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Cassazione Civile, Ordinanza n. 05800/2024 del 05/03/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (straniero)

La controversia

A seguito di un decreto prefettizio di espulsione e del conseguente trattenimento in un CPR, la questura aveva chiesto e ottenuto dal giudice di pace la proroga di trenta giorni del trattenimento, allegando difficoltà nell'accertamento dell'identità/nazionalità e nell'acquisizione dei documenti di viaggio. Il ricorrente ha impugnato il decreto di proroga davanti alla Corte di cassazione con due motivi: con il primo ha denunciato la violazione dell'art. 14, comma 5, d.lgs. 286/1998 per mancata verifica di elementi concreti che rendessero probabile l'identificazione o giustificassero il mantenimento del trattenimento per organizzare il rimpatrio; con il secondo ha denunciato nullità/inesistenza della motivazione ai sensi dell'art. 360, n. 4, c.p.c., in relazione agli artt. 14, commi 4, 5 e 5-bis, d.lgs. 286/1998, art. 15, parr. 2 e 4, direttiva 2008/115/CE e art. 111 Cost., sostenendo che il giudice di pace si era limitato a recepire acriticamente le ragioni della questura con motivazione apparente e prestampata, senza dare conto dell'effettivo accertamento dei presupposti della proroga.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondati i due motivi e ha cassato senza rinvio il provvedimento impugnato, decidendo nel merito. Ha affermato che la motivazione del decreto di proroga era meramente apparente, perché il giudice di pace si era sostanzialmente limitato a utilizzare un modulo prestampato, selezionando una formula generica senza spiegare le ragioni della condivisione delle allegazioni della questura. Poiché la proroga non risultava validamente disposta e il termine era ormai scaduto, la misura non poteva più essere ulteriormente prorogata. Quanto alle spese, la Corte ha rilevato che il richiedente era ammesso ex lege al patrocinio a spese dello Stato e che, in presenza di soccombenza di un'amministrazione statale, non vi era luogo a regolazione delle spese nel dispositivo, dovendosi applicare le regole speciali del patrocinio.

Norme richiamate

  • art. 13, comma 2, lett. a), d.lgs. 286/1998

    richiamato come base del decreto di espulsione da cui è derivato il trattenimento.

  • art. 14, commi 4, 5 e 5-bis, d.lgs. 286/1998

    disciplinano il trattenimento e le sue proroghe; la Corte richiede un rigoroso accertamento dei presupposti legali e una motivazione effettiva del provvedimento di proroga.

  • art. 360, nn. 3 e 4, c.p.c.

    usato come parametro di ricorso per violazione di legge e nullità per motivazione apparente.

  • art. 15, paragrafi 2 e 4, direttiva 2008/115/CE

    richiamato in chiave conforme al diritto dell'Unione sulla legalità del trattenimento e sul controllo giurisdizionale delle condizioni di proroga.

  • art. 111 Cost.

    richiamato a sostegno dell'esigenza di una motivazione non apparente dei provvedimenti giurisdizionali.

  • art. 13 Cost.

    evocato per il rango costituzionale della libertà personale e per la necessità di una riserva assoluta di legge in materia di limitazioni.

  • art. 82 d.P.R. n. 115 del 2002

    indicato quale norma sulla liquidazione del compenso e delle spese del difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato.

  • art. 83, comma 2, d.P.R. n. 115 del 2002

    richiamato per la competenza del giudice che ha pronunciato la decisione nel procedimento di liquidazione del compenso in caso di cassazione senza rinvio.

  • art. 133 d.P.R. n. 115 del 2002

    la Corte afferma che non si applica, nel caso di soccombenza di un'amministrazione statale controparte di soggetto ammesso al patrocinio, nel senso di una condanna alle spese in favore dello Stato.

  • artt. 6 e 47 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

    richiamati dalla Corte di giustizia come parametri del controllo giurisdizionale sulla legalità del trattenimento.

  • art. 15, paragrafi 2 e 3, direttiva 2008/115/CE

    richiamato nella parte che cita la giurisprudenza UE sul dovere del giudice di rilevare d'ufficio eventuali condizioni di illegittimità del trattenimento.

  • art. 9, commi 3 e 5, direttiva 2013/33/UE

    richiamato solo nel passaggio relativo alla giurisprudenza unionale sul controllo del trattenimento.

  • art. 28, paragrafo 4, regolamento (UE) n. 604/2013

    richiamato solo nel medesimo quadro di giurisprudenza unionale sul controllo giurisdizionale.

Massime di principio

  • Nel giudizio di convalida o proroga del trattenimento dello straniero, il giudice deve effettuare un controllo effettivo e autonomo sui presupposti di legge, non potendo limitarsi a recepire apoditticamente le allegazioni dell'autorità amministrativa.
  • La motivazione del provvedimento che dispone o proroga una misura incidente sulla libertà personale non può essere meramente apparente o prestampata: deve contenere l'accertamento della sussistenza dei motivi addotti e la spiegazione della loro congruenza con la finalità del rimpatrio.
  • Quando il termine di trattenimento è scaduto e la proroga non è stata validamente disposta, la Corte può cassare senza rinvio decidendo nel merito, perché la misura non è più ulteriormente prorogabile.
  • In materia di trattenimento alla frontiera o nel CPR, il controllo giurisdizionale è particolarmente rigoroso per il rango costituzionale del diritto inciso e per la vincolatezza dei presupposti e dei tempi stabiliti dalla legge.
  • Nel contesto del diritto unionale, il giudice nazionale deve interpretare le norme sul trattenimento in modo da garantire un controllo sulla legalità sostanziale della privazione della libertà, potendo rilevare d'ufficio l'eventuale mancanza di una condizione di legittimità anche se non dedotta dall'interessato.
  • Se la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato è vittoriosa contro un'amministrazione statale, la liquidazione del compenso del difensore segue la disciplina speciale del patrocinio e non si traduce in una ordinaria condanna alle spese in favore dello Stato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civileImmobiliare
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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