Cassazione Penale, Sentenza n. 19855/2022 del 19/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Vibo Valentia che confermava il sequestro preventivo, anche per equivalente, disposto a carico del patrimonio della ditta individuale e della persona fisica De Nisi per un valore pari al prezzo del reato in relazione a un procedimento per truffa aggravata (art. 640-bis). I ricorrenti hanno dedotto: 1) vizio di motivazione e mancata osservanza della sentenza di annullamento della Corte di Cassazione; 2) errata qualificazione dell'appalto (a misura versus a corpo) con conseguente errata valutazione del fumus del reato e della quantificazione dell'ingiusto profitto; 3) rilievi di nullità e travisamento della prova.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto che i ricorrenti avessero frainteso la pronuncia di annullamento della Cassazione: la Corte aveva infatti disposto che il sequestro permaneva nei confronti della persona fisica, e l'ordinanza del Tribunale si è attenuta a tale indirizzo, confermando il sequestro sull'imputato persona fisica. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto che la questione della qualificazione dell'appalto non fosse rilevante ai fini della legittimità del sequestro, dal momento che il fumus era documentato da molteplici elementi indiziari (anomalie nel verbale di sospensione dei lavori, documentazione non veritiera relativa a una variante, irregolarità nelle dichiarazioni di stato di avanzamento, verbali di sopralluogo della polizia giudiziaria). Ogni eventuale vizio di motivazione relativo alla quantificazione del sequestro attiene a valutazioni di merito non sindacabili in sede di legittimità. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 640-bis cod. pen. (truffa aggravata)
Norma che inquadra il reato contestato e giustifica la misura cautelare patrimoniale nei confronti degli autori del reato.
art. 627 cod. proc. pen. (sequestro preventivo)
Fondamento normativo del sequestro preventivo; richiamato in relazione alla legittimità della misura e ai relativi presupposti, compreso il sequestro per equivalente (art. 627, comma 3).
art. 628 cod. proc. pen.
Norma connessa alle misure cautelari reali; indicata in relazione ai limiti e modalità dell'applicazione del sequestro preventivo.
d.lgs. 231/2001
La questione dell'applicabilità della responsabilità degli enti (231) alle ditte individuali era stata richiamata dal Tribunale del riesame; la Corte ha osservato che, comunque, la Cassazione aveva stabilito che il sequestro doveva permanere nei confronti della persona fisica, rendendo ininfluente la questione 231 rispetto alla misura cautelare adottata.
art. 59, comma 5, d.lgs. 50/2016
Norma richiamata in relazione alla qualificazione del contratto di appalto (a corpo o a misura); la Corte ha ritenuto che la qualificazione contrattuale non incida sulla valutazione del fumus del reato ai fini del sequestro preventivo.
art. 125, comma 3 e art. 321 cod. proc. pen.
Richiamate dai ricorrenti in ordine a presunte motivazioni apparenti e vizi della motivazione; la Corte ha dichiarato tali censure inammissibili o comunque improduttive perché implicherebbero accertamenti di fatto non sindacabili in sede di legittimità.
art. 324, comma 5, cod. proc. pen.
Norma che individua il giudice competente in caso di annullamento della decisione del riesame da parte della Cassazione; invocata nella fase di rinvio per la nuova valutazione dell'istanza di riesame.
art. 606, lett. c) cod. proc. pen.
Richiamata in relazione al vizio di travisamento della prova lamentato dai ricorrenti; la Corte ha ritenuto che la censura non dimostri una manifesta illogicità né consenta la revisione di valutazioni probatorie di merito.
Massime di principio
- Il sequestro preventivo per equivalente può colpire il patrimonio della persona fisica anche se l'attività è svolta tramite ditta individuale; la questione della responsabilità ex d.lgs. 231/2001 non esclude automaticamente la misura sui beni personali.
- Censure che richiedono valutazioni di fatto (qualificazione del contratto, quantificazione del profitto illecito, valutazione probatoria complessiva) sono difficilmente sindacabili in sede di legittimità e possono essere rigettate per inammissibilità se implicano accertamenti di merito.
- La qualificazione tecnica del contratto (a corpo vs a misura) non elimina di per sé la sussistenza del fumus del reato quando sussistono indizi documentali e comportamentali che evidenziano anomalie, dichiarazioni non veritiere o discrepanze tra progetto e opera realizzata.
- Per contrastare efficacemente un sequestro preventivo occorre contestare specificamente la sussistenza degli elementi del fumus e del periculum confiscandi con elementi probatori idonei a dimostrare l'assenza di indizi gravi, non solo rilevare profili interpretativi giuridici astratti.
- Le questioni procedurali e di diritto sollevate dopo una pronuncia di annullamento devono essere interpretate alla luce del contenuto della sentenza di rinvio: è fondamentale verificare se la Cassazione ha disposto la permanenza della misura nei confronti di una determinata persona prima di dedurre violazioni.
- Le doglianze sulla quantificazione del sequestro possono avere rilevanza soprattutto in fase di merito o di riesame ma, se attengono a valutazioni tecniche e di fatto, non sempre ottengono tutela in sede di legittimità.
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