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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24817/2023 del 18/08/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da un giudizio di opposizione alla determinazione dell'indennità di esproprio. Il Comune aveva proposto opposizione alla stima effettuata dal collegio tecnico ex art. 21 d.P.R. n. 327/2001; gli espropriati hanno eccepito in sede di merito, e poi in cassazione, due questioni: primo, la tardività dell'opposizione del Comune, sostenendo che, poiché l'ente era insieme promotore, beneficiario ed espropriante, il termine di decadenza dovesse decorrere dal deposito della relazione di stima e non dalla comunicazione del deposito; secondo, il difetto di capacità/legittimazione processuale del Comune, perché l'opposizione era stata proposta dal Sindaco senza previa autorizzazione della Giunta comunale, richiesta dallo statuto per le liti, con conseguente asserita intempestività dell'impugnazione. Con i due motivi di ricorso sono state denunciate violazioni degli artt. 54 e 27 d.P.R. n. 327/2001, degli artt. 75 e 182 c.p.c. (testo previgente), oltre a nullità per omessa pronuncia e per invalidità del procedimento.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo, affermando che il termine per proporre opposizione alla stima decorre, a pena di decadenza, dalla notificazione del decreto di esproprio o della stima peritale se successiva, mentre il termine di trenta giorni dalla comunicazione del deposito della relazione di stima previsto dall'art. 27 d.P.R. n. 327/2001 è solo dilatorio e non perentorio. Ha inoltre escluso il vizio di omessa pronuncia, poiché la Corte d'appello aveva espressamente affrontato il tema. Ha poi respinto il secondo motivo, chiarendo che, quando lo statuto comunale richiede l'autorizzazione della Giunta per promuovere azioni, tale autorizzazione attiene alla legittimazione processuale come condizione di efficacia e può intervenire anche nel corso del giudizio, producendo effetto sanante/ratificatorio sugli atti già compiuti dal Sindaco, purché non vi sia già un accertamento passato in giudicato del difetto. Conseguentemente il Comune ha mantenuto efficace l'opposizione proposta.

Norme richiamate

  • art. 27 d.P.R. n. 327 del 2001

    il termine di trenta giorni dalla comunicazione del deposito della relazione di stima è un termine dilatorio che impedisce di agire prima della sua scadenza, ma non è il termine perentorio di decadenza dall'opposizione alla stima.

  • art. 54 d.P.R. n. 327 del 2001

    l'opposizione alla stima va proposta, a pena di decadenza, entro trenta giorni dalla notifica del decreto di esproprio o dalla notifica della stima peritale, se successiva al decreto; la decadenza non si anticipa al deposito della relazione.

  • art. 75 c.p.c.

    richiamato nel motivo come norma sulla capacità processuale, ma la Corte decide la questione soprattutto in relazione alla legittimazione processuale dell'ente e all'autorizzazione della Giunta.

  • art. 182, comma 2, c.p.c.

    testo previgente alle modifiche introdotte dall’art. 46, comma 2, l. n. 69 del 2009

    richiamato dal ricorrente per sostenere l'irregolarità sanabile della costituzione; la Corte afferma che l'autorizzazione può intervenire in corso di causa con effetto di ratifica.

  • art. 112 c.p.c.

    dedotto come nullità per omessa pronuncia, ma la Corte rileva che la Corte territoriale si era pronunciata espressamente sul punto.

  • art. 6 d.lgs. n. 267 del 2000

    lo statuto comunale può disciplinare i modi di esercizio della rappresentanza legale dell'ente, anche in giudizio.

  • art. 26 dello Statuto comunale

    prevede la competenza della Giunta municipale a disporre in materia di liti, transazioni e procedimenti giudiziari.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    la soccombenza comporta l'obbligo di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • Il termine di decadenza per l'opposizione alla stima in materia espropriativa è quello previsto dalla disciplina speciale e decorre dalla notificazione del decreto di esproprio o della stima peritale, se successiva; la comunicazione del deposito della relazione di stima svolge invece funzione solo dilatoria e non fa decorrere una decadenza anticipata.
  • Il fatto che l'ente pubblico cumuli le qualità di promotore, beneficiario ed espropriante non consente di derogare al regime legale della decadenza né di anticipare il dies a quo al deposito della relazione di stima.
  • Quando lo statuto comunale richiede l'autorizzazione della Giunta per promuovere azioni giudiziarie, tale autorizzazione incide sulla legittimazione processuale come condizione di efficacia della costituzione in giudizio, non sulla sua validità originaria; pertanto può essere rilasciata anche successivamente, con effetto ratificatorio degli atti già compiuti dal Sindaco, salvo che il difetto sia già coperto da giudicato.
  • La ratifica dell'organo competente può sanare l'attività processuale inizialmente compiuta dal rappresentante dell'ente senza autorizzazione, purché l'irregolarità non sia stata già definitivamente accertata dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieEspropriazione forzataImpugnazioniCompetenza
RamiEsecuzioniProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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