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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24780/2023 del 18/08/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di rettifica in dogana e dal correlato atto sanzionatorio emessi per dazio e IVA su merci importate, ritenendo l'Amministrazione che il valore dichiarato non fosse corretto perché non includeva le royalties corrisposte dalla licenziataria italiana alla società statunitense titolare dei marchi. In primo grado i ricorsi della società venivano accolti; la CTR confermava, ritenendo non provato che il pagamento dei diritti di licenza fosse condizione della vendita e quindi escludendo le royalties dal valore doganale. Con il ricorso per cassazione l'Agenzia deduceva: 1) violazione dei criteri di interpretazione contrattuale e delle norme doganali europee in materia di valore in dogana, sostenendo che la CTR avesse erroneamente escluso l'incidenza delle royalties senza considerare l'identità tra merci importate e prodotti oggetto della licenza e senza valutare gli indici di controllo del licenziante sul produttore; 2) violazione dell'art. 112 c.p.c., perché la CTR si sarebbe pronunciata sulla responsabilità del rappresentante doganale indiretto e sull'art. 201 CDC su una questione non devoluta in appello; 3) violazione dell'art. 201 CDC (oggi art. 77 CDU), poiché la contribuente avrebbe dovuto rispondere in solido quale rappresentante indiretto in dogana.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo, affermando che ai fini dell'inclusione delle royalties nel valore in dogana occorre verificare, in base alla disciplina unionale e ai criteri interpretativi forniti dalla Corte di giustizia, se il diritto di licenza si riferisca alle merci importate e costituisca una condizione di vendita, da accertarsi anche mediante indici di controllo del licenziante sul produttore e sulla produzione. Ha accolto anche il secondo motivo, ravvisando la violazione dell'art. 112 c.p.c. per pronuncia su una questione non devoluta. Il terzo motivo è stato dichiarato assorbito. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, affinché riesamini la controversia alla luce dei principi indicati.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    - ex art.360 primo comma n.3 cod. proc. civ.

    Usato come parametro per denunciare violazione e falsa applicazione di norme di diritto e dei criteri ermeneutici contrattuali e doganali.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    - ex art.360 primo comma n.4 cod. proc. civ.

    Usato per censurare la violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.

  • art. 1362 c.c.

    Le regole di interpretazione del contratto devono essere applicate valutando tutte le clausole e gli indici rilevanti, non isolando un solo profilo del rapporto.

  • art. 1363 c.c.

    L'interpretazione contrattuale deve essere sistematica e coordinata, considerando l'intero assetto negoziale.

  • art. 112 c.p.c.

    Il giudice non può pronunciare su questioni non devolute dalle parti.

  • art. 143 DAC

    Richiamato come parte della disciplina unionale sulle persone legate e sul controllo rilevante in materia doganale.

  • art. 157 DAC

    Le royalties si aggiungono al prezzo solo se non incluse nel prezzo, si riferiscono alle merci da valutare e costituiscono condizione di vendita.

  • art. 159 DAC

    Per i diritti di licenza relativi a marchi di fabbrica, l'aggiunta al valore in dogana richiede specifici presupposti, tra cui l'assenza di libertà dell'acquirente di rifornirsi altrove.

  • art. 160 DAC

    Se il pagamento è dovuto a un terzo, le condizioni sono soddisfatte solo se il venditore o persona a lui legata richiede il pagamento.

  • Allegato 23 alle DAC

    Le note interpretative sono utilizzabili come strumenti validi per l'interpretazione uniforme della disciplina doganale; il controllo può essere anche di fatto e di orientamento.

  • art. 32 del Reg. (CEE) n. 2913/1992

    Il valore in dogana va rettificato includendo i corrispettivi e diritti di licenza quando ricorrono i relativi presupposti.

  • art. 201 del Reg. (CEE) n. 2913/1992

    Richiamato sul tema dell'obbligazione doganale e della responsabilità del rappresentante indiretto.

  • art. 77 del Reg. (UE) n. 952/2013

    Norma succedanea richiamata quale disciplina attuale della responsabilità per l'obbligazione doganale.

Massime di principio

  • Ai fini della determinazione del valore in dogana, le royalties o i diritti di licenza devono essere inclusi nel valore di transazione solo se non sono già compresi nel prezzo, si riferiscono alle merci importate e costituiscono una condizione della vendita.
  • La nozione di "condizione di vendita" non va intesa in senso meramente formale, ma richiede di verificare se il venditore, o persona a lui legata, non sarebbe stato disposto a vendere senza il pagamento del diritto di licenza.
  • Nel valutare se le royalties siano imponibili in dogana, il giudice deve considerare tutti gli indici di controllo del licenziante sul produttore e sull'attività di produzione, anche quelli di fatto, e non limitarsi alla sola modalità di pagamento.
  • Le note interpretative e i documenti di soft law dell'Unione in materia doganale costituiscono strumenti rilevanti per un'interpretazione uniforme della disciplina del valore in dogana.
  • Il giudice di merito viola il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato se decide su una questione non devoluta dalle parti in appello.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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