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Cassazione Civile, Ordinanza n. 19092/2022 del 14/06/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (erede)

La controversia

La controversia riguarda la divisione ereditaria del patrimonio di un defunto. In primo grado il tribunale aveva ritenuto inutilizzabile, per mancata istanza di verificazione, un testamento olografo prodotto nel giudizio e disconosciuto da alcuni coeredi. La corte d'appello, invece, ha attribuito efficacia al testamento richiamando il principio per cui chi contesta l'autenticità di un testamento olografo deve proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura e, se intende reintegrare la legittima, anche la domanda di riduzione. La ricorrente principale ha proposto due motivi: con il primo ha denunciato violazione di legge sostenendo che l'orientamento delle Sezioni Unite del 2015, che richiede l'azione di accertamento negativo, dovesse valere solo per il futuro e che dovesse esserle riconosciuta la rimessione in termini per affidamento su un precedente contrasto giurisprudenziale; con il secondo ha denunciato omesso esame di un punto decisivo, sostenendo che la domanda originaria di riduzione della disposizione testamentaria fosse già sufficiente anche rispetto al successivo testamento prodotto in causa, che attribuiva i beni alla controparte.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale. Ha ritenuto il primo motivo inammissibile perché non indicava specificamente le norme violate e comunque non superava il filtro dell'art. 360-bis, n. 1, c.p.c.: il principio delle Sezioni Unite del 2015 impone, per contestare un testamento olografo, l'azione di accertamento negativo della falsità/provenienza della scheda, e non ricorre un affidamento incolpevole tale da giustificare rimessione in termini quando il mutamento interpretativo sia intervenuto in presenza di un contrasto giurisprudenziale già composto dalle Sezioni Unite. Ha ritenuto il secondo motivo inammissibile perché la doglianza non riguardava l'omesso esame di un fatto storico, ma la dedotta omessa pronuncia su una domanda che avrebbe dovuto essere fatta valere con il vizio ex art. 112 c.p.c.; comunque la Corte ha ribadito che l'esibizione di un ulteriore testamento introduce un fatto giuridico nuovo che richiede una distinta domanda di riduzione, non essendo sufficiente l'estensione automatica della domanda già proposta. Il ricorso incidentale condizionato è rimasto assorbito. La ricorrente principale è stata condannata alle spese e al versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    La deduzione di violazione di legge richiede l'indicazione delle norme asseritamente violate; in difetto il motivo è inammissibile.

  • art. 360-bis, n. 1, c.p.c.

    Il motivo è inammissibile quando non si confronta con un orientamento consolidato della Corte, qui individuato nei principi delle Sezioni Unite sullo strumento per contestare un testamento olografo.

  • Cass. Sez. U, 15/06/2015, n. 12307

    Chi contesta l'autenticità di un testamento olografo deve proporre azione di accertamento negativo della provenienza della scrittura; il mero disconoscimento o la querela di falso non sono il mezzo processuale adeguato.

  • art. 153 c.p.c.

    La rimessione in termini presuppone un affidamento incolpevole che non ricorre quando l'orientamento poi prevalso era già emerso nel quadro di un contrasto giurisprudenziale.

  • art. 184-bis c.p.c.

    L'istituto è richiamato solo come previgente disciplina della rimessione in termini; non opera in presenza di orientamento giurisprudenziale non imprevedibile.

  • Cass. Sez. U, 11/07/2011, n. 15144

    L'overruling può impedire preclusioni o decadenze solo se il mutamento interpretativo è imprevedibile e la parte abbia confidato incolpevolmente in un precedente orientamento consolidato.

  • Cass. Sez. U, 12/10/2012, n. 17402

    Il mutamento interpretativo non integra overruling se non è preceduto da un orientamento univoco e consolidato.

  • Cass. Sez. U, 10/02/2014, n. 2907

    L'overruling richiede un rivolgimento ermeneutico inatteso e privo di segnali anticipatori.

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    Il vizio riguarda l'omesso esame di un fatto storico decisivo, non l'omessa pronuncia su una domanda o su un fatto costitutivo della domanda.

  • art. 112 c.p.c.

    Se la censura attiene alla mancata pronuncia su una domanda, il vizio corretto è quello di omessa pronuncia, non l'omesso esame di fatto storico ex art. 360, n. 5.

  • artt. 342 e 346 c.p.c.

    Le domande e le eccezioni non riproposte o non devolute in appello non possono essere considerate automaticamente coltivate.

  • art. 331 c.p.c.

    L'integrazione del contraddittorio può essere superflua quando il ricorso è già prima facie inammissibile e l'integrazione non inciderebbe sull'esito del giudizio.

  • art. 334, comma 2, c.p.c.

    L'inammissibilità del ricorso principale travolge l'efficacia dell'eventuale ricorso incidentale tardivo.

  • art. 784 c.p.c.

    Nel giudizio di divisione ereditaria la mancata partecipazione di un coerede integra un problema di litisconsorzio necessario.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato nel ricorso incidentale in relazione all'onere probatorio sulla falsità del testamento; il motivo è rimasto assorbito.

  • art. 2702 c.c.

    Richiamato nel ricorso incidentale in tema di efficacia probatoria della scrittura privata; il motivo è rimasto assorbito.

  • artt. 214, 216 e 221 c.p.c.

    Richiamati nel ricorso incidentale per il disconoscimento/querela di falso; la Corte ribadisce che non sono i rimedi appropriati per contestare un testamento olografo secondo l'orientamento delle Sezioni Unite.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002

    In caso di inammissibilità del ricorso sussiste l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • Chi intende contestare l'autenticità di un testamento olografo deve proporre un'autonoma domanda di accertamento negativo della provenienza della scheda testamentaria; il mero disconoscimento o la querela di falso non costituiscono, di regola, lo strumento processuale idoneo.
  • L'eventuale mutamento dell'orientamento giurisprudenziale non giustifica la rimessione in termini se il nuovo approdo è maturato in presenza di un contrasto già emerso e non si tratta di overruling imprevedibile su un orientamento consolidato e univoco.
  • La rimessione in termini per affidamento incolpevole presuppone che la parte abbia confidato in un indirizzo davvero consolidato e che il successivo mutamento sia stato repentino e non prevedibile; tale affidamento non è riconoscibile quando la questione era già oggetto di contrasto risolto dalle Sezioni Unite.
  • Il vizio di cui all'art. 360, n. 5, c.p.c. riguarda l'omesso esame di un fatto storico decisivo, non la mancata pronuncia su una domanda o su un fatto costitutivo della pretesa, che deve essere denunciata come violazione dell'art. 112 c.p.c.
  • In materia di riduzione per lesione di legittima, il legittimario deve allegare e provare i presupposti della lesione indicando i singoli atti dispositivi che incidono sulla quota di riserva; un nuovo testamento prodotto in corso di causa può richiedere una domanda distinta e non si considera automaticamente ricompreso in quella originaria.
  • Nel giudizio di divisione ereditaria, la mancata partecipazione di tutti i condividenti rileva come problema di litisconsorzio necessario; tuttavia l'integrazione del contraddittorio può essere omessa quando il ricorso è comunque inammissibile prima facie e l'integrazione sarebbe inutile.

Come è indicizzato

MaterieTestamentoDivisione ereditariaImpugnazioni
RamiSuccessioniProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiLitisconsorzio necessarioOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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