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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19613/2022 del 19/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La Corte d'appello di Torino ha confermato la condanna di Carlo Molinari per appropriazione indebita e furto (fatti del 2 e 11 giugno 2015) in danno della società locatrice Asta Pompeja. I fatti: Molinari, amministratore unico della società conduttrice R & B, aveva realizzato una sala bingo nei locali locati; a seguito di morosità il proprietario otteneva lo sfratto eseguito il 10 giugno 2015. Alla riconsegna l'amministratore della proprietaria constatava la sottrazione di componenti dell'impianto di condizionamento, parte gia' rimossi per non conformità; il 11 giugno Molinari veniva sorpreso a smontare ulteriori elementi e in locali nella sua disponibilità venivano rinvenute parti mancanti. Con il ricorso Molinari deduceva: (1) errata qualificazione giuridica dei fatti, sostenendo che gli impianti fossero di sua proprietà e proponendo la derubricazione a esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 392 c.p.), e travisamento del contratto di locazione; (2) vizio di motivazione per la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso ritenendo i motivi infondati. Sul primo motivo ha confermato che non sussiste travisamento della prova: la Corte d'appello ha valutato correttamente il contenuto del contratto di locazione, che prevedeva espressamente che lavori, addizioni e migliorie effettuate dal conduttore sarebbero rimaste acquisite all'immobile alla cessazione del contratto (con sconto canone). Di conseguenza parti dell'impianto prelevate prima dello sfratto integrano appropriazione indebita, mentre parti prelevate dopo lo sfratto (quando Molinari aveva perso la disponibilità dei beni) integrano il reato di furto. La Cassazione ha inoltre chiarito che il ricorrente si limitava a una diversa interpretazione del documento contrattuale, cioè a sollecitare una riedizione del compendio probatorio non consentita in sede di legittimità. Sul secondo motivo ha ritenuto insindacabile la valutazione del merito sulla non concessione delle attenuanti generiche, motivata con riferimento ai precedenti penali, alla gravita' e modalità della condotta (protratta anche dopo l'intervento dell'ufficiale giudiziario), alla capacità a delinquere e all'assenza di resipiscenza. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    Norma richiamata come qualificazione del reato di appropriazione indebita contestato per il prelievo di parti dell'impianto prima dello sfratto; la Corte ha ritenuto che il contratto trasferisse la proprietà delle migliorie al locatore, giustificando la qualificazione.

  • art. 624 cod. pen.

    Norma richiamata quale riferimento al reato di furto per il prelievo di parti dell'impianto dopo lo sfratto, ossia quando il ricorrente aveva perso la disponibilità dei beni.

  • art. 392 cod. pen.

    Norma invocata dal ricorrente per una derubricazione a esercizio arbitrario delle proprie ragioni; la Corte ha ritenuto che tale ricostruzione non fosse sostenuta dalla prova contrattuale e ha escluso la derubricazione.

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28 ottobre 2020 n. 137 (convertito dalla legge 18 dicembre 2020 n. 176, poi prorogato)

    Richiamata esclusivamente in ordine alla procedura di deposito della memoria del Procuratore generale; non incide sul merito sostanziale della decisione.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti generiche: la Corte di merito ha valutato e negato il riconoscimento delle attenuanti sulla base di elementi fattuali (precedenti, modalità, persistenza della condotta, assenza di resipiscenza). La Cassazione ha ritenuto la valutazione insindacabile in sede di legittimità se motivata.

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato come indice degli elementi che il giudice deve considerare nella valutazione delle circostanze attenuanti (elementi di fatto preponderanti); la Corte d'appello ha indicato quali elementi ha ritenuto decisivi.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma applicata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • In tema di rimozione di impianti o migliorie in immobili locati, la qualificazione penale (appropriazione indebita vs furto vs esercizio arbitrario delle proprie ragioni) dipende dalla titolarità e dalla disponibilità dei beni al momento del prelievo: se il contratto trasferisce le migliorie al locatore, il prelievo può integrare appropriazione indebita o furto se avviene dopo la perdita della disponibilità.
  • La mera diversa interpretazione di una clausola contrattuale o del compendio probatorio non è sufficiente in Cassazione: occorre dimostrare un vero e proprio travisamento della prova (uso di prove non valutate o palese difformità tra risultati probatori e motivazione) per ottenere l'annullamento per vizio probatorio.
  • Per ottenere il riconoscimento delle attenuanti generiche in sede di merito è necessario fornire elementi concreti che contrastino i fattori ostativi (precedenti, modalità della condotta, assenza di resipiscenza); la valutazione del giudice di merito è in genere insindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata.
  • Chi intende difendere la sua proprietà su impianti/installazioni deve conservare e produrre prove chiare e contrattuali (es. documentazione di acquisto, clausole contrattuali favorevoli, registrazioni catastali o certificazioni) per contrastare la presunzione derivante da clausole contrattuali che attribuiscano al locatore la proprietà delle migliorie.
  • In sede di ricorso per Cassazione la strategia difensiva utile è dimostrare un errore di diritto o un travisamento processuale evidente, non una semplice divergenza d'interpretazione dei fatti o dei documenti.

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