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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13027/2025 del 03/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato l'ordinanza/sentenza del GIP che, pronunciando ex art. 444 c.p.p., aveva applicato la pena concordata per il reato di cui agli artt. 31, comma 2, c.p. e 73 d.P.R. 309/1990. Con due motivi ha dedotto violazione degli artt. 85-bis d.P.R. 309/1990 e 240-bis c.p., nonché vizio di motivazione, contestando la confisca della somma di denaro sequestrata. In sostanza, il ricorso mirava a censurare la legittimità della confisca allargata disposta sul denaro ritenuto nella disponibilità dell'imputato e reputato sproporzionato rispetto alle sue condizioni reddituali.

La decisione

La Corte ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati. Ha osservato che il giudice di merito aveva adeguatamente motivato sulla disponibilità della somma in capo all'imputato e sulla sproporzione rispetto al reddito/attività economica. Ha inoltre richiamato il principio secondo cui, ai fini della confisca allargata ex art. 240-bis c.p., non rileva il quantum ricavato dai reati-spia, essendo decisivi soltanto la disponibilità, diretta o indiretta, del bene e la sproporzione del suo valore rispetto al reddito dichiarato o all'attività esercitata. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 444 c.p.p.

    La sentenza impugnata era stata pronunciata all'esito di applicazione della pena su richiesta delle parti.

  • art. 31 c.p.

    Norma richiamata nel capo di imputazione insieme all'art. 73 d.P.R. 309/1990; dal testo non emerge la specifica rilevanza applicativa nel ricorso.

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Norma incriminatrice del reato oggetto di patteggiamento; il testo non specifica ulteriormente la condotta contestata.

  • art. 85-bis d.P.R. 309/1990

    Norma invocata nei motivi di ricorso in relazione alla confisca; il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato.

  • art. 240-bis c.p.

    Per la confisca allargata rilevano la disponibilità diretta o indiretta dei beni in capo all'interessato e la sproporzione del loro valore rispetto al reddito dichiarato o all'attività economica esercitata; non è decisivo il quantum ricavato dai reati-spia.

  • Sez. 2, n. 3854 del 30/11/2021, dep. 03/02/2022, Rv. 2132687 - 01

    Precedente richiamato a sostegno del principio secondo cui, ai fini della confisca allargata, non rileva l'entità del profitto derivante dai reati-spia, ma solo la disponibilità del bene e la sproporzione patrimoniale.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità, il ricorso contro la confisca allargata è inammissibile quando la motivazione di merito dia conto, in modo non manifestamente illogico, della disponibilità del bene da parte dell'imputato e della sua sproporzione rispetto ai redditi leciti.
  • Ai fini della confisca allargata ex art. 240-bis c.p. non occorre dimostrare un nesso quantitativo tra il bene ablato e il profitto del singolo reato-spia: è sufficiente la prova della disponibilità diretta o indiretta del bene e della sproporzione patrimoniale.
  • La censura di vizio di motivazione sulla confisca non può risolversi in una mera contestazione del merito quando il giudice abbia già esplicitato gli elementi fattuali da cui desumere disponibilità del denaro e sproporzione reddituale.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, quando non sia esclusa la colpa nella proposizione dell'impugnazione, anche al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioRiti alternativiConfisca di prevenzione
RamiReati informaticiStupefacentiProcesso penaleParte generale
IstitutiConfiscaInutilizzabilità della prova

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