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Cassazione Penale, Ordinanza n. 08855/2026 del 06/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ricorre per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello che ha confermato la condanna a 5 anni e 2 mesi di reclusione per detenzione di cocaina ai fini di cessione a terzi, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. Deduce tre motivi: 1) vizio di motivazione e violazione di legge per il mancato riconoscimento dell'ipotesi lieve di cui all'art. 73, comma 5, D.P.R. 309/1990; 2) vizio di motivazione e violazione di legge per il diniego delle circostanze attenuanti generiche; 3) omessa o insufficiente motivazione della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte di cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Ritiene manifestamente infondata la doglianza sull'art. 73, comma 5, D.P.R. 309/1990, perché la Corte d'appello aveva valorizzato elementi sintomatici di una stabile e organizzata attività di spaccio: continuità della vendita, sistema di videosorveglianza a tutela del luogo di cessione, clientela abituale, rapporti ripetuti con acquirenti, possesso di due telefoni cellulari, appunti manoscritti riferibili allo spaccio, collegamenti con ambienti criminali per l'approvvigionamento e sequestro di denaro contante per euro 3.300. Considera infondato anche il secondo motivo, rilevando che il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se fondato sull'assenza di elementi positivi e su dati negativi come precedenti penali e gravità delle condotte; nel caso concreto la Corte territoriale aveva richiamato i precedenti dell'imputato e la gravità delle condotte di resistenza e lesioni, poste in essere sul tetto dell'abitazione con pericolo di caduta dall'alto. Il terzo motivo è ritenuto generico e quindi inammissibile, perché non indica specifici vizi dell'apparato motivazionale. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile e l'imputato è condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende, non ravvisandosi assenza di colpa nella causa di inammissibilità.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Ai fini dell'esclusione dell'ipotesi lieve prevista dall'art. 73, comma 5, D.P.R. 309/1990, il giudice può valorizzare un complesso di indici fattuali sintomatici di una gestione organizzata e non occasionale dello spaccio, quali continuità dell'attività, clientela stabile, strumenti di supporto alla vendita, appunti contabili o di servizio, disponibilità di più telefoni e disponibilità di denaro provento dell'attività.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo se il giudice di merito indica elementi negativi ritenuti decisivi; dopo la riforma dell'art. 62-bis c.p. non è sufficiente il solo stato di incensuratezza per ottenere la diminuente.
  • Il giudice non è tenuto a confutare analiticamente ogni deduzione difensiva, ma deve dare conto degli elementi reputati rilevanti o decisivi, purché affronti le specifiche censure proposte dall'interessato.
  • Il motivo di ricorso per cassazione deve essere specifico e non meramente assertivo: la denuncia di un vizio motivazionale, se non accompagnata dall'indicazione puntuale dei profili della motivazione ritenuti illogici o mancanti, è generica e determina inammissibilità.
  • In caso di inammissibilità del ricorso per cassazione, se non vi è assenza di colpa nella causazione della causa ostativa, seguono la condanna alle spese processuali e al pagamento della somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeLesioniImpugnazioni
RamiStupefacentiDelitti contro la personaProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiContinuazioneInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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