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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13255/2025 del 04/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

A seguito di una sentenza di applicazione della pena per omicidio stradale, definita in sede di rinvio dopo un precedente annullamento limitato alla revoca della patente di guida, il G.U.P. del Tribunale di Agrigento ha applicato all'imputato la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente per due anni. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione, con un unico motivo, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione sulla misura accessoria: ha sostenuto che la sospensione fosse stata disposta con motivazione apodittica e insufficiente e che non si fosse tenuto conto del corretto comportamento tenuto subito dopo i fatti. Con memoria successiva il difensore ha insistito per l'accoglimento.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la doglianza non si confrontasse adeguatamente con la motivazione della sentenza impugnata, la quale aveva logicamente spiegato l'applicazione della sospensione della patente per due anni in ragione della particolare gravità della violazione stradale: l'imputato aveva travolto un ciclomotore invadendo la carreggiata a velocità non consentita, con violazione di plurime norme del codice della strada, cagionando la morte di una persona e le lesioni di un'altra. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 589-bis c.p.

    Il provvedimento richiama il reato di omicidio stradale come titolo del giudizio definito con precedente sentenza di applicazione della pena, senza affrontarne gli elementi costitutivi nel merito.

  • art. 187 c.p.p.

    È richiamato in modo generico il giudizio di rinvio seguito ad annullamento limitato alla statuizione sulla revoca della patente; la decisione riguarda la sola sanzione amministrativa accessoria.

  • art. 606 c.p.p.

    Il ricorso è ritenuto inammissibile perché il motivo non è deducibile in sede di legittimità, in quanto non si confronta con una motivazione di merito logicamente congrua e non sindacabile nel merito.

  • art. 222 cod. strada

    La Corte conferma l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, determinata in relazione alla gravità del fatto.

  • art. 616 c.p.p.

    L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

  • Corte cost. n. 186/2000

    È richiamata quale base del presupposto per la condanna alla somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non è sindacabile la motivazione del giudice di merito quando questa sia logica, congrua e priva di contraddizioni, specie in tema di determinazione della durata di una sanzione accessoria.
  • La censura sulla misura della sospensione della patente deve confrontarsi specificamente con le ragioni poste a base della decisione impugnata; una critica meramente assertiva o non calibrata sulla motivazione resa integra motivo non scrutinabile in cassazione.
  • In caso di omicidio stradale, la gravità concreta della condotta, desunta dalla violazione di più regole della circolazione e dall'evento letale o lesivo cagionato, può giustificare una durata elevata della sospensione della patente.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta automaticamente, salvo cause di esonero, la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieLesioni stradaliOmicidio stradaleImpugnazioni
RamiReati stradaliProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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