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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38897/2024 del 24/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso contro la sentenza della Corte d'appello di Roma che confermava la condanna (6 mesi di reclusione) per contraffazione di patente estera (artt. 482 e 477 c.p.). Tre motivi principali: 1) vizio di motivazione e carenza probatoria perché la relazione della polizia scientifica avrebbe usato dati da un portale online (P.R.A.D.O.) e non specimen ufficiali forniti dalle autorità albanesi; 2) violazione di legge e vizio di motivazione ex art. 10 c.p. per mancanza di prova del locus commissi delicti (contestata la giurisdizione/territorialità); 3) vizio di motivazione e violazione di legge nella determinazione della pena, mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e, soprattutto, illegittima revoca della sospensione condizionale della pena in appello.

La decisione

La Corte di Cassazione rigetta i primi due motivi come manifestamente infondati: conferma la valutazione delle prove da parte dei giudici di merito e richiama il principio delle Sezioni Unite (Sez. U, n. 12064/2022) sulla rilevanza penale della contraffazione di patenti estere non UE. Accoglie invece il terzo motivo limitatamente all'illegittima revoca della sospensione condizionale della pena: la revoca in appello non è motivata e non risulta devoluta, pertanto viene annullata senza rinvio la parte della sentenza che disponeva la revoca. Il resto della sentenza (condanna, pena, diniego delle attenuanti) è stato confermato e il ricorso rigettato per il resto.

Norme richiamate

  • art. 482 cod. pen.

    Norma relativa alla falsificazione di un documento pubblico o privato; applicata alla contraffazione della patente estera oggetto del processo.

  • art. 477 cod. pen.

    Norma relativa alla falsità materiale o ideologica in documenti pubblici o in atti destinati a pubblici ufficiali; richiamata nel capo d'imputazione insieme all'art. 482.

  • art. 10 cod. pen.

    Principio di territorialità del reato: il ricorso contestava la mancanza di prova che il fatto fosse commesso in Italia; la Corte d'appello ha ritenuto sufficienti elementi probatori indicativi della permanenza dell'imputato in Italia e la Cassazione ha ritenuto la valutazione non palesemente infondata.

  • art. 173 dispos. att. cod. proc. pen.

    Limiti nella formulazione dei motivi di ricorso per cassazione derivanti dalle disposizioni transitorie/procedure; usato per valutare l'ammissibilità/estensività dei motivi.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Principio secondo cui il giudice del merito deve svolgere accertamenti sulla rilevanza penale dei fatti; richiamato dalla Corte per giustificare le verifiche sul territorio e sulle prove.

  • art. 135 e art. 136 cod. strada

    Norme sul requisito di validità della patente ai fini della guida in Italia; la Corte ha richiamato la giurisprudenza che rende irrilevanti tali requisiti quando si tratta di contraffazione non grossolana di patenti estere non UE.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Circostanza attenuante per collaborazione con la giustizia; il ricorrente lamentava il mancato riconoscimento, ma la Corte ha ritenuto la motivazione del diniego esente da manifesta illogicità.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena; la Corte d'appello ha motivato il maggiore rispetto al minimo edittale richiamando precedenti penali e comportamento dell'imputato, valutazione non sindacabile in Cassazione se non manifestamente illogica.

  • Sez. U, n. 12064 del 24/11/2022 (Ed Daoudy Hassan, Rv. 284210 - 01)

    Sez. U, n. 12064 del 24/11/2022, dep. 2023, Ed Daoudy Hassan, Rv. 284210 - 01

    Principio secondo cui la contraffazione non grossolana di patente rilasciata da Stato estero non UE integra il reato anche se mancano le condizioni di validità ai fini della guida nel territorio nazionale; usato per escludere la rilevanza della permanenza o dei requisiti di validità della patente.

  • Sez. U, n. 36460 del 30/05/2024 (Zangari)

    Sez. U, n. 36460 del 30/05/2024, Zangari

    Principio secondo cui il giudice d'appello non può esercitare una cognizione extra-devoluta per revocare la sospensione condizionale se non è stata devoluta la questione; la revoca in appello richiede devoluzione e motivazione specifica.

  • Giurisprudenza consolidata sulla limitata sindacabilita della Cassazione sui fatti

    Richiamo a precedenti (es. Sez. U n. 6402/1997, Sez. U n. 16/1996 e altri) che stabiliscono il divieto per la Cassazione di riformare valutazioni di merito non manifestamente illogiche.

Massime di principio

  • La contraffazione non grossolana di una patente rilasciata da Stato estero non appartenente all'UE/SEE è punibile anche se il documento non soddisfa i requisiti di validità ai fini della guida in Italia (richiamo alla Sez. U 24/11/2022).
  • Questioni circa l'attendibilita o la natura della banca dati utilizzata per il confronto documentale (es. PRADO vs SIDAF) sono, salvo specifiche e puntuali deduzioni, valutazioni di merito che la Cassazione non riesamina se non adeguatamente sviluppate in appello.
  • Per ritenere accertata la territorialità del reato possono essere sufficienti elementi indiziari e documentali (certificato di casellario giudiziale con precedenti in Italia, possesso di carta d'identità italiana, ammissione al patrocinio a spese dello Stato); la valutazione resta di merito e deve risultare non manifestamente illogica per essere sindacabile in Cassazione.
  • La revoca della sospensione condizionale della pena da parte del giudice d'appello richiede che la revoca sia stata devoluta e motivata: l'appello non può determinare una revoca immotivata o esercitare cognizione extra-devoluta (richiamo a Sez. U 30/05/2024).
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche non richiede la disamina di ogni elemento favorevole; è sufficiente che il giudice indichi gli elementi ritenuti decisivi o rilevanti per il diniego.
  • La determinazione della pena operata dai giudici di merito può essere sindacata in Cassazione solo se la motivazione è mancante o manifestamente illogica; riferimenti generici alla gravità, ai precedenti e alla capacita a delinquere possono essere sufficienti.

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