Cassazione Penale, Sentenza n. 20866/2023 del 16/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza sorto in relazione al procedimento penale contro Antonio Piccirillo in ordine al reato di riciclaggio (art. 648-bis c.p.) e alla gestione di beni sottoposti a sequestro. Il Tribunale di Vallo della Lucania aveva ritenuto di essere competente per territorio e per la gestione degli amministratori giudiziari nomina ti, mentre il GIP di Napoli sosteneva che la competenza per la gestione dei beni sequestrati spettasse al giudice che aveva emesso il decreto di sequestro confermato (GIP di Napoli), richiamando l'art. 104-bis disp. att. c.p.p. e la giurisprudenza. Contesa rilevante anche perché il sequestro era stato originariamente disposto in ambito di altra competenza e poi confermato dal Tribunale del riesame di Napoli solo con riferimento al reato di riciclaggio, mentre altre posizioni processuali (atti del Pubblico ministero, archiviazione di taluni capi, trasmissioni tra Procure) avevano prodotto movimenti di competenza tra procure e uffici giudiziari.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il conflitto ammissibile e lo ha risolto affermando la competenza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli. Motivazione: il decreto di sequestro relativo al reato di riciclaggio era stato confermato dal Tribunale del riesame di Napoli, per cui la competenza per l'adozione dei provvedimenti di gestione previsti dall'art. 104-bis disp. att. c.p.p. (comma 1-ter) permaneva presso il giudice che aveva emesso il provvedimento di sequestro, e non poteva essere spostata con atti interni della Procura. Inoltre, ai fini dell'operatività dell'art. 27 c.p.p. è necessaria una dichiarazione esplicita di incompetenza da parte del giudice che ha disposto la misura o di quello chiamato a decidere sull'impugnazione; decisioni o determinazioni del pubblico ministero non sono sufficienti a trasferire la competenza. Consequenzialmente la Corte ha disposto la trasmissione degli atti al GIP del Tribunale di Napoli.
Norme richiamate
Delitto di trasferimento fraudolento di valori; inizialmente contestato e oggetto di sequestro, in passato è stata esclusa o annullata l'aggravante collegata alla criminalità organizzata, con effetti sulla vis attractiva e sulla competenza
Reato di riciclaggio contestato a Piccirillo e rispetto al quale è stato confermato il decreto di sequestro da parte del Tribunale del riesame di Napoli; la persistenza del sequestro su tale reato ha fondato la competenza del GIP che ha emesso il provvedimento
art. 416-bis cod. pen. e art. 7 legge n. 203/1991
Riconoscimento di aggravante per agevolazione di tipo mafioso (o sue esclusioni) ha inciso sulla vis attractiva e conseguente determinazione della competenza territoriale; la Corte ha rilevato che l'esistenza o l'esclusione di tale aggravante può mutare la competenza, ma una volta che il giudice che ha disposto la misura e il riesame si siano pronunciati la competenza non si trasferisce senza dichiarazione esplicita
art. 51, comma 3 e 3-bis cod. proc. pen.
Disciplina della competenza per vis attractiva; l'eventuale applicazione dell'aggravante ha determinato spostamenti di competenza tra Tribunali (Salerno, Napoli) ma la persistenza del sequestro confermato ha mantenuto la competenza del giudice che ha emesso il provvedimento
Secondo la Corte, ai fini dell'operatività della regola che collega competenza e misura cautelare è necessaria una dichiarazione esplicita di incompetenza da parte del giudice che ha disposto la misura o di quello chiamato a decidere sull'impugnazione; atti interni del pubblico ministero non sono idonei a trasferire la competenza
art. 104-bis disp. att. cod. proc. pen., comma 1-ter (legge n. 161/2017)
I compiti del giudice delegato alla procedura sono svolti dal giudice che ha emesso il provvedimento (o dal giudice delegato nominato ai sensi dell'art. 35 d.lgs. n. 159/2011). La Corte ha interpretato tale previsione nel senso che il giudice che ha emesso e visto confermare il sequestro resta competente per la gestione del compendio sequestrato per tutta la durata del procedimento
art. 12-sexies dl. n. 306/1992
Norma richiamata ai fini del sequestro dei beni in relazione alle ipotesi di reato originarie
art. 14-bis disp. att. cod. proc. pen.
Richiamata in relazione alle attività di gestione del compendio sequestrato dinanzi al Tribunale competente
Norma che disciplina la nomina del giudice delegato quando il provvedimento è pronunciato da un organo collegiale; rilevante per l'individuazione del soggetto competente alla gestione
Norma che disciplina il conflitto di competenza tra autorità giudiziarie; invocata dal Tribunale di Vallo della Lucania per investire la Corte di cassazione della decisione sul conflitto
Massime di principio
- Se un provvedimento di sequestro è stato emesso e confermato dal giudice che lo ha adottato o dal Tribunale del riesame, la competenza per la gestione del sequestro e per i provvedimenti connessi resta nel giudice che ha emesso il provvedimento ai sensi dell'art. 104-bis comma 1-ter, salvo che tale giudice non dichiari esplicitamente la propria incompetenza.
- Gli atti o le determinazioni del pubblico ministero (trasmissioni tra procure, archiviazioni parziali, richieste di trasferimento) non trasferiscono da soli la competenza giudiziale: per operare il trasferimento ai sensi dell'art. 27 c.p.p. è necessaria una dichiarazione di incompetenza del giudice che ha disposto la misura o del giudice chiamato a decidere sull'impugnazione.
- La presenza o l'esclusione di aggravanti (es. quelle collegate alla criminalità organizzata) può determinare la vis attractiva e quindi influire sulla competenza territoriale, ma il mutamento di valutazione sull'aggravante non sostituisce le decisioni giudiziali che hanno confermato misure cautelari, salvo pronunciamento esplicito del giudice competente.
- In presenza di rifiuti o ricusazioni concorrenti di più giudici a conoscere dello stesso procedimento, è possibile esperire il conflitto di competenza ai sensi dell'art. 28 c.p.p. per ottenere una risoluzione da parte della Corte competente.
- Prassi operativa consigliata: verificare sempre se il decreto di sequestro è stato confermato in sede di riesame; in caso affermativo rivolgersi al giudice che ha emesso il provvedimento per ottenere una dichiarazione di incompetenza prima di considerare trasferita la gestione o la competenza; documentare eventuali atti della Procura ma non fondare esclusivamente su di essi il cambio di competenza.
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