Cassazione Civile, Ordinanza n. 24779/2023 del 18/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
Nel corso di una verifica su importazioni effettuate negli anni 2010-2012 per conto di una licenziataria di un marchio, l’amministrazione doganale rilevava che nel valore dichiarato in dogana non era stato incluso l’importo delle royalties corrisposte alla licenziante per l’uso del marchio. Venivano quindi notificati un avviso di rettifica del valore in dogana, con recupero di maggiori dazi e IVA all’importazione, e un atto sanzionatorio. La società spedizioniera contestava di non conoscere l’eventuale inclusione delle royalties nel valore della merce, avendo fatto affidamento sulla documentazione dell’importatore, e sosteneva comunque che mancassero i presupposti per includere tali corrispettivi nel valore doganale. I giudici di merito accoglievano la tesi della spedizioniera, ritenendo non provata la condizione di vendita e insussistente la responsabilità del rappresentante indiretto. L’Agenzia ricorreva per cassazione con quattro motivi: 1) violazione delle norme doganali e dei criteri di interpretazione contrattuale, per avere la CTR escluso che le royalties costituissero condizione di vendita senza valorizzare la documentazione sui rapporti tra licenziante e produttori; 2) violazione delle norme su presunzioni e onere probatorio, per avere la CTR addossato all’ufficio una prova ritenuta invece già emergente; 3) violazione della norma sulla responsabilità del rappresentante indiretto, per aver escluso la responsabilità dello spedizioniere in mancanza di prova della sua conoscenza dell’obbligo di pagamento delle royalties; 4) violazione delle norme sulle sanzioni, in relazione all’annullamento derivato delle stesse.
La decisione
La Corte ha accolto il primo e il terzo motivo di ricorso, dichiarando assorbiti il secondo e il quarto. Ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte di giustizia tributaria di II grado della Lombardia, in diversa composizione, affinché rivaluti l’appello dell’Agenzia facendo applicazione dei principi enunciati e provveda anche sulle spese del giudizio di legittimità. La Corte ha ritenuto che la CTR avesse omesso di esaminare indicatori contrattuali rilevanti per accertare se le royalties fossero dovute come condizione di vendita e se il titolare del marchio esercitasse un controllo sul produttore; inoltre ha affermato che il rappresentante indiretto non risponde solo se ignaro in senso soggettivo, ma deve conformarsi ai doveri di diligenza professionale e può andare esente solo ove provi la propria buona fede nei limiti di legge.
Norme richiamate
art. 29 Reg. CE n. 2913/1992 (CDC)
Il valore in dogana è, di regola, il valore di transazione, cioè il prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci vendute per l'esportazione verso il territorio doganale dell'Unione.
art. 32 Reg. CE n. 2913/1992 (CDC)
Al prezzo di transazione vanno aggiunti, tra l'altro, i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare, quando ricorrano i presupposti previsti dalla norma.
art. 143 Reg. CE n. 2454/1993 (DAC)
Rileva per definire il concetto di persone legate e il controllo diretto o indiretto in materia di valore doganale.
art. 157 Reg. CE n. 2454/1993 (DAC)
Le royalties si aggiungono al prezzo pagato o pagabile solo se si riferiscono alle merci oggetto di valutazione e costituiscono una condizione di vendita.
art. 159 Reg. CE n. 2454/1993 (DAC)
Nel caso di marchi di fabbrica, i diritti di licenza si aggiungono solo se ricorrono i presupposti specifici previsti dalla norma, tra cui l’assenza di libertà dell’acquirente di approvvigionarsi da altri fornitori non legati al venditore.
art. 160 Reg. CE n. 2454/1993 (DAC)
Se il corrispettivo è pagato a un terzo, le condizioni dell'art. 157 si considerano soddisfatte solo se il venditore o una persona ad esso legata chiede all'acquirente di effettuare tale pagamento.
La CTR avrebbe dovuto applicare correttamente i canoni di interpretazione contrattuale alla documentazione rilevante ai fini dell'accertamento doganale.
Richiamato sul tema delle presunzioni, in relazione alla dedotta prova della condizione di vendita delle royalties.
Richiamato sul tema delle presunzioni semplici ai fini dell’accertamento dei presupposti dell’imposizione doganale.
Richiamato in relazione alla valutazione delle prove e alla dedotta erronea distribuzione dell’onere probatorio.
art. 201 Reg. CE n. 2913/1992 (CDC)
Lo spedizioniere che presenta le merci in dogana come rappresentante indiretto risponde solidalmente dei dazi e degli accessori dovuti in relazione all'operazione.
art. 220, § 2, lett. b, Reg. CE n. 2913/1992 (CDC)
È richiamato come possibile limite alla responsabilità del rappresentante indiretto, ove questi provi la propria buona fede alle condizioni previste dalla norma.
Richiamato dalla ricorrente in relazione alle sanzioni amministrative irrogate in conseguenza dell'accertamento doganale.
Richiamato dalla ricorrente in relazione alla debenza dell'IVA all'importazione e alle conseguenti sanzioni.
Richiamato come procedura semplificata cui può accedere lo spedizioniere che presenta merci in nome proprio per conto terzi.
Massime di principio
- Nel valore doganale delle merci importate, le royalties o i diritti di licenza vanno aggiunti al prezzo di transazione solo se sono riferiti alle merci oggetto di valutazione e costituiscono una condizione di vendita, da accertarsi in concreto sulla base dell’assetto dei rapporti contrattuali e dei poteri del titolare del diritto immateriale.
- La nozione di "condizione di vendita" non si esaurisce in un dato formale, ma richiede di verificare se il venditore, o la persona ad esso legata, non sarebbe disposto a vendere senza il pagamento del corrispettivo di licenza.
- Ai fini dell’inclusione delle royalties nel valore doganale rilevano indicatori fattuali di controllo o orientamento del licenziante sul produttore, quali scelta o imposizione del produttore, controllo della produzione, specifiche di design e qualità, limiti alla produzione o alla rivendita e ulteriori vincoli contrattuali coerenti con la nozione ampia di controllo.
- Il giudice di merito che escluda l’assoggettabilità delle royalties al valore doganale deve confrontarsi con tutti gli indici contrattuali e fattuali rilevanti, non potendo limitarsi a un singolo elemento, come la modalità dei pagamenti, se il quadro complessivo depone per il controllo del licenziante.
- Lo spedizioniere che opera come rappresentante indiretto risponde solidalmente dei dazi e degli accessori dovuti per l’operazione doganale, in quanto la sua responsabilità si fonda sulla professionalità e sul dovere di verificare la documentazione rilevante, non sulla sola dichiarazione resa dall’importatore.
- La buona fede del rappresentante indiretto non è presunta in modo automatico per il solo fatto di aver ricevuto documentazione apparentemente regolare; essa deve essere valutata alla luce dei doveri di diligenza professionale e può rilevare solo nei limiti previsti dalla disciplina doganale.
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