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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7489/2022 del 02/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza che le aveva negato l'affidamento in prova al servizio sociale per l'espiazione di pena (reato riconducibile all'art. 4‑bis Ord. pen.: procurata inosservanza di pena, ex art. 390 cod. pen., con aggravante di agevolazione mafiosa). Contestava vizio di motivazione: il Tribunale avrebbe trascurato argomentazioni favorevoli (compresa l'ammissione, in altra sede, del marito Raffaele Falco alla medesima misura), avrebbe ignorato un effettivo apporto collaborativo prestato dalla ricorrente e avrebbe valutato erroneamente la sua personalità e capacità di reinserimento sociale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza, pur facendo rilievi incidentali sulla possibile collaborazione, abbia motivatamente escluso l'affidamento per carenza di risultanze trattamentali idonee a fondare una prognosi favorevole di reinserimento (ai sensi dell'art. 47 Ord. pen.). Le censure della ricorrente sono state giudicate come contestazioni meramente assertive e di merito, non sindacabili in sede di legittimità. La Corte ha inoltre ricordato che la sussistenza della collaborazione con la giustizia è un presupposto di ammissibilità, non suscettibile di consolidamento in giudicato e sempre rimesso a rivalutazione. Per effetto della declaratoria di inammissibilità la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a versare alla Cassa delle ammende la somma di euro tremila.

Norme richiamate

  • Ordinamento penitenziario, art. 4‑bis, comma 1

    Usato per inquadrare la natura del reato come rientrante nel catalogo ostativo: la misura alternativa è soggetta a specifiche cautele quando il titolo è ostativo.

  • Codice penale, art. 390

    Riferimento al reato contestato (procurata inosservanza di pena) per definire il profilo di responsabilità penale della ricorrente.

  • Ordinamento penitenziario, art. 47

    Norma richiamata in relazione alle prescrizioni trattamentali e alla necessità di risultanze pregnanti sul percorso di rieducazione per fondare una prognosi favorevole di reinserimento e, quindi, l'ammissibilità dell'affidamento.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Norma richiamata per gli effetti della declaratoria di inammissibilità (conseguente condanna alle spese processuali).

Massime di principio

  • La valutazione dell'ammissibilità e del merito dell'affidamento in prova al servizio sociale rientra in larga misura nella discrezionalità del giudice di sorveglianza: le contestazioni meramente di merito o assertive sulla valutazione della personalità e del trattamento non sono sindacabili in cassazione.
  • La collaborazione con la giustizia costituisce un presupposto di ammissibilità della misura alternativa: è elemento preliminare non soggetto a giudicato definitivo e può essere sempre rivalutato dal giudice di sorveglianza in occasione di nuove domande.
  • L'assenza di risultanze trattamentali pregnanti e di una prognosi affidabile di reinserimento può legittimamente giustificare il diniego dell'affidamento anche se esistono elementi di possibile collaborazione: il giudice richiede evidenze concrete di evoluzione trattamentale.
  • La diversa sorte di terzi (es. congiunti o coautori) non vincola il giudice nei singoli casi: il fatto che un'altra persona ottenga la misura alternativa non implica automaticamente il diritto per il ricorrente, dovendosi valutare la situazione individuale e le risultanze specifiche.
  • In caso di rigetto motivato per carenza di elementi trattamentali è possibile riproporre la domanda dopo un congruo periodo di osservazione penitenziaria, fornendo nuove e concrete risultanze sul percorso rieducativo e, se del caso, sulla collaborazione.

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