Cassazione Penale, Sentenza n. 12669/2025 del 02/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la conferma delle loro condanne per il reato previsto dall'art. 181 del Dlgs. 42/04 sostenendo, con due motivi: (1) violazione di legge in relazione al DPR 31/2017 (alleg. A) e agli artt. 146, 181 e 149 del Dlgs. 42/04, perché l'intervento consistente nella movimentazione e stesa di sabbia sarebbe stata "manutenzione ordinaria" non alterante e quindi non soggetta ad autorizzazione paesaggistica; (2) vizio di motivazione e contraddittorietà per mancata considerazione e mancata confutazione di prove e consulenze tecniche favorevoli alla tesi della difesa (quantitativi di sabbia modesti, uso solo di sabbia senza opere, determinazioni del Genio Civile favorevoli, dichiarazioni contraddittorie di un teste), con richiesta di riesame di tali profili.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che i motivi non effettuassero il necessario confronto argomentato e puntuale con i passaggi decisivi della sentenza impugnata, limitandosi a proporre una ricostruzione alternativa dei fatti (movimentazione di sabbia qualificabile come semplice manutenzione). La Corte ha ritenuto che il giudice del merito avesse motivato coerentemente, richiamando elementi fattuali (stato dei luoghi post-mareggiata, quantità e caratteristiche della sabbia rinvenuta, assenza di detriti, colorazione diversa della sabbia, tracce di mezzi e cumuli) che giustificano la qualificazione come intervento di ricostituzione dell'arenile e non di mera manutenzione, con conseguente necessità di autorizzazione paesaggistica e configurazione del reato. Per tali ragioni i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili; i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e tenuti al versamento, in via equitativa, di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
D.lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) - art. 181
Articolo richiamato come norma penale che sanziona l'esecuzione di opere o attività in assenza di autorizzazione paesaggistica; la Corte ha ritenuto integrato il reato per l'assenza dell'autorizzazione in presenza di operazioni di ricostituzione dell'arenile.
D.lgs. 42/2004 - artt. 146 e 149
Norme che disciplinano il vincolo paesaggistico e la necessità di autorizzazione per interventi che incidono sul paesaggio; nella sentenza il riferimento è stato usato per sostenere che l'intervento non poteva essere qualificato come mera manutenzione esente da autorizzazione.
Richiamato dal ricorso come parametro/criterio tecnico-normativo rilevante per la valutazione della qualificazione degli interventi; la Corte ha ritenuto insufficiente il richiamo normativo senza il necessario confronto documentale e fattuale.
Codice di procedura penale - art. 606, lett. e)
Norma che ammette il controllo in Cassazione per travisamento della prova; la Corte richiama i limiti di tale sindacato, richiedendo indicazione puntuale di atti processuali e prova decisiva omessa o alterata.
Codice di procedura penale - art. 546 c.p.p. comma 1 lett. e) e art. 598 c.p.p.
Articoli richiamati nel ricorso con riferimento a motivi e deduzioni difensive; la Corte osserva che lamentele generiche sulla mancata considerazione di elementi non sono sufficienti senza la dimostrazione della decisività degli stessi.
Codice di procedura penale - art. 616
Norma applicata per l'onere delle spese del procedimento a carico dei ricorrenti in caso di inammissibilità; utilizzata per ordinare anche il versamento alla Cassa delle Ammende.
Sentenza Corte costituzionale n. 186 del 13 giugno 2000
Richiamata in relazione al criterio per valutare se un ricorso sia stato proposto con colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; qui la Corte ha ritenuto che non sussistessero motivi per escludere la sola riduzione equitativa del contributo dovuto.
Massime di principio
- In cassazione non è sufficiente proporre una ricostruzione alternativa dei fatti: il ricorrente deve indicare specifici atti del processo e spiegare perché la motivazione del merito è manifestamente illogica, contraddittoria o travisante e tale da incidere decisivamente sull'esito.
- La qualificazione di interventi su spiagge/arenili come "manutenzione" o "ricostituzione" dipende da elementi fattuali concreti (quantità movimentata, presenza/assenza di detriti, provenienza della sabbia, tracce di mezzi, eventuali operazioni di trasferimento di materiale): la mera indicazione di modesta quantità non basta se altri elementi descrivono un intervento complesso.
- Se la condotta modifica in modo significativo lo stato dei luoghi sottoposti a vincolo paesaggistico, è necessaria l'autorizzazione paesaggistica; l'assenza di autorizzazione può integrare il reato di cui all'art. 181 D.lgs. 42/2004.
- Per criticare la valutazione della consulenza tecnica di parte è necessario dimostrare in che cosa la consulenza sia carente o inattendibile e confrontarla punto per punto con la motivazione del giudice; semplici osservazioni non confutano la motivazione del merito.
- I ricorrenti in cassazione possono essere condannati alle spese e ad una somma equitativa alla Cassa delle Ammende in caso di ricorso inammissibile; va valutata la presenza di colpa nella presentazione del ricorso.
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