Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38981/2023 del 25/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente era stato condannato per il delitto di tentata violenza privata (minaccia) nei confronti di Salvatore Spitaleri: avrebbe minacciato di rendere noto il contenuto di un colloquio telefonico ascoltato fortuitamente tra Spitaleri e il presidente del Consiglio regionale, al fine di indurre Spitaleri a intercedere affinché Enzo Marsilio ritirasse una querela per diffamazione nei confronti dell'imputato. In cassazione il difensore ha impugnato la sentenza con due motivi: (1) vizio di motivazione e violazione dell'art. 192 c.p.p., lamentando che la condanna si è basata unicamente sulla dichiarazione della persona offesa senza adeguata valutazione della sua attendibilità e non tenendo conto delle discrepanze processuali e della presunta mancata conoscenza, da parte dell'imputato, delle querele a lui attribuite (contestando un'inversione dell'onere della prova); (2) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'art. 610 c.p., poiché le parole contestate sarebbero state valutate come minacciose nonostante la persona offesa le avesse interpretate come mera ripicca, con violazione del principio di offensività.

La decisione

La Suprema Corte ha rilevato che, durante il procedimento di cassazione, la persona offesa Salvatore Spitaleri ha rimesso la querela e il ricorrente ha contestualmente accettato la remissione in data 19/05/2023, con rispetto delle formalità di cui agli artt. 339 e 340 c.p.p. Poiché il reato è perseguibile a querela, la remissione ha determinato l'estinzione del reato ai sensi dell'art. 152 c.p. L'annuncio della remissione, secondo il principio consolidato delle Sezioni Unite, prevale su eventuali questioni di inammissibilità e deve essere rilevata d'ufficio dalla Corte di legittimità. Conseguentemente la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio per estinzione del reato. L'imputato è stato comunque condannato al pagamento delle spese processuali in base all'art. 340, comma 4, c.p.p., non risultando diverso accordo negli atti di remissione.

Norme richiamate

  • art. 192 c.p.p.

    Regola la valutazione della prova testimoniale da parte del giudice e l'obbligo di motivare l'attendibilità delle dichiarazioni. Nel caso il ricorrente contestava la scarsa o insufficiente motivazione sulla valutazione della testimonianza della persona offesa.

  • art. 173 disp. att. c.p.p.

    Limita i motivi di ricorso per cassazione ai sensi delle disposizioni transitorie; il ricorso è stato proposto nei limiti richiesti dal suddetto articolo.

  • art. 415-bis c.p.p.

    Norma che disciplina l'avviso di conclusione delle indagini. Nel ricorso si è fatto riferimento alle date di notifica degli avvisi per sostenere la mancata conoscenza delle querele da parte dell'imputato.

  • art. 610 c.p.

    Definisce il reato di minaccia. Il ricorrente contestava che le espressioni attribuite non avessero rilevanza minacciosa (principio di offensività) e dunque non integrassero gli estremi del reato.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n.137 conv. con l. 18/12/2020, n.176

    Norma emergenziale citata riguardo alla trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale; qui è documentata la ricezione delle conclusioni scritte del P.G.

  • artt. 339 e 340 c.p.p.

    Regolano la remissione di querela e le formalità necessarie perché la remissione produca effetti. La Corte ha verificato il rispetto delle formalità essenziali e ha ritenuto efficace la remissione intervenuta in pendenza del ricorso.

  • art. 152 c.p.

    Stabilisce che la remissione di querela estingue il reato perseguibile a querela. Applicata per dichiarare estinto il reato contestato al ricorrente.

  • Sezioni Unite, pronuncia citata (Sez. U, n.24246 del 25/02/2004)

    Principio di diritto secondo cui la remissione di querela intervenuta e accettata in pendenza del ricorso per cassazione determina l'estinzione del reato e deve essere rilevata dal giudice di legittimità, prevalendo su altre questioni processuali.

  • art. 340, comma 4, c.p.p.

    Prevede che, dopo l'estinzione del reato per remissione, il giudice di legittimità possa comunque pronunciarsi sulle spese processuali salvo diverso accordo nelle forme previste; nel caso l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese.

Massime di principio

  • La remissione di querela, se tempestiva e formalmente valida (artt. 339 e 340 c.p.p.), estingue il reato perseguibile a querela ai sensi dell'art. 152 c.p. e deve essere rilevata d'ufficio anche in Cassazione.
  • La remissione intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione prevale su questioni processuali come l'inammissibilità o vizi di motivazione e porta all'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.
  • Il giudice di legittimità è tenuto a verificare il rispetto delle formalità della remissione e a dichiarare l'estinzione del reato quando ricorrono le condizioni previste dalle Sezioni Unite.
  • L'estinzione del reato non impedisce la decisione sulle spese processuali: il giudice può condannare la parte al pagamento delle spese secondo l'art. 340, comma 4, c.p.p., salvo diverso accordo nella remissione.
  • Conflitti relativi alla valutazione della attendibilità della sola testimonianza della persona offesa e alla interpretazione delle espressioni come minacciose restano questioni rilevanti se la remissione non intervenisse, ma diventano irrilevanti una volta estinto il reato.
  • Per tutelarsi in situazioni analoghe è importante verificare tempestivamente le formalità e i tempi per la remissione di querela; inoltre l'onere della prova della fattispecie penale resta in capo all'accusa e le contestazioni circa l'interpretazione delle parole devono essere valutate nel contesto dal giudice.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.