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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7142/2022 del 01/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione con due motivi. Primo motivo: censura sulla motivazione e sul travisamento delle emergenze processuali; si sostiene che la Corte territoriale non abbia valutato correttamente circostanze favorevoli al ricorrente (arma riposta in modo non visibile nel bagagliaio, auto chiusa e parcheggiata in area privata con videosorveglianza, rimozione dell'astina che renderebbe l'arma inefficiente) e avrebbe applicato in modo erroneo criteri propri di fattispecie diverse a discapito dell'art. 20 L.110/1975. Secondo motivo: mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art.131-bis c.p.), sostenendo che la Corte avrebbe valorizzato solo la pericolosità della condotta senza valutare complessivamente le modalità, il grado di colpevolezza e l'entità del pericolo in base all'art.133 c.p.; inoltre si lamenta presunta contraddittorietà tra il riconoscimento delle attenuanti generiche e l'esclusione della causa di non punibilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che i motivi proposti si limitino a chiedere una diversa valutazione dei fatti e della credibilità delle prove, valutazioni riservate al giudice di merito e non sindacabili in questa sede salvo vizi di motivazione evidenti; la Corte ha ritenuto coerente e logica la motivazione della Corte d'Appello che aveva confermato la responsabilità per violazione dell'art.20 L.110/1975 (lasciare l'arma nel bagagliaio in piazzale accessibile, per molte ore, con rischio di appropriazione da parte di terzi) e aveva escluso l'applicabilità dell'art.131-bis ritenendo non esiguo il pericolo per la pubblica sicurezza. Conseguentemente il provvedimento impugnato resta confermato (in primo grado condanna a 14 giorni di arresto con sospensione condizionale; in appello rideterminazione della pena in €200 di ammenda). Il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di €3000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 20 Legge 18 aprile 1975, n. 110

    L'obbligo di diligenza nella custodia delle armi è adempiuto solo se sono adottate le cautele che, nella specifica situazione di fatto, possono esigersi da una persona di normale prudenza (criterio dell'id quod plerumque accidit). Lasciare un'arma nel bagagliaio di un'auto in piazzale accessibile può integrare violazione dell'art.20 anche se l'arma non è visibile e se è temporaneamente smontata, quando sussiste il concreto rischio di appropriazione da parte di terzi.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Limiti del sindacato in Cassazione: non è consentita una semplice rivalutazione dei fatti o della valutazione probatoria operata dal giudice di merito; la Corte può verificare invece la correttezza e la completezza della motivazione e l'assenza di vizi indicati dalla lett. e) (manifesta illogicità, contraddittorietà o carenza motivazionale).

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva e congiunta di tutti gli elementi della fattispecie concreta; non è applicabile se il pericolo o il danno non risultano esigui.

  • art. 133 cod. pen.

    Deve essere considerata, ai fini della valutazione della tenuità, la modalità della condotta, il grado di colpevolezza e l'entità del danno o del pericolo; questi elementi sono parte integrante del giudizio richiesto dall'art.131-bis.

  • art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020

    Procedimento trattato con contraddittorio scritto (per scritto) in mancanza di richiesta di discussione orale, ai sensi delle norme emergenziali citate.

  • Giurisprudenza richiamata (Cass. Sez.1 n.16609/2013; Sez.U. n.13681/2016; Cass. Sez.5 n.17246/2020)

    Richiamati principi di diritto: (i) criterio di diligenza nella custodia delle armi; (ii) regole per la valutazione della particolare tenuità del fatto; (iii) compatibilità fra riconoscimento di attenuanti generiche e diniego dell'art.131-bis, essendo distinti i parametri di valutazione (soggettivi per le attenuanti, oggettivi per la tenuità).

Massime di principio

  • In Cassazione non è possibile ottenere una nuova valutazione dei fatti o della credibilità delle prove: il ricorso deve evidenziare vizi di motivazione effettivi e non la semplice diversa valutazione difensiva.
  • L'obbligo di custodia delle armi ex art.20 L.110/1975 richiede cautele commisurate alle circostanze: lasciare un'arma in un'auto parcheggiata in area accessibile per molte ore può configurare reato anche se l'arma non è immediatamente visibile o temporaneamente smontata.
  • La mera rimozione di una parte dell'arma non esclude automaticamente la pericolosità se la parte può essere facilmente rimontata e ricostituire l'efficienza dell'arma.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art.131-bis) richiede un giudizio complessivo e comparativo: presenza di pericolo concreto o entità non esigua del danno impediscono l'applicazione della norma.
  • Non c'è contraddizione giuridica tra il riconoscimento di attenuanti generiche e il diniego dell'art.131-bis: i parametri valutativi sono differenti (profili soggettivi per le attenuanti, elementi oggettivi e di entità per la tenuità).
  • Chi impugna deve confrontarsi specificamente con la motivazione del giudice di merito e contestarne le argomentazioni chiave; deduzioni generiche non sono sufficienti per l'ammissibilità del ricorso.
  • La proposizione di un ricorso infondato può comportare condanne alle spese e pagamento di somme alla Cassa delle ammende; valutare il rischio di sanzioni prima di proporre impugnazioni prive di fondamento sostanziale.

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