esclusa quando la condotta concreta, pur avendo elementi quantitativi (es. elevato tasso alcolemico), abbia posto un grave pericolo per la collettività; l'analisi è necessariamente concreta e fattuale.
- Le valutazioni dei giudici di merito sulla pericolosità della condotta e sulla sussistenza della particolare tenuità sono in larga misura insindacabili in sede di legittimità, salvo vizi logici o palesi errori di fatto.
- La determinazione della durata della sospensione della patente ai sensi dell'art. 218 cod. strada richiede una valutazione complessiva delle circostanze del fatto e del rischio di ulteriore circolazione; tale scelta di discrezionalità tecnica è difficilmente rimproverabile in cassazione se adeguatamente motivata.
- Segnalazioni di altri utenti della strada e la ricostruzione della condotta pericolosa costituiscono elementi probatori rilevanti che possono impedire il riconoscimento della particolare tenuità.
- Il ricorrente che invochi la particolare tenuità deve provare che il fatto, nella sua concretezza, sia di scarsa offensività sociale; la mera presenza di elementi attenuanti quantitativi (es. riduzione della sanzione) potrebbe non essere sufficiente se persiste un concreto pericolo.
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